Home Interviste Gianluca Torre a TvBlog: “Ho avuto una grande crisi. Io via da Casa a Prima Vista? Non riesco nemmeno a pensarci”

Gianluca Torre a TvBlog: “Ho avuto una grande crisi. Io via da Casa a Prima Vista? Non riesco nemmeno a pensarci”

TvBlog incontra Gianluca Torre, co-protagonista di Casa a Prima Vista, il fortunato programma a tema immobiliare in onda su Real Time.

19 Dicembre 2025 07:00

Elegante e con quel pizzico di “charme” milanese che lo ha reso un’icona della tv. Gianluca Torre è tra i volti di punta di Casa a Prima Vista su Real Time, ma è anche l’uomo che ha trasformato la ricerca della casa perfetta in un’esperienza magica e divertente. Un approccio televisivo che è iniziato con questo programma, ma che è proseguito anche con Turisti per case e con il podast e vodcast Casa Perfetta, che lo vede protagonista di interviste a personaggi del mondo dello spettacolo.

TvBlog lo ha incontrato e, in questa occasione, Torre ha raccontato cosa si nasconde dietro le quinte del programma e anche quali sono i segreti per vendere – e comprare – una casa da sogno.

Vent’anni nella pubblicità, poi il cambio di rotta radicale con l’approccio al mondo immobiliare. Cosa l’ha spinta a cambiare? In che modo le sue competenze da “comunicatore” la aiutano oggi nella vendita di immobili?

Mi ha spinto a cambiare la grossa crisi del mercato mondiale della pubblicità. Era un mondo in cui non trovavo più gli stimoli che mi avevano affascinato e fatto crescere professionalmente in tutti quegli anni. Le mie doti di Pr comunicatore e narratore di storie mi hanno sicuramente aiutato molto nell’approccio all’immobiliare: a parte le competenze tecniche, che sono fondamentali e che ho acquisito negli anni, ad essere importanti sono proprio le doti di comunicatore. Quando si racconta una casa, la si deve raccontare in relazione ai bisogni del commissario acquirente. Quando ho finito l’università, ho iniziato una carriera da Pr nelle discoteche e mi è quindi stata utile la rete di contatti che mi sono creato in quel periodo. Questo lavoro è basato sulle relazioni e sulle capacità.

Quando è arrivata la proposta per Casa a Prima Vista, qual è stata la sua prima reazione? Com’è cambiata la sua routine dopo il successo del programma?

Mi è stato chiesto se avessi voluto partecipare al casting e in seguito alla puntata pilota del programma, e io ho accettato con grande entusiasmo. Quella sarebbe stata un’esperienza nuova per me. Dopo pochi mesi, hanno deciso di produrre la trasmissione e lì mi sono un po’ spaventato perché il piano di produzione era assolutamente incompatibile con la mia giornata tipo. Ho avuto una grande crisi ma alla fine ho deciso di buttarmi a capofitto in questa avventura, e ringrazio Dio di aver fatto questo salto nel buio. Mi ha cambiato la vita in maniera decisa, prima di tutto perché mi ha dato la possibilità di avere accesso a delle modalità che pochi possono avere. Per me è stato come vincere alla lotteria: sono diventato di colpo un personaggio di riferimento. Dall’altro, c’è un impegno che diventa pazzesco, soprattutto se si deve continuare la propria professione originale.

La comunicazione è tra l’altro sempre stata un aspetto cardine del suo lavoro. Com’è stato unire questo mondo con quello televisivo, dove la comunicazione è fondamentale per la riuscita di un programma? 

Le doti di comunicatore servono molto sia nella vendita quotidiana che a livello televisivo. La modalità di trasferire concetti e sfumature fa sì che la trasmissione possa diventare vincente e apprezzata. Involontariamente, il mio trasferire dei termini tipici della pubblicità nel mondo dell’immobiliare e farlo durante le puntate televisive mi ha dato quell’ulteriore notorietà, perché sono visto come colui che conia nuovi termini e lancia delle mode.

Ad affiancarla in questa esperienza ci sono Ida Di Filippo e Mariana D’Amico. Tra di voi c’è una grande sintonia, sia sul set che fuori. 

La sintonia è fondamentale, in primis perché la trasmissione acquisisce molto sprint, ma anche perché per noi diventano più piacevoli anche quelle giornate in cui registriamo dodici ore consecutivi. Se non ci fossero simpatia e complicità, sarebbe molto difficile. Lì ci facciamo momenti di risate e di svago, anche insieme a tutta la troupe. La nostra amicizia è nata per caso: non ci conoscevamo, ci siamo visti il giorno della puntata pilota. Quando le ho viste, non mi sarei immaginato che il trio potesse avere questa potenza sin da subito. Entrambe erano così diverse da me e così diverse tra di loro.

Casa a Prima Vista le ha cambiato la vita. Come riesce a gestire il successo e a tenere distante la vita privata da quella lavorativa?

Non è il successo che impatta sulla vita privata. Io interagisco volentieri con il pubblico che mi ama, che mi chiede foto o video, che mi ferma per strada. Il successo deriva purtroppo da tante ore di dedizione, di trasmissioni, di tutta la parte social, e impatta sulla vita privata in questo senso: il sabato e la domenica sono quasi sempre in ufficio. Non è quindi stata tanto la notorietà a cambiarmi, ma quello che porta la notorietà, le ore da dedicare a questa professione.

Lei è molto attivo sui social, tanto che in un’intervista ha detto “Non ho più una vita”. Per lei è così difficile gestire il mondo del web e alternarlo con la realtà? 

Assolutamente sì. Nella registrazione delle puntate di Casa a Prima Vista, del mio podcast Casa Perfetta o di Turisti per Case, io sono instradato. Ho degli orari e ci sono delle persone che sono lì per far funzionare la macchina organizzativa. La mia concentrazione è orientata a fare bene la puntata. La parte social rappresenta invece il “me” privato: pur avendo vari collaboratori, l’ultimo sguardo è sempre il mio. C’è la responsabilità e il mettersi a fare un lavoro nuovo e difficile; per me è una grossa fatica starci dietro.

gianluca torre intervista
Intervista a Gianluca Torre – tvblog.it

Mi mostro per quello che sono e, qualsiasi cosa io dica, viene analizzata e spacchettata. Bisogna stare attenti con l’umorismo, anche perché qualsiasi cosa detta può essere travisata e possono venire fuori disastri. A me non è mai successo perché ci metto un’attenzione maniacale.

Non solo Casa a Prima Vista, lei è anche protagonista della seconda stagione del podcast e vodcast Casa Perfetta

Questo è un format super divertente e mi fa piacere aver portato a termine questa stagione. Sto rivedendo le puntate e sono belle, leggere, intriganti, spiritose. Le persone si aprono e alcuni mi hanno ringraziato perché hanno detto cose che non avrebbero mai immaginato di dire.

Un progetto che mette ancora una volta in luce le sue capacità comunicative. 

I podcast vengono visti, ma anche ascoltati. La parola è centrale, tanto che io sono molto attento al contenuto e alle sfumature. Mi piace farmi intervistare, ma mi piace anche intervistare, anche perché io cerco di immedesimarmi in quello che l’intervistato mi sta dicendo e do anche il mio punto di vista. La parola crea e vengono fuori pensieri che non sapevi di avere, perché è una costruzione che parte dalla parola e che va a tirare fuori memorie e pensieri inconsci. Con questa seconda stagione, credo di essere riuscito a fare un’intervista che vada al di là della propria casa, arrivando così a scavare nei ricordi e nel passato. È stato un lavoro che ha portato i suoi frutti.

La casa che racconta una storia…

È protezione, territorio, la storia, il calore, la famiglia. Per alcuni è la rappresentazione del proprio successo, per altri è un sogno di dover creare un ritiro in futuro. Abbiamo analizzato tutti questi aspetti anche con dei giochi divertenti e delle rubriche.

Cosa le riserva invece il futuro? Ha mai pensato di lasciare Casa a Prima Vista per dedicarsi ad altri progetti televisivi?

Non riesco nemmeno a pensare di lasciare Casa a Prima Vista, perché è il fondamento, è la mia casa, il mio primo amore ed è l’architrave della mia vita televisiva. Il progetto di Casa Perfetta e l’altro programma Turisti per case mi stanno portando a sperimentare nuovi argomenti da trattare, nuove dinamiche e mi ci trovo bene. Devo dire che mi piace la televisione e continuerei volentieri su questa strada.