Stella Pende torna con Confessione Reporter: le anticipazioni, le puntate, la data di inizio
La giornalista romana pronta a tornare in onda su Rete 4 con la nuova serie di inchieste e reportage per Confessione reporter.
Sta per tornare su Rete 4 un altro ciclo di inchieste firmato da Stella Pende. Il titolo del programma di genere rotocalco e investigativo è ispirato a quello del terzo libro della giornalista e conduttrice romana (Confessione reporter: quello che non ho mai scritto, del 2011) che riprende così a occuparsi dei grandi reportage d’inchiesta giornalistica.
Ad aprile dello scorso anno è andato in onda nella seconda serata di Rete 4 uno speciale sull’Ucraina del programma. Un tema – quello legato al sanguinoso conflitto scoppiato tra Mosca e Kiev nel 2022 – al quale la 16esima edizione di Confessione Reporter si collegherà. Ecco quando andrà in onda la prima puntata e di cosa tratterà la trasmissione con Stella Pende.
Al via la nuova edizione di Confessione reporter: anticipazioni, puntate, data d’inizio del programma di Stella Pende
L’edizione numero 16 di Confessione reporter (CR) prenderà il via sabato 13 dicembre. Il nuovo ciclo di inchieste andrà in onda nella seconda serata di Rete 4 e prevede quattro appuntamenti a firma di Stella Pende. Al centro dei reportage si troverà il delicatissimo tema dei bambini ucraini rapiti dalle truppe russe. Ma ci sarà posto anche per Carlo Acutis, il nuovo santo dei giovani proclamato da papa Leone XIV.
La nuova edizione di Confessione reporter si occuperà anche dei nuovi cristiani, del dramma di chi è rimasto nel difficilissimo contesto di Gaza e di chi invece ha lasciato la Striscia. Spazio anche per un’inchiesta sul mondo del porno e gli adolescenti, tra dipendenze e deepfake. «La prima puntata è dedicata a tutti i bambini della guerra. Creature che hanno perso la vita e l’infanzia a causa di guerre sciagurate, che gli adulti continuano a volere», spiega la conduttrice a Tv Sorrisi e Canzoni.

Confessione reporter, racconta Stella Pende, parlerà in particolare «dei bambini ucraini sottratti a genitori e famiglie dalla Federazione Russa». I numeri fanno impressione: dall’inizio dell’invasione «sarebbero 19.546 i bambini sfollati, orfani o letteralmente strappati dalla proprie case, buttati negli orfanotrofi russi o, peggio ancora, affidati o adottati dagli sgherri di Putin. E sono solo 1.345, quelli restituiti a mamme e nonne».
CR si è recata nell’Ucraina in guerra per incontrare non solo le famiglie ma anche gli uomini e le donne dei servizi impegnati in quella che viene definita una «mission impossible»: le operazioni di rientro dei bambini portati lontano dai loro genitori. Tra di loro c’è Natalia, che riesce alla fine a ritrovare il piccolo Sacha dopo aver attraversato tre Paesi.
Un altro degli «eroi di questa storia» si chiama Volodymyr. È il coraggioso direttore dell’orfanotrofio di Kherson, città oggetto di una durissima occupazione da parte delle milizie russe. Volodymyr nasconde 52 bimbi in cantine e chiese, falsificando i loro documenti per evitarne il rapimento. Un uomo che in mezzo al dramma di una guerra feroce diventa simbolo di resilienza, oltre che memoria vivente di ciò che è stato rubato.