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Rai3, si spegne la musica di Stefano Massini: “Riserva Indiana” cancellata dai palinsesti

Rai3 cancella “Riserva Indiana”: Stefano Massini annuncia sui social la chiusura del programma musicale e commenta la decisione dei vertici di Viale Mazzini.

25 Giugno 2026 09:52

Un altro duro colpo per la programmazione culturale della terza rete Rai. Dopo le indiscrezioni sui destini dei format d’approfondimento, arriva la conferma ufficiale dello stop definitivo per Riserva Indiana, lo spazio d’intermediazione musicale e civile guidato da Stefano Massini nell’access prime time.

A rompere il silenzio è lo stesso scrittore e drammaturgo toscano con uno sfogo durissimo affidato ai propri canali social, in cui punta direttamente il dito contro i vertici di Viale Mazzini e le dinamiche politiche che governano la televisione pubblica.

Il duro sfogo del conduttore

Massini non usa giri di parole e parla apertamente: “La nostra Riserva Indiana chiude. Anzi no, per l’esattezza viene chiusa. Dopo circa 70 puntate […] la Rai ha deciso di azzerare il programma senza neanche avermi mai voluto incontrare o parlare. Silenzio totale, e vattene via”.

Il rammarico espresso dall’autore si fa ancora più pesante quando fa riferimento a indiscrezioni interne che racconterebbero di un vero e proprio ostracismo nei suoi confronti: “Mi viene riferito di telefonate incredibili del tono ‘non vogliamo più Massini in nessuno spazio Rai‘”.

Un presidio culturale azzerato

Nato nel maggio del 2024 sotto l’egida di Rai Cultura, l’esperimento di Riserva Indiana era riuscito a ritagliarsi una striscia di valore unendo il monologo teatrale alle performance live dei più importanti cantautori della scena italiana contemporanea.

Nel corso di quattro edizioni e oltre 70 appuntamenti, sul palco della trasmissione si sono alternati grandi nomi intergenerazionali (da Roberto Vecchioni e Gianni Morandi fino a Fabri Fibra, Brunori Sas e Achille Lauro). Un’eredità che lo stesso Massini ha voluto rivendicare pubblicando l’elenco completo dei colleghi transitati in studio per sottolineare il valore dell’operazione.

Il caso riaccende inevitabilmente i riflettori e le polemiche sulla riorganizzazione dell’offerta estiva e autunnale di Rai3, che perde così una delle sue ultime produzioni interamente dedicate alla musica d’autore e alla riflessione civile.