Gerry Scotti ha capito come “battere” Fabrizio Corona: la risposta alle rivelazioni social è un trattato di comunicazione
Gerry Scotti ha compreso come superare Fabrizio Corona in termini mediatici. Il conduttore, nell’intervista al Corriere della Sera, ha dimostrato non solo la propria estraneità a determinate insinuazioni ma anche una capacità di comunicare che potrebbe diventare un esempio.
Vero, falso, falsissimo. Non si parla d’altro. Fabrizio Corona e la sua piattaforma social: l’ex Re dei paparazzi sta muovendo gli equilibri radiotelevisivi a causa delle sue rivelazioni contro quello che l’ex fotoreporter definisce “sistema”. Un intreccio di ricatti, favori e anche retroscena intimi che coinvolgerebbe alcuni dei personaggi più in vista di Mediaset.
I nomi citati sono Alfonso Signorini, Maria De Filippi e Gerry Scotti. Oltre a Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin. Corona ha costruito una serie di incastri tali che garantiscono visualizzazioni sui social e insinuazioni di vario genere. Qualcuno è anche andato per vie legali: diatribe ancora in corso che, tuttavia, non possono arrestare il dibattito che si sta scatenando sulle piattaforme e – per osmosi – anche su alcuni giornali.
Le accuse di Corona
La reputazione e l’immagine di alcuni simboli della televisione contemporanea sembra essere compromessa agli occhi del pubblico. Fango, accuse e ripercussioni che ciascuno degli elementi coinvolti in questa vicenda sceglie di gestire come meglio crede. C’è chi contrattacca, chi mette in campo i propri avvocati e chi – come Gerry Scotti – aspetta.
Nello specifico il conduttore è accusato da Corona, tramite la testimonianza di un ex collega come Claudio Lippi, di aver intrattenuto rapporti intimi con le letterine di Passaparola. Ragazze giovani con il sogno di fare televisione ad alti livelli che affiancavano il conduttore di Pavia nella storica e fortunata trasmissione di Canale 5. Il punto è che di questi presunti rapporti non sarebbe mai venuto fuori nulla: più di qualcuno, anche nei commenti a Corona, parla di omertà e copertura. I fatti, però, sono altri. Ovvero che le parole di Lippi da Corona non sono supportate da prove determinanti. Nessuna delle ragazze citate ha mai insinuato situazioni equivoche con il conduttore di Pavia. Nè tantomeno ci sono state denunce o segnalazioni a suo carico.
Il caso Gerry Scotti
Quindi, formalmente, il caso non esiste. Si tratta di parole altisonanti che popolano la Rete ma non escono da quel contesto mediatico. Scotti, a differenza degli altri soggetti coinvolti nelle “indagini” di Corona, non attacca direttamente l’ex Re dei paparazzi. Nemmeno tramite avvocati e agenti. Gioca sul suo stesso terreno.
Il presentatore aspetta che il caso monti, sono sufficienti 24 ore, poi si fa intervistare dal quotidiano più letto d’Italia (Il Corriere della Sera) che ha anche una versione online e viene diffuso sia sul cartaceo che sui social ufficiali, e usa parole precise non per difendersi: semplicemente per chiarire una posizione. Non deve difendersi da nulla, perché le accuse non hanno riferimenti ufficiali. Quindi usa una sola frase: chiara, diretta, perentoria. “Ho una discreta dimestichezza nell’uso dei social e in questi anni ho potuto constatare di persona che le buone notizie o le verità vengono accolte tiepidamente. Passano inosservate, mentre le fake news hanno un riscontro ben più rilevante. Ancora di più lo hanno le menzogne dette per ragioni di lucro. In aggiunta generano una forma di odio e di cattiveria inaccettabile”.
La strategia del conduttore
Scotti ha detto una verità lampante che mette alle strette persino un uomo navigato come Fabrizio Corona: i social non sono la vita reale. Restano una cassa di risonanza dove viene detta ogni cosa, emessa ogni sentenza, determinato ogni presunto attacco. Quanto dura, però, la gogna mediatica sui social? Poco e niente, rispetto alla realtà dei fatti. Tra qualche giorno (così come tra qualche mese) ci sarà un altro caso di cui parlare. L’ennesimo tribunale improvvisato senza alcun tipo di ricostruzione appetibile.
Il presentatore di Pavia, tutto questo, lo conosce bene: i social li usa anche lui ed è un linguaggio che padroneggia, grazie al figlio che lo aiuta a gestire le pagine ufficiali con cui si interfaccia quasi quotidianamente. È in grado di districarsi e anche di superare, per arguzia, un uomo come Corona che – da fine stratega – attacca per non essere attaccato. Scotti è uomo d’altri tempi e capisce che l’autorevolezza di un quotidiano non la batte nessuno, in termini mediatici. Corona resta su un social (ampio, determinante e persino in grado di guidare le masse di utenti), ma la stampa è un’altra cosa. Tutto ciò che assume una rilevanza ufficiale passa dai giornali, il resto sono ribattute.
I social come arma di distruzione
Infatti, Scotti non solo smentisce categoricamente le accuse dell’ex Re dei paparazzi, ma rincara la dose: “In questo tritacarne mediatico nessuno ha pensato che queste ragazze non sono pupazzi, bambole di pezza. Sono donne che meritano rispetto oggi come allora e come nel futuro. Non è giusto marchiare la loro esperienza professionale con il termine “letterina”, come fosse uno stigma . Non se lo meritano”.
Quasi come a voler dire: il problema non è una notizia falsa, ma lo stigma che vien fatto di donne in carriera che hanno famiglia e non possono (né vogliono) cedere ad alcun tipo di ricatti e imbarazzi. Lontano dal clamore, dalla lite e dalla schermaglia dialettica, Scotti ha messo – alla sua maniera – distanza fra lui e Fabrizio Corona.
Un’intervista cambia (quasi) tutto
Il messaggio che passa dal presentatore è: ciascuno creda a chi ritiene più opportuno, ma io la mia attendibilità me la sono costruita negli anni. Sempre nella stessa direzione. Non basta un video social a smontare tutto questo. Serve ben altro. Ora la palla passa a Corona, ma Gerry Scotti (forse) ha capito come batterlo in termini di mediaticità e lungimiranza. Verba volant e social pure, scripta manent. Ecco perché un’intervista al Corriere della Sera può diventare anche una lezione di comunicazione.