Home Notizie John Cena, l’ultimo match in WWE: l’addio al ring in una sconfitta contro Gunther a Saturday Night’s Main Event

John Cena, l’ultimo match in WWE: l’addio al ring in una sconfitta contro Gunther a Saturday Night’s Main Event

Nella notte di ieri John Cena ha salutato la WWE con il suo ultimo match, una sconfitta per sottomissione contro l’austriaco Gunther. Interminabile l’omaggio dei colleghi e dei tifosi per un wrestler popolarissimo che si dedicherà esclusivamente a cinema e tv

14 Dicembre 2025 16:00

Il wrestling vive di trame e svolte, ma ogni tanto arriva un momento che buca lo schermo anche per chi lo segue distrattamente. L’addio al ring di John Cena, popolarissimo nel nostro paese anche come attore e come personalità a tutto tondo – non molti anni fa lo ricordiamo anche ospite al Festival di Sanremo – è sicuramente uno di questi momenti assoluti.

John Cena, addio al ring

Cena ha chiuso la sua avventura in WWE con un ultimo match annunciato da tempo, in una puntata-evento di Saturday Night’s Main Event. E per la WWE è la fine di un capitolo lunghissimo: perché un volto che ha attraversato oltre due decenni di palinsesti, merchandising, ospitate e crossover pop, diventando riconoscibile ben oltre il ring, dice definitivamente addio.

Per far capire il valore di John Cena va detto che il wrestler, 48 anni, ha impersonificato la trasformazione della WWE in impresa globale, sempre meno televisiva e sempre più digitale. Il suo volto ha dominato il cartellone delle pay per view per anni anche in considerazione del gran numero di titoli vinti. Il suo addio al ring, che al momento viene dichiarato ‘definitivo, senza rimpianti né ripensamenti’ (ma nel wrestling, lo sappiamo bene, mai dire mai…) è dunque un vero punto di svolta per la compagnia.

Il match: Gunther, la stretta finale e la resa

L’ultimo avversario è stato Gunther, un wrestler austriaco di prim’ordine, fortissimo, certo non un top gun ma un ottimo professionista di prospettiva. Una scelta che dice parecchio: il presente della compagnia contro passato che diventa storia. A Washington, alla Capital One Arena, l’incontro si è chiuso con Cena costretto alla resa in una sleeper hold, un finale “pulito” che mette l’accento su quello che sembra un vero e proprio passaggio di consegne.

Un finale che a molti fan di Cena non è piaciuto: avrebbero voluto un’ultima vittoria del campione. Ma il wrestling, come spesso accade, sopravvive alle storie e ai suoi protagonisti. E così come era capitato per Undertaker, che perse il match più atteso contro Brock Lesnar ponendo fine alla sua incredibile imbattibilità a Wrestlemania, anche John Cena china il capo davanti al business che proseguirà senza di lui.

John Cena
John Cena per almeno trent’anni personaggio simbolo del wrestling internazionale – Credits Instagram @wwe (TVBlog.it)

Numeri da record

La WWE, nel suo resoconto ufficiale, racconta anche l’atmosfera da saluto definitivo, tra cori del pubblico e rituali che, nello storytelling della disciplina, funzionano come un punto fermo.

Saturday Night’s Main Event non era per altro un titolo qualsiasi: è un marchio storico che la WWE usa quando vuole alzare l’asticella del “grande evento” in TV aprendo a un pubblico generalista per uscire dalla riserva molto remunerativa delle cosiddette pay per view. Tant’è che negli Stati Uniti la serata è stata proposta in chiaro su NBC e in streaming su Peacock, per lasciarsi ammirare gratis su You Tube con un pubblico impressionante, ribadendo l’idea di un appuntamento pensato per un pubblico molto più largo della sola fanbase “hardcore”.

Tra emozione e strategia: perché questo finale divide

Non tutto, però, è stato accolto con la stessa unanimità. Sui media anglofoni e nelle reazioni online la discussione si è accesa proprio sulla scelta della resa: per alcuni il modo più coerente per chiudere un’epoca e “mettere over” un top name contemporaneo; per altri un epilogo troppo secco per un’icona che ha fatto da traino alla WWE per anni. Il paradosso è che questa frizione fa parte del mito di Cena: amatissimo e contestato, centrale e divisivo, sempre capace di generare conversazione. E in TV, alla fine, è anche questo che resta.