Home Interviste Mare Fuori 6, Carmine Recano in esclusiva a TvBlog: “Il mio è un personaggio combattuto tra morale e sentimento. Io stufo del comandante? Mai, amo farlo e lo farei sempre”

Mare Fuori 6, Carmine Recano in esclusiva a TvBlog: “Il mio è un personaggio combattuto tra morale e sentimento. Io stufo del comandante? Mai, amo farlo e lo farei sempre”

Carmine Recano si racconta in esclusiva ai microfoni di TvBlog in attesa dell’uscita su RaiPlay di Mare Fuori 6. In anteprima su RaiPlay a partire dal prossimo 4 marzo 2026. Come cambia il suo personaggio e quali sono le sfide più importanti che dovrà affrontare.

11 Febbraio 2026 18:20

Mare Fuori torna con la 6° stagione, ma non si ferma. Picomedia, la casa di produzione della serie, ha confermato la lavorazione della 7° e 8° stagione. Un traguardo importante non solo in termini di ascolti. Il prodotto seriale, per Rai e RaiPlay, è molto più di un titolo su cui scommettere. Oggi è una vittoria anche per l’interesse che ha sul mercato estero: Mare Fuori è una certezza in Italia, con un successo solido anche fra gli U20 e U35, ma anche una piacevole consuetudine oltre confine.

Le vicende dell’IPM di Napoli, con le evoluzioni di Rosa Ricci e compagni, sono molto apprezzate anche oltre lo Stivale. Questo rende la fiction targata Picomedia una sorta di “laboratorio permanente” in cui veterani e nuove leve si intrecciano tra ruoli conosciuti e parti da scoprire. Un vero e proprio percorso di maturazione simultanea che passa dal piccolo schermo.

Mare Fuori 6 tra novità e certezze

In questa specie di itinerario delle emozioni ci sono alcuni veterani che hanno scelto di proseguire sulla rotta dell’evoluzione, non abbandonando quelli che sono oramai veri e propri riferimenti scenici. Il pubblico li definisce personaggi del cuore, gli addetti ai lavori li vivono come certezze a cui aggrapparsi. Fra queste c’è, senz’altro, Carmine Recano.

Mare Fuori 6 Carmine Recano ancora nei panni del comandante
Carmine Recano racconta il comandante in Mare Fuori 6 ai microfoni di TvBlog (Ufficio stampa Rai) – TvBlog

Nella serie l’attore interpreta Massimo Esposito, il comandante di Polizia Penitenziaria all’interno dell’IPM di Napoli. L’interprete è una delle colonne portanti del girato, oltre che costante riferimento per Viale Mazzini. Lo abbiamo visto distinguersi anche in altri progetti importanti in ambito seriale come Noi del Rione Sanità.

Carmine Recano, come cambia il comandante

Il ritorno di Mare Fuori, dal prossimo 4 marzo in anteprima su RaiPlay con i primi 6 episodi, segna anche una sorta di “ritorno a casa”. L’attore partenopeo, tuttavia, assicura che il suo personaggio avrà un’evoluzione importante in termini di costruzione e registro interpretativo.

Recano ha spiegato ulteriormente questa nuova sfida professionale, fiancheggiato dai complici di un tempo come Vincenzo Ferrera, in esclusiva ai microfoni di TvBlog apprendendo, con somma soddisfazione da parte sua, della conferma di altri due capitoli a quello che televisivamente ritiene un excursus importantissimo anche per il proprio sviluppo professionale già ricco di traguardi raggiunti, ma con ancora molte sfide da vivere e affrontare.

È stato definito dalla produzione come uno degli “anziani della serie”, in primis come ha preso questo attributo specifico e in secundis che tipo di sbocchi avrà il suo personaggio in termini di copione e resa?

“La vivo in maniera molto serena, era una battuta della produzione. Sono ancora nel fiore degli anni, era un modo per sdrammatizzare (ride ndr). A parte gli scherzi, questo personaggio mi ha dato tanto e continua a farlo. Quest’anno cambia molto rispetto alle serie passate: troveremo un personaggio combattuto, diviso tra il suo senso del dovere e il proprio bisogno di amare. Vivere un legame profondo con Maria, la madre di Rosa Ricci, sarà un uomo che si troverà a un bivio. Dovrà scegliere se vivere questo sentimento oppure rinunciare ad esso per rimanere fedele alla propria etica facendo vincere, in qualche maniera, l’aspetto morale”.

Etica e sentimento

In questa serie troviamo un altro aspetto preponderante che è quello del conflitto fra etica e sentimento…

“Esattamente è una delle sfide più interessanti sul piano professionale, per quel che mi riguarda. Dare sfogo al pathos emotivo di quest’uomo che dovrà scegliere cosa fare diviso tra due fuochi che ardono in egual maniera. Una personalità che è sempre stata sicura di cosa e chi fosse si trova a dover rimettere in discussione (quasi) tutto per amore. Questo espone Massimo al giudizio altrui ma lo costringe anche a fare i conti con quella che è la sua morale. Un’etica che sembrava essere un punto fermo, invece sarà in grado di farlo vacillare di fronte alla potenza dei sentimenti, ma non facciamo spoiler (ride ndr)”.

Rendere un personaggio del genere appetibile per il piccolo schermo, sulla base di registri profondamente cinematografici come i suoi, quanto è difficile?

“Ogni scena è stata un conflitto interiore enorme, ma non mio perchè amo questo lavoro, proprio in relazione allo studio del personaggio. Questa è una serie dal respiro cinematografico, ma arriva sul piccolo schermo. Vuol dire che c’è la necessità di restituire una serie di emozioni e suggestioni a un pubblico più ampio. Quindi, paradossalmente, devi lavorare per sottrazione ed evitare di calcare eccessivamente la mano subito. Proprio perchè Massimo è un personaggio che va scoperto e riscoperto episodio dopo episodio. Sembra facile a dirsi, ma poi riuscire a farlo è la sfida più bella da affrontare e passa tutto attraverso la sensibilità che riesco a mettere in ogni scena e a cui non rinuncio”.

“La forza di questo personaggio è l’emotività”

Ci sarà anche la stagione 7 e successivamente la stagione 8. Ormai è ufficiale. Il suo personaggio, non solo in ambito narrativo, potenzialmente ha ancora qualcosa da dire?

“Il mio è un personaggio che non è mai risolto appieno. Si tratta di un uomo che agisce molto spesso pagando un prezzo anche personale, è profondamente incompiuto. Quasi un eroe “tragico”. Il tentativo di salvare gli altri è quasi una costante espiazione perchè non riesce a salvare nemmeno sè stesso. Un personaggio molto stratificato, se vogliamo, e ancora ricco di possibilità. Ti permette ogni anno di vivere emozioni completamente diverse, quindi vedremo cosa ci aspetta. Ho appreso ora dell’ufficialità delle prossime stagioni, dunque sarà una vera e propria scoperta da capire ed eventualmente sviluppare”.

Dopo 6 stagioni (e potenzialmente altre 2) non si sente un po’ schiavo di questo personaggio? Lo ama ancora professionalmente parlando?

“Professionalmente sì, perchè anche il racconto di cui è protagonista ti spinge sempre a fare meglio. Quindi non è mai fermo, subisce sempre evoluzioni e ha numerose prospettive. È un invito ad andare oltre il pregiudizio se vogliamo, il problema di essere etichettato non me lo pongo. Il problema è di chi guarda (ride ndr). Personalmente guardo l’umanità dei personaggi, quello che possono ancora dare in termini di profondità in ambito scenico e narrativo. Mi interessa sempre andare oltre ai cliché e con il comandante ci riesco. Io lo farei sempre, non è un ruolo che soffro, ecco”.