Home Interviste Mario Giordano in esclusiva a TvBlog: “Fuori dal Coro mette i problemi dei cittadini in primo piano. Io megafono di Vannacci? Mi interessa essere una risorsa per Mediaset e il pubblico”

Mario Giordano in esclusiva a TvBlog: “Fuori dal Coro mette i problemi dei cittadini in primo piano. Io megafono di Vannacci? Mi interessa essere una risorsa per Mediaset e il pubblico”

Mario Giordano torna a partire dal 27 settembre 2026 con Fuori dal Coro. Il conduttore e cronista si racconta a TvBlog tra aspettative e curiosità legate alla trasmissione che mette al centro il racconto della quotidianità e i problemi dei cittadini.

26 Settembre 2026 10:00

Fuori dal Coro torna su Rete4 a partire dal 27 settembre 2026. La trasmissione condotta da Mario Giordano, realizzata dalla testata giornalistica Videonews, arriva da numeri incoraggianti. Gli ascolti hanno sfiorato l’8% di Share nelle singole puntate delle edizioni, particolare attenzione per quanto accaduto lo scorso anno. Quando Giordano, nonostante le continue ricollocazioni del format, è riuscito a confermare gli standard di trasmissione. Anche la domenica di fronte a competitor importanti come Report e Che Tempo Che Fa, senza contare il fattore sportivo con gli impegni della Serie A e non solo che potevano spostare ascolti.

Fuori dal Coro, tuttavia, può contare su uno zoccolo duro di fedelissimi che seguono il format e vogliono andare a fondo alle questioni di politica e attualità. Lontano dalle polemiche, vicino alle soluzioni. La trasmissione si occupa di inchieste e servizi che scandagliano la quotidianità toccando diversi argomenti. Inoltre, nel tempo, il programma si è affinato prendendo in esame problematiche specifiche. In primis troviamo l’occupazione abusiva di case e risse, scippi, molestie e aggressioni. Con particolare riferimento anche alle truffe in piccole e grandi realtà locali. Dal particolare al generale.

Fuori dal Coro torna su Rete4

Fuori dal Coro racconta la politica e l’attualità attraverso le necessità che toccano quotidianamente i cittadini fra possibilità, aspettative e risvolti più o meno positivi. Importante anche il dibattito in studio che avviene dopo ogni singolo servizio. La trasmissione ha cambiato grammatica narrativa nel corso delle singole edizioni. Anche su questo abbiamo provato a insistere con Mario Giordano, conduttore del programma, per farci raccontare in che modo si arriva a questa nuova edizione.

Mario Giordano conduce Fuori dal Coro
Mario Giordano conduce Fuori dal Coro (Ufficio stampa Mediaset) – TvBlog

Una stagione che comincia con qualche rumors particolare, legato alla messa in onda prevista per fine settembre. Dagospia ha parlato di presunti malumori interni per la scelta di Mediaset. Giordano, in esclusiva a TvBlog, ha chiarito anche questo aspetto per una chiacchierata che tocca vari temi e getta le basi per un altro importante cammino televisivo.

Mario Giordano ai microfoni di TvBlog

Fuori dal Coro torna su Rete4 dal 27 settembre. I temi all’ordine del giorno sono tanti tra politica e attualità, a cominciare dall’aumento del costo della benzina. Da dove riparte il programma?

“Noi partiamo come sempre dalle questioni dei cittadini, quindi poco ci interessano le polemiche politiche rispetto a tanti aspetti che caratterizzano la quotidianità. Ci sono tanti altri programmi che lo fanno, noi partiamo dal rincaro dei prezzi non solo per quanto riguarda la benzina. Ci sono anche i problemi legati alla salute, alla sicurezza, all’immigrazione. Si parte come sempre dalle difficoltà concrete che attanagliano la quotidianità dei cittadini”.

I problemi concreti dei cittadini in primo piano

Negli anni Fuori dal Coro ha fatto qualcosa che adesso sembra essere prassi anche negli altri talk show: è diventato uno specchio anche sulla cronaca locale con attenzione alle realtà meno note. Come ci si distingue dalla concorrenza una volta che questo modello viene esportato in altri format?
“Io non so se ci prendono ad esempio, ma sono certo che noi facciamo un programma che si distingue nell’offerta televisiva attuale perchè è una trasmissione d’inchiesta dove cerchiamo di dare meno spazio alle chiacchiere (non perchè siano meno importanti i talk show puri, ci mancherebbe) distinguendoci con le storie raccontate dalla parte dei cittadini. Questo è, in qualche maniera, il nostro core business. Noi ci dedichiamo anima e corpo a questo, mentre gli altri competitor basano più i contenuti su discussioni e punti di vista dei vari opinionisti che dibattono dei singoli temi. Noi alimentiamo il dibattito in modo diverso: portiamo, con una certa energia e un determinato pathos, i problemi dei cittadini. Li mettiamo sul tavolo e facciamo da cassa di risonanza. In questo credo che manteniamo una sorta di esclusività”.
Mario Giordano si racconta in esclusiva a TvBlog
Mario Giordano si racconta in esclusiva a TvBlog (Ufficio stampa Mediaset) – TvBlog

Il rapporto con i competitor

Lei con la sua squadra di lavoro ha dimostrato di saper resistere alle molteplici ricollocazioni di palinsesto imposte dall’azienda: ha tenuto testa a competitor come Report e Che Tempo Che Fa. I numeri le hanno certificato una fedeltà che va oltre il giorno della settimana. Da questa sua posizione di forza, oggi, qual è il competitor che pensa possa metterla maggiormente in difficoltà?

“Oggi ogni tipo di programma può metterti in difficoltà se non riesci a rinnovarti e proporre qualcosa di davvero interessante e utile per il telespettatore. Attualmente il competitor diretto è PresaDiretta, poi ripartirà Report. C’è anche Fazio sul Nove che fa un programma completamente diverso dal mio, ma potrebbe rivelarsi insidioso. Tutti i competitor sono potenzialmente difficili, ma io credo che in qualsiasi giorno della settimana uno vada in onda debba conservare la propria identità televisiva. A noi ha premiato e continua a premiare il fatto che il pubblico ci riconosca una cifra stilistica ben definita in qualsiasi giorno della settimana, almeno finora poi incrociamo le dita (ride ndr). La domenica è un giorno difficile non solo per la concorrenza generalista, ma anche per lo sport e il calcio che con gli impegni delle varie squadre in posticipo può portarti via qualche punto. A mio parere siamo di fronte a un giorno complicato per l’informazione in sè, perchè è una giornata che generalmente si dedica allo svago. Proprio per questo a Fuori dal Coro siamo doppiamente onorati, rimanendo ampiamente riconoscibili abbiamo mantenuto il consenso della platea televisiva e dobbiamo continuare a farlo”.

Mediaset e le presunte polemiche interne

Dagospia ha scritto che lei avrebbe preso malissimo la scelta di Mediaset di farla ripartire per ultimo – in ordine di tempo – rispetto agli altri “big” di Rete4: ci può dire, effettivamente, come ha preso questa decisione?
“Io sono in azienda da trent’anni. Considero Mediaset casa mia e – come dico sempre – mi adeguo alle regole della casa. È ovvio che chi fa il nostro mestiere vorrebbe andare sempre in onda. È naturale questo, quindi con tutto il rispetto per Dagospia che tutti leggiamo e stimiamo si è trattato di una voce priva di fondamento. Sono contento di andare in onda, l’azienda mi ha sempre dato tutti i mezzi e il sostegno possibile per andare in onda nel migliore dei modi. Non è semplice, noi abbiamo una ventina di inviati che girano l’Italia e l’estero per i reportage. Abbiamo la possibilità di farlo in totale libertà e quindi vado in onda quando vuole l’azienda. Non decido io, andrei in onda sempre. Non c’è nessuna polemica con Mediaset. Sono legato a quest’azienda in maniera totale, mi trovo a casa mia”.

La forza delle inchieste

Si comincia, come detto, fra pochi giorni. Ci lascia un’anticipazione rispetto alla prima puntata?
“Io credo che la trasmissione nel corso degli anni abbia lasciato spazio alla forza dei servizi. Abbiamo cresciuto, nel corso del tempo, una squadra di inviati sempre più forte. Quindi diciamo che l’effetto sorpresa di quest’anno, fin dalla prima puntata, sarà la forza delle notizie esclusive contenute nei servizi. Gli inizi del programma sono stati caratterizzati anche da qualche mio ingresso particolare, ricordiamo il monopattino e tante altre cose. Ecco queste trovate lasciano il posto alla dirompente validità delle notizie e delle inchieste che andremo a proporre”.

Il ruolo e la credibilità del conduttore

Lei è stato uno dei primi ad associare un format a uno stile (il suo) suscitando anche qualche polemica. Per parlare di determinate tematiche in tv è ancora necessaria una forte caratterizzazione del racconto, oppure è sufficiente ripartire dalla narrazione in purezza?
“Diciamo che i programmi conservano ancora una forte caratterizzazione data dal conduttore. Noi abbiamo la fortuna di avere una squadra di presentatori e presentatrici molto validi: Del Debbio, Porro, la Berlinguer, Nuzzi. Quest’anno si aggiunge anche quella forza che è Milo Infante. Io credo che alla sera l’utente medio tenda a scegliere chi guardare. Quindi diciamo che la caratterizzazione del conduttore, così come la sua credibilità, persiste. Secondo me è fondamentale, la valorizzazione della squadra però ti porta a fare un salto di qualità non indifferente nei contenuti che vai a proporre. Resta, fino a quando l’azienda vorrà (ride ndr), il programma condotto da Mario Giordano ma dietro c’è un lavoro d’equipe imprescindibile. All’interno della nostra organizzazione si tende a dare sempre più spazio ai servizi. La forza degli inviati e delle inchieste che proponiamo è diventata talmente determinante che, a mio modo di vedere, va privilegiata rispetto al resto. Questo è più funzionale al racconto della realtà quotidiana che vogliamo portare alla ribalta”.

Un patrimonio collettivo

La trasmissione, dati alla mano, ha toccato vette di 942mila spettatori con picchi di 1,509 milioni. Il numero crescente di ascolti porta Fuori dal Coro a essere una cassa di risonanza televisiva sempre maggiore. Come risponde a chi accusa la trasmissione di essere “una miniera d’oro per Futuro Nazionale e una determinata politica (lo afferma il quotidiano Domani ndr)”? 
“Io lavoro per Mediaset, quindi spero di essere una miniera d’oro per la mia azienda e per il pubblico che ci segue. Mi interessano poco le dinamiche politiche e le frecciatine. Conoscere le difficoltà e il sentimento dei cittadini credo che possa giovare a tutte le forze politiche, indistintamente. Se fossero tutti attenti a determinate situazioni quotidiane, ne gioverebbe il Paese intero. Il mio programma può essere una ricchezza per tutte le forze politiche, portiamo pezzi di realtà e problemi concreti sul tavolo. Credo che tutti coloro che hanno voglia di conoscere le evoluzioni e lo sviluppo della realtà circostante possano riconoscersi nella nostra trasmissione. A prescindere dallo schieramento politico”.