La7, intervista a Maria Grazia Cucinotta: “Troisi voleva qualcuno che non recitasse, alle persone piace la verità. L’Ingrediente Perfetto? Cucinare mi fa prendere possesso della mia casa”
TvBlog incontra Maria Grazia Cucinotta, conduttrice del programma L’Ingrediente Perfetto, in onda su La7 ogni settimana.
Da icona del cinema a regina del gusto: l’attrice e produttrice Maria Grazia Cucinotta è tornata su La7 con la nuova edizione de L’Ingrediente Perfetto – A tu per Tu. Anche stavolta, ci guida attraverso le eccellenze gastronomiche italiane, conversando con personaggi di spicco.
In questa intervista a TvBlog, racconta le tappe più decisive della sua carriera, il ruolo che ha la cucina nella sua vita e le continue lotte fatte ogni giorno contro il bullismo. E sul suo ruolo in 007 dice: “Mi sono divertita come una pazza, perché ho fatto delle cose che non mi ricapiteranno più nella vita“.
La sua notorietà la deve soprattutto a Il Postino. Come definirebbe l’eredità emotiva e professionale che questo film e il rapporto con Troisi le hanno lasciato, a distanza di anni? Ha influenzato le sue scelte successive?
Io sono nata dalla televisione, perché il mio primo debutto è stato televisivo. Da lì è stato tutto un susseguirsi di esperienze, perché io ho imparato lavorando e stando sul set. Quando sono arrivata a Il Postino, è stato un qualcosa di straordinario. Mi sono ritrovata su un set all’improvviso e circondata da grandi, e questa è stata la mia fortuna: loro hanno colmato quelle che erano le mie lacune recitative. Allo stesso modo, Massimo Troisi volevo qualcuno che non recitasse, voleva la verità e la spontaneità. Desideravo quello che ero io per Beatrice. Per me è stato un portarmi a casa un’esperienza che ho continuato a conservare: il fatto di essere più vera possibile, di non recitare e di non pensare, ma di essere quel personaggio.
Una naturalezza che ha portato anche nel suo lavoro in tv…
Ho capito che essere sé stessi significa essere vulnerabili. Allo stesso tempo è la verità che piace alle persone: siamo circondati da così tanta falsità e apparenza che, secondo me, avere un attimo di verità è importante. Questo mi ha dato la possibilità di fare qualcosa di diverso.
Poi c’è stata l’avventura americana con 007, che le ha permesso di lavorare insieme a Pierce Brosnan. Cosa le ha lasciato quel ruolo e cosa rende una donna nella saga di 007 davvero indimenticabile, al di là della bellezza?
Il pubblico ti sceglie, non c’è una ricetta da seguire. Bond è una leggenda che dura nei secoli e il successo è una cosa che non si può progettare. La popolarità della saga è cresciuta negli anni e si è stabilizzata: chiunque interpreti Bond diventa un supereroe. Mi sono divertita come una pazza, perché ho fatto delle cose che non mi ricapiteranno più nella vita, come salire su una mongolfiera o guidare un motoscafo all’impazzata. Sono tutte cose che sono state fatte nella massima sicurezza e che mi hanno fatto divertire tanto.
Dalla recitazione e la produzione è passata alla conduzione con L’Ingrediente Perfetto su La7. Anticipazioni su questa nuova edizione?
Noi andremo in giro per le città a scoprire posti diversi. La scorsa puntata e quella della prossima settimana sono ad esempio ambientate in uno scalo della stazione di Avellino, che in questo momento purtroppo è chiusa. Dei giovani ragazzi, che hanno studiato all’estero e sono poi tornati in Italia, hanno deciso di investire sul proprio Paese di origine e su questa vecchia stazione: hanno fatto diventare la biglietteria un bar, e la sala d’attesa un ristorante, in cui c’è anche uno spazio dedicato a una scuola di cucina. L’obiettivo è stato preservare tutte le tradizioni del posto. Vi porteremo quindi in giro a scoprire dei luoghi unici, dando spazio a questi ragazzi meravigliosi che hanno deciso di reinvestire sulle origini, e che lo stanno facendo in modo straordinario.
Cosa l’ha attratta di più dei programmi di cucina e lifestyle?
Questa è stata una scelta del mio agente, che purtroppo non c’è più. Sono stata ospite di un programma del produttore Elio Bonsignore che, visti gli ottimi ascolti raggiunti, mi ha proposto anche questo progetto.

Io all’inizio non ero d’accordo, ma il mio agente mi ha convinto dicendomi che la gente avrebbe dovuto capire chi fosse realmente Maria Grazia. Mi ha detto: “Tu cucini sempre per tutti e voglio che questo aspetto venga fuori. Ti devi togliere questo alone di star, che ti fa apparire sempre su un piedistallo. Tu non sei così, sei una Maria Grazia diversa”. Lì mi ha convinto, è nato un po’ per gioco ma alla fine è andato bene.
La cucina ha quindi sempre fatto parte di lei…
Sì, io amo cucinare, perché è il mio momento di relax. Non lo faccio perché lo devo fare, ma perché mi piace. Quando sono a casa, mi piace viziare le persone che mi circondano: cucinare mi fa prendere possesso della mia casa.
La cucina vista come un modo per “coccolare” le persone care. C’è un piatto “comfort” che la riporta immediatamente alla sua Sicilia e che non manca mai di preparare quando ha bisogno di sentirsi a casa?
Sicuramente tutti i piatti siciliani come pasta con le melanzane, la parmigiana, la caponata. Per mia figlia sono invece “mamma-pizza“: lei mi ha sempre proibito di andare nei posti, perché non ha mai voluto associare la mia immagine alla sua, in modo da avere una vita “normale“. Molte sue colleghe di università erano quindi convinte che io facessi la chef. Io cucino come mi ha insegnato mia mamma, anche se con questo programma ho imparato tantissimo, come il preparare piatti partendo da tutto quello che si trova in frigo. Noi siamo tra l’altro molto fortunati perché abbiamo una varietà di prodotti che sono unici.
Non solo tv, cinema e cucina. Nel corso degli anni ha avviato diverse battaglie contro il bullismo con la sua ONLUS Vite senza paura. Qual è l’errore più grande che, secondo lei, le istituzioni o le famiglie commettono nell’affrontare il bullismo oggi?
Quello di non ascoltare, di ignorare e di sottovalutare. Siamo tutti molto distratti dal lavoro e chi diventa madre è penalizzato, perché il lavoro non ti permette neppure di essere genitore. Si dice sempre che nascono meno figli, ma non si dà l’opportunità alle donne di poter permettersi un figlio sia economicamente che dal punto di vista pratico. Una donna vuole subito tornare a lavoro, ma bisogna darle la possibilità di avere ad esempio un nido nella struttura in cui lavora, di affidare il figlio nelle mani di persone di fiducia. Un asilo nido costa oggi quanto uno stipendio, e la donna è quindi “obbligata” a stare a casa. Bisogna andare avanti, siamo ancora ai tempi della pietra per quanto riguarda i diritti.
Quando una donna resta incinta, viene vista quasi come un vampiro perché si pensa che si stia approfittando della propria situazione. Ci sono posti di lavoro in cui ti dicono “No figli“, e trovo che questo sia ancora un tabù e un problema da risolvere. Il fatto di non riuscire a seguire i propri figli può portare a ignorare i piccoli alert che, per stanchezza, vengono minimizzati. Tutto viene dalla famiglia e dall’importanza che ci siano dei genitori attenti. Bisognerebbe inoltre dare la possibilità agli insegnanti di proteggere i propri figli senza che possa diventare un boomerang contro di loro. Basterebbe un po’ di attenzione e di ascolto.
Futuri progetti?
Stiamo iniziando le prove di uno spettacolo, La Moglie Fantasma, con la regia di Marco Rampoldi e con Pino Quartullo. Debuttiamo a gennaio e andremo in giro per tutta Italia. Ci sono anche dei progetti cinematografici che sono in partenza, anche se con questi tagli che ci sono stati è per il momento tutto in stand by.