Il ritorno alle origini per Rai 3: Stefano Coletta verso la guida di “Chi l’ha visto?”
Stefano Coletta verso la conduzione di “Chi l’ha visto?”: la Rai sceglie il dirigente per il dopo-Sciarelli. Tramontano le altre ipotesi.
Il dopo-Federica Sciarelli ha finalmente un nome, e non si tratta di una scommessa, bensì di un ritorno alle radici profonde del servizio pubblico. Le ultime indiscrezioni convergono con decisione su Stefano Coletta, attuale direttore della Direzione Coordinamento Generi di Viale Mazzini, ormai vicinissimo a raccogliere le redini dello storico appuntamento del mercoledì sera di Rai 3. Una scelta interna che punta a blindare uno dei brand più blindati e identitari dell’azienda, spegnendo sul nascere il valzer di ipotesi che aveva infiammato le ultime ore della vigilia dei palinsesti.
La decisione della governance Rai risponde a una logica squisitamente strategica ed editoriale. Di fronte all’addio di una colonna come la Sciarelli, capace di garantire per oltre vent’anni ascolti record e un’altissima credibilità giornalistica, l’azienda ha preferito evitare la strada dell’intrattenimento puro o del volto puramente telegiornalistico.
Coletta rappresenta l’usato sicuro nel senso più nobile del termine: un manager che conosce millimetricamente i meccanismi della macchina di “Chi l’ha visto?”, avendo contribuito in prima persona, già nel 2008, alla ristrutturazione e alla modernizzazione del format in chiave di servizio sociale.
Tramontano le altre ipotesi: la scelta della competenza interna
Con l’accelerazione sul profilo dell’ex direttore di Rai 1, si avvia alla conclusione il toto-nomi che aveva visto in lizza diverse professioniste della rete. Escono di scena le ipotesi che portavano a Giorgia Cardinaletti, Serena Bortone e Francesca Fagnani, così come perdono quota le suggestioni esterne legate a Massimo Giletti o quelle nostalgiche di Pino Rinaldi.
Affidare la trasmissione a chi ne ha firmato l’evoluzione strutturale significa voler proteggere un patrimonio della terza rete, mantenendo intatto quel patto di fiducia con il pubblico che è il vero motore del programma. La sfida che attende il prossimo conduttore resta monumentale: traghettare un pilastro della televisione italiana in una nuova era, senza far rimpiangere la straordinaria impronta impressa da chi lo ha guidato per oltre due decenni.