Home Festival di Sanremo Andrea Pucci rinuncia a Sanremo 2026: il palco dell’Ariston, per i comici, resta un’arma a doppio taglio

Andrea Pucci rinuncia a Sanremo 2026: il palco dell’Ariston, per i comici, resta un’arma a doppio taglio

Andrea Pucci non parteciperà a Sanremo 2026. Il comico rinuncia all’incarico di co-conduttore dopo gli insulti ricevuti sui social negli ultimi giorni, l’artista è stato attaccato (anche a mezzo stampa) per alcune prese di posizione di natura politica e sociale.

8 Febbraio 2026 16:28

Andrea Pucci rinuncia a Sanremo 2026. Il comico era stato scelto da Carlo Conti come co-conduttore di una delle serate della kermesse canora: decisione presa alcuni giorni fa e ufficializzata con un video social. Il pubblico è apparso immediatamente diviso: c’è chi si è schierato a favore dell’artista e chi, invece, ha sottolineato la sua condotta non sempre impeccabile. L’opinione pubblica ha espresso pareri contrastanti, ma il comico è stato bersagliato a mezzo stampa.

Numerosi articoli hanno fatto leva su exploit social da parte del performer che, in passato, avrebbe attaccato esponenti politici – come la Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e la nota attivista e leader politica Rosy Bindi – per il proprio aspetto fisico. Battute che non sono piaciute alla platea social e neppure ad alcuni cronisti che hanno espresso parere negativo alla scelta di Carlo Conti di chiamarlo all’Ariston.

Andrea Pucci, niente Sanremo 2026

Inoltre si è fatto riferimento ai tempi della pandemia, quando Pucci ironizzava su chi si faceva tamponi alludendo anche alla propria presunta natura sessuale. Un doppio binario che è tornato a galla dimostrando come la presenza del comico cominciasse a essere un problema per molti. In primis per lo stesso artista che ha iniziato a ricevere numerosi insulti sui social e non solo. Stufo di questa situazione, Pucci ha deciso di declinare l’invito. Il comico meneghino non parteciperà a Sanremo 2026.

La rinuncia all’incarico di co-conduttore è motivata dalle pressioni che ha ricevuto in questi giorni: “Non odio nessuno – ha scritto – la parola fascista non dovrebbe essere riservata a chi fa il mio mestiere. Insulti inaccettabili a me e alla mia famiglia, quindi ringrazio Carlo Conti per l’opportunità e faccio un passo indietro”.

Ariston tabù per i comici

Una decisione ultima che ha coinvolto anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la donna ha espresso solidarietà al comico meneghino e l’assenza di quest’ultimo è diventata così anche un caso politico. C’è chi parla addirittura di censura, ma l’artista si è allontanato spontaneamente da un evento che lo avrebbe visto protagonista. Nessuno gli ha vietato nulla, almeno formalmente, in maniera preventiva.

Il punto è che l’Ariston, per i comici, a meno che non siano Fiorello o Roberto Benigni, è sempre stata un’arma a doppio taglio: i fischi della platea sono sempre stati il condimento maggiormente indigesto da sopportare. Non tutti si sono defilati, come ha scelto di fare Andrea Pucci, dopo insulti e manifestazioni di disinteresse. Ne sa qualcosa Maurizio Crozza, che qualche anno fa ha calcato il palco dell’Ariston venendo deriso dal pubblico durante tutto il suo monologo. Lo stesso, durante i Festival di Amadeus, è accaduto al collega Angelo Duro oppure ai comici Pio e Amedeo. Senza contare, quando a dirigere il Festival della Canzone Italiana era Fabio Fazio, Luciana Littizzetto.

Chi ha resistito alle critiche

I monologhi sono sempre stati un problema: la platea sanremese resta un pubblico difficile e altalenante da gestire. Se la sono cavata, nel passato recente, oltre a Fiorello e Roberto Benigni, Checco Zalone e Geppi Cucciari. Alessandro Siani ha recitato un piccolo estratto dal suo repertorio garantendo risate condivise. Eccezioni che confermano la regola: l’Ariston è un palco che scotta, Andrea Pucci ha scelto di non provare neppure a calcarlo. Far ridere è un’arte, ma alcune cornici – per rimanere in tema – pesano più di altre.

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