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Iacchetti contro i “pro-Pirla” che assaltano La Stampa: la difesa delle manifestazioni pacifiche

Enzo Iacchetti, a È sempre Cartabianca, condanna l’irruzione alla redazione de La Stampa: “Non sono Pro-Pal, sono Pro-Pirla”. E rilancia sul diritto a manifestare.

3 Dicembre 2025 18:00

Dopo le polemiche suscitate qualche settimane fa da un’accesa discussione in un collegamento condiviso dal comico e da Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, Enzo Iacchetti è tornato nello studio di Bianca Berlinguer con il tono che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili della satira in tv, ma stavolta le battute si intrecciano con una condanna netta.

Pro-Pal e pro-Pirla

Commentando l’irruzione di un gruppo di manifestanti pro Palestina nella redazione de La Stampa a Torino, il conduttore di Striscia la Notizia non usa giri di parole: “Quelli che si chiamano Pro-Pal e invece sono dei Pro-Pirla e entrano nella redazione de La Stampa… quelli che durante le manifestazioni si mettono in fondo con tanto di anfibi e poi vanno a spaccare le vetrine. Quelli sono Pro-Pirla”.

Il suo ragionamento mette in fila due piani diversi: da un lato le piazze che chiedono da mesi un cessate il fuoco e il rispetto dei diritti dei palestinesi, dall’altro le frange che scelgono lo scontro frontale con istituzioni e media. Per Iacchetti, la seconda categoria finisce per cannibalizzare la prima: “Il problema è che purtroppo si parla solo di loro e dei casini che fanno”.

La difesa delle piazze pacifiche e il ruolo dei media

Nel mirino del comico non ci sono le manifestazioni, ma chi le usa come paravento. La denuncia è chiara: la violenza dentro una redazione non solo mette a rischio le persone che lì lavorano, ma regala argomenti a chi vuole screditare in blocco il movimento pro Palestina. “Non si parla più delle centinaia di migliaia di persone nel mondo che ancora oggi sono in giro a manifestare per la libertà dei palestinesi. Di questi non si parla più – insiste Iacchetti – purtroppo è un dato di fatto che l’attenzione mediatica si sposti inevitabilmente sulle immagini più estreme”.

Sul caso La Stampa, il sottotesto è evidente: un giornale ha il dovere di essere criticato, ma l’assalto fisico alle redazioni riapre fantasmi che a Torino hanno radici profonde, fin dai tempi degli anni di piombo.

Enzo Iacchetti
Enzo Iacchetti in un frame del suo sfogo in TV di qualche settimana fa – Credits Mediaset (TVBlog.it)

Satira, politica e libertà di parola

Nel corso della puntata, Iacchetti ha anche allargato il discorso al rapporto tra politica, guerra e satira. Commentando le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone sulla possibilità per la Nato di rispondere in modo “più aggressivo” alla Russia, il comico ha liquidato con una sgerzante battuta certe letture allarmistiche: “È una cosa da fantascienza, nemmeno nei film di Kubrick si possono dire certe cose”.

Poi l’affondo su Vladimir Putin e Donald Trump: “Con un peto Putin ci caccia via… Ma il russo mi sembra più intelligente del biondino”. Ha detto riferendosi al presidente americano.

Parole che dividono…

… ma che rivendicano il diritto – e quasi il dovere – dei comici di intervenire nel dibattito pubblico: “I politici devono fare i politici, non i comici. Anche noi comici lo diciamo”, sottolinea Iacchetti, ricordando che chi sta sul palco, prima di tutto, è un cittadino che paga le tasse e ha “piena libertà d’espressione”.

Da quando, nelle settimane scorse, si è scontrato in diretta con il giornalista Eyal Mizrahi sulle immagini che arrivano da Gaza, Enzo Iacchetti è diventato un punto di riferimento simbolico per molti che scendono in piazza contro i bombardamenti. Un ruolo che lui stesso maneggia con cautela, proprio mentre rifiuta qualsiasi equiparazione tra la solidarietà al popolo palestinese e il giustificazionismo verso atti violenti.

Il ritorno di Striscia la Notizia

Intanto non è ancora stato fissato il ritorno in onda di Striscia la Notizia, che dovrebbe essere di nuovo nel palinsesto di Canale 5 presumibilmente a gennaio, ma non nel consueto orario delle 20.30 bensì in prima serata: “Mi hanno appena fatto provare uno smoking” ha confessato Iacchetti in una intervista parlando della prossima stagione dello storico programma Mediaset che dovrebbe andare in onda con cinque trasmissioni speciali.