Emma Bonino, l’attenzione mediatica come strumento politico: dalle battaglie con Pannella alla ribalta istituzionale
Emma Bonino è morta all’età di 78 anni, celebre per le sue battaglie politiche (accanto a Marco Pannella) e la capacità di adattarsi pur di portare a termine un progetto. La ribalta televisiva grazie a un nuovo modo di interpretare il dibattito.
Emma Bonino muore a 78 anni dopo una vita passata tra politica e televisione. La donna è stata (e resta) un simbolo del Partito Radicale così come Marco Pannella. Impossibile evitare di pensare a loro due insieme, perchè accanto – per buona parte della carriera, con annesse stagioni politiche – effettivamente lo sono stati. L’uno la spalla dell’altro. Due persone così diverse apparentemente, unite dal medesimo fervore per l’affermazione di diritti civili che portano, quindi, a un’emancipazione condivisa. Si conobbero negli anni ’70. Precisamente nel 1975.
Emma Bonino divenne celebre, anche sul piano comunicativo, per aver denunciato un aborto clandestino. Atto che lei stessa aveva praticato, quindi nella sostanza si trattava di un autodenuncia per un diritto che oggi è invece riconosciuto. Bonino, dopo quella confessione pubblica, venne arrestata. Lo scenario sembrava essere cupo e senza via d’uscita, ma in realtà rappresentava l’inizio di una stagione: quella del Radicalismo italiano. Il partito di Pannella si è battuto strenuamente per l’affermazione di diritti civili e possibilità all’epoca negate, Emma Bonino era sempre accanto al leader. Anche quando entrò alla Camera.
Emma Bonino, Marco Pannella e i Radicali Italiani
Una riconoscenza importante, granitica e mai livorosa. Avevano però due modi di fare totalmente opposti: Pannella era, per definizione, più impulsivo. Emma Bonino, invece, faceva vincere – volutamente – il pragmatismo. Il primo portava all’attenzione pubblica le necessità collettive, la seconda dialogava con le istituzioni. Volendo fare una sintesi estrema: Pannella era il braccio, Bonino la mente dei Radicali. Non vuol dire che il leader dello schieramento evitava di ragionare, significa soltanto avere due modi diversi – utili entrambi – di andare a segno.

Pannella, anche rispetto alla platea televisiva, si metteva in mostra scatenando tutta la sua rabbia per arrivare all’obiettivo prefissato. Non era violenza gratuita, la sua: si trattava di indignazione. Sgomento che lo ha portato anche a fare scioperi della sete e della fame pur di farsi ascoltare. Emma Bonino, che condivideva il concetto di disobbedienza civile accanto a quello di sana ribellione, lo seguiva fino a un certo punto. Poi lasciava parlare la dialettica. Il confronto. Bonino ha sempre pensato che si potessero ottenere più cose con la strategia che con il pathos. Due opposti necessari, ma nettamente distaccati.
Le battaglie civili in tv
Proprio questa duplice natura di entrambi ha portato avanti numerose cause: l’aborto, l’obiezione di coscienza, il fine vita e il finanziamento pubblico ai partiti. Con relativa rivisitazione di entrate e uscite sul piano economico. Insomma una battaglia perenne contro la casta: il merito avrebbe dovuto e potuto vincere sui privilegi. Far passare questo messaggio non era semplice e serviva una istituzionalizzazione della comunicazione: non era possibile avere sempre il tono battagliero. L’importante è non arretrare dal proprio punto di arrivo, ma il percorso dev’essere portato avanti con un accento diverso.

Quella diversità, anche a livello mediatico, ce l’aveva Emma Bonino che sapeva parlare in televisione ma riusciva soprattutto a farsi ascoltare. Mentre Pannella era più allergico ai media e alle televisioni, ci andava esclusivamente perchè ne capiva le potenzialità senza sopportarne il peso, Bonino si è mostrata da subito più incline a capirne le dinamiche affinando anche le sue strategie comunicative. Non a caso la donna, diventata sempre più popolare e riconoscibile, si distinse anche per alcune apparizioni televisive particolarmente accattivanti.
Le interviste da Costanzo e la presenza a Tribuna Politica
Ricordiamo, in tal caso, il dibattito con Maurizio Costanzo all’interno della trasmissione Acquario: correva l’anno 1978 e Bonino, in quel contesto televisivo, discusse animatamente con Rosa Russo Jervolino e Alberto Trombadori sui temi di aborto e divorzio. Tempra morale, abbinata a una dialettica ficcante, ha portato la leader politica a diventare un simbolo sempre più riconoscibile e la stima dei colleghi – anche all’opposizione – è diventata crescente.
Bonino, nello specifico, non ha mai evitato lo scontro dialettico. Anzi, momenti tv importanti arrivano agli occhi di tutti proprio grazie a qualche sua stoccata – come a Tribuna Politica nel 1978, quando emerse in maniera combattiva e rassicurante – dopo qualche provocazione di troppo. Agli “artigli” retorici, però, Bonino sapeva alternare analisi e confronti puntuali che la rendevano più comprensibile alla platea. Fu una delle prime a sviluppare il concetto di empatia televisiva, riportato alla ribalta durante gli anni della malattia. Quando si mostrava con il capo coperto a causa delle terapie. Lontano dalla retorica del pietismo e del compatimento.
Marco Marra e La mia passione
La capacità di far risultare preparazione, compostezza e sobrietà in qualunque momento l’ha portata anche a raccontarsi nel 2017 all’interno del programma di Marco Marra: La mia passione. Viaggio televisivo in cui ha chiarito, ancora una volta, le proprie posizioni politiche con uno sguardo sulle proprie passioni e gli incarichi istituzionali che ha ricoperto. Parlamentare, commissaria europea, Ministra degli Esteri. Poi l’avventura con PiùEuropa e le liti con Pannella. Un distacco graduale, ma sempre rispettoso, il loro. Insieme per decenni, successivamente la rottura. Nel 2015 la Bonino ha rivelato: “A un certo punto ha smesso di parlarmi, sinceramente non ne ho mai capito il motivo”.
Le ragioni, invece, erano scritte nel destino: Emma, come soleva chiamarla lui confidenzialmente, era riuscita a entrare con garbo e fermezza nei gangli del potere. Usando anche la televisione come strumento di riconoscibilità. Pannella era rimasto sempre un passo indietro. Nonostante fossero partiti con il medesimo intento. Bonino è riuscita a calarsi nel mondo che stava cambiando, tenendo salde le sue prerogative. Anche rispetto al rapporto con il Clero. La leader politica è sempre stata della sua opinione, rispetto al mondo della chiesa, ma la vicinanza a Papa Francesco era nota a tutti. Lo stesso Pontefice l’ha incontrata in un colloquio di cui resta una fotografia dalla portata storica.
Una nuova visione del mondo
Emma Bonino ha fatto della ribellione una necessità, portando avanti i propri ideali senza lasciar trasparire e – in qualche maniera – vincere gli impulsi. È arrivata laddove altri – Pannella compreso – hanno potuto soltanto avvicinarsi. Ricordiamo anche i dialoghi con Berlusconi, per due persone così distanti non solo politicamente trovarsi non era semplicissimo, è riuscita a mettere d’accordo varie parti istituzionali senza rinunciare alla propria natura. Questa ribalta mediatica è forse la lezione più importante che lascia ai posteri: cercare di cambiare il proprio atteggiamento – tenendo fede agli ideali – per avvicinarsi a una visione del mondo più contemporanea e progressista. Ultimo grande insegnamento di un riferimento politico, istituzionale e mediatico senza tempo.