Home Retroscena Vincenzo Schettini, il retroscena sulla sua presenza all’Ariston: cos’è successo davvero e perché l’inchiesta sul Professore è un boomerang

Vincenzo Schettini, il retroscena sulla sua presenza all’Ariston: cos’è successo davvero e perché l’inchiesta sul Professore è un boomerang

Vincenzo Schettini avrebbe pensato di fare dietrofront per non essere presente a Sanremo 2026: cos’è successo e perchè l’inchiesta giornalistica sul suo operato potrebbe creare un precedente spinoso.

27 Febbraio 2026 14:58

Vincenzo Schettini sì, Vincenzo Schettini no. Il noto Professore sarà ospite al Festival di Sanremo nel corso della serata cover. In mattinata, tuttavia, era giunta voce (anche a mezzo stampa) che l’uomo avrebbe scelto di non presenziare. O meglio: avrebbe cambiato idea. Inizialmente era contento di partecipare a Sanremo, come potrebbe esserlo chiunque viene chiamato a parlare di tematiche importanti.

Poi è successo altro: è partita, nella fattispecie, un’inchiesta giornalistica nei suoi confronti che attesterebbe come il docente utilizzi presunti favoritismi nei confronti di studenti che supportano la sua carriera online. Una questione complessa che ha aperto un vaso di Pandora. Questo ha fatto sì che Schettini, invaso dal ciclone mediatico della vicenda, potesse avere qualche ripensamento in merito alla presenza all’Ariston. La Rai, nel corso della conferenza stampa, tuttavia, ha rigettato ogni tipo di rumors. Schettini ci sarà e veicolare anche messaggi importanti per i giovani. Cosa succede, quindi, in concreto.

Vincenzo Schettini e la cultura a pagamento

Il Professore arrivato al successo con La Fisica Che Ci Piace sarà sul palco dell’Ariston, ma la vera polemica è iniziata prima ancora che venisse diffuso il rumors sul suo possibile forfait. Veniamo quindi alla parte più scottante di questa vicenda. Il noto docente rilascia, qualche tempo fa, un’intervista a Gianluca Gazzoli all’interno del suo podcast. L’uomo racconta come un approccio più coinvolgente per veicolare determinati concetti alle nuove generazioni sia fondamentale, facendo anche leva sul fatto che un certo tipo di competenze debbano essere veicolate a pagamento.

Qui entra in gioco un altro tema: la fruizione online. Aspetto su sui si basa la polemica che accompagna la relativa indagine giornalistica in cui Schettini è coinvolto. Un’inchiesta che parte dall’assunto, asserito dallo stesso Schettini, secondo cui un certo tipo di approfondimenti dovrebbero essere pagati. Non esiste, secondo Schettini, una fruizione unilaterale della cultura. I giovani si formano anche lontano dai banchi degli istituti scolastici.

L’intervista al BSMT

Tutto normale, almeno a parole, l’opinione pubblica comincia però a storcere il naso non appena il Professore inizia a parlare di fruizione didattica a pagamento in relazione a contenuti specifici che non si potrebbero ottenere nel corso di lezioni canoniche. Come dire che la didattica plurale, condivisa e gratuita non sia più sufficiente ma si debba pagare per arrivare a raggiungere determinati obiettivi. Attenzione: non si parla di Master o acquisizioni specifiche.

Schettini asserisce: “Tanti insegnanti come me cominceranno a fare il part-time perché cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché un prodotto deve essere in vendita in un supermercato e perché la buona cultura non deve essere in vendita?”. In questo caso c’è un’insinuazione, oltre a un’analisi, ben precisa. L’uomo pensa che molti insegnanti in futuro potrebbero sfruttare il lavoro part-time negli istituti per poi spiegare le stesse cose che sarebbero appetibili gratuitamente facendosi pagare online. La didattica dell’obbligo, in altre parole, diventerebbe un privilegio anziché un diritto.

Il presunto accordo con gli studenti

L’assioma, restando in tema, ha scatenato un putiferio mediatico. Molti genitori si sono risentiti davanti a certe parole e non hanno risparmiato il proprio disappunto sui social. A mettere il carico su questa vicenda ci ha pensato l’autrice Selvaggia Lucarelli: la quale, all’interno della sua newsletter avrebbe fatto notare come il docente avesse un tacito accordo con i suoi studenti. Chi metteva like o supportava i suoi contenuti su YouTube avrebbe avuto una valutazione maggiorata rispetto a chi non lo faceva. In poche parole: si instaurava, secondo l’autrice, una sorta di ricatto implicito che si trasformava poi in views per il Professore. Il quale – sempre stando a questa indagine – si sarebbe arricchito sfruttando il buon senso degli studenti.

Situazione tutt’altro che semplice, dato che alle parole della Lucarelli hanno risposto anche ex studenti del Professore che avrebbero confermato – in forma anonima – questo tipo di meccanismo. Ci troviamo di fronte a un cortocircuito piuttosto importante. La didattica che si trasforma in ricchezza. I privilegi vincono sul merito. Tutte questioni da dimostrare ulteriormente. Nulla è definitivo, infatti il Professor Schettini si è difeso dicendo che se fossero vere determinate affermazioni ci sarebbe stata una lamentela. Qualche denuncia formale. Tutte possibilità che non si sono verificate fino a questo momento.

La presenza all’Ariston

Allora perché Schettini voleva rinunciare alla presenza all’Ariston? Il motivo riguarda le ripercussioni di questa vicenda. Temeva un effetto boomerang in relazione alla rete social che lo avrebbe potuto inondare di commenti negativi. In altre parole: un danno importante per la sua immagine. La situazione, successivamente, sarebbe rientrata e Schettini presenzierà regolarmente. In questa vicenda entra a gamba tesa anche la collaborazione che il docente avrebbe avviato con la Presidenza del Consiglio. Selvaggia Lucarelli posta una storia Instagram in cui specifica questo particolare.

Selvaggia Lucarelli Vincenzo Schettini
Selvaggia Lucarelli sulla presenza di Vincenzo Schettini a Sanremo 2026 (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Il caso, dunque, diviene politico: rientra al Festival della Canzone Italiana la componente legata alla maggioranza di Governo. Era già accaduto con Pucci. La condizione secondo cui esponenti di Governo fornirebbero endoorsment a Carlo Conti, Direttore Artistico della kermesse, per favorire una personalità specifica. Il conduttore toscano ha smentito categoricamente ogni tipo di insinuazione ma la precisazione posta da Selvaggia Lucarelli a mezzo social riapre una ferita che (in ambito mediatico) sembrerebbe essere ancora aperta e in grado di dividere il pubblico della kermesse canora in una serata importante e seguita come quella delle cover. Canta che ti passa, dice un noto proverbio, ma per archiviare la vicenda schettini servirà più di un ritornello orecchiabile.