Intervista esclusiva Nek: “I Senior possono insegnare ai Kids a non avere fretta: e ad accettare le curve”
Nek torna in televisione come coach di The Voice Senior e porta una testimonianza molto umana e importante di quanto gli errori e gli ‘inciampi’ siano fondamentali nella carriera di un grande artista
Dopo la lunga e fortunatissima parentesi live insieme a Francesco Renga in partenza per un tour negli Stati Uniti che lo vedrà impegnato per cinque concerti in otto giorni da Montreal a Fort Lauderdale, tra l’altro in locali storici come l’Hard Rock Café di Atlantic City, Nek si offre a The Voice Senior per vivere un passaggio di ruolo: da artista in gara a mentore.
Nek dalle gare a mentore con The Voice
L’idea, racconta, è quella di “costruire più che giudicare”, riportando in tv una grammatica della musica fatta di attenzione alla canzone, rispetto per le storie e cura del tempo.
Qui l’artista emiliano porta metodo e concretezza: studio della voce, centralità del testo, e una leadership mite che punta a far emergere il meglio da ogni concorrente over 60: “È un ruolo che adoro, mi piace e che credo mi consentirà di insegnare qualcosa ma anche di imparare molto. Suonerò con i nostri talenti, canterò con loro, voglio divertirmi e cercare di offrire loro quel mestiere che ho imparato in anni e anni di palco. E di errori…”
“Si impara sempre”
Se Nek avesse avuto un coach, la sua carriera sarebbe stata diversa? Più veloce, migliore? “Non posso non essere contento della carriera che ho avuto se oggi mi viene chiesto di affiancare delle persone che hanno la mia stessa passione in un percorso di crescita. Non ho mai smesso di imparare: a volte dai migliori, a volte da chi saliva sul palco con me per la prima volta e mi faceva notare una cosa che non avevo mai notato”.
Un ricordo di Peppe Vessicchio
Essere mentori è un impegno, ma anche una responsabilità, basti pensare a Peppe Vessicchio. Nek sorride e abbassa timidamente lo sguardo: “Sai cosa mi ha detto una volta? Una frase che mi è rimasta impressa dentro… ‘La musica, come la sapienza di Dio, unisce le cose del cielo e della terra’. Un uomo di una altezza tale da essere in grado di comunicare le cose più complesse nel modo più semplice e diretto, senza sembrare mai tronfio o arrogante. Insegnava senza mai ergersi al ruolo di maestro. Mi piacerebbe avere anche una minima parte di questo dono straordinario. Darsi agli altri senza quasi che si accorgano di quello che stanno ricevendo. Persone così capitano una volta nella vita: e chi le affianca anche per poco tempo ne resta inevitabilmente affascinato….”

Quella volta che il mangianastri…
Ma si impara molto anche da se stessi… “Eccome! Sapessi quante cose ho sbagliato e ho imparato a non fare più. Ti cito un aneddoto. Primo concerto in pubblico, Sassuolo, una trentina di persone. Non ho band, non ho gruppo, sono da solo con un mangianastri. Che per l’appunto dopo pochi secondi si è mangiato il nastro. Concerto finito. Carriera finita? No, si va avanti. Si cercano faticosamente altre strade, altre occasioni, altri maestri e altri partner. La musica ti porta sempre avanti. Devi provare, provare, provare, limare, cambiare, riprovare, essere perfezionista, zelante, preciso. Metterti in discussione e quando tutto ti sembra perfetto ci sarà qualcuno che ti dirà di provare ancora qualcosa”.
Nek, dai Senior ai Kids
Oltre ai Senior ti metterai alla prova con i Kids: “Sì, ne sono entusiasta. E un po’ impaurito. Perché lavorare con i ragazzi oggi non è facile. Hanno fretta, vogliono tutto e subito. Io ho una ragazza di quindici anni, se la chiamo ragazzina so già che mi sgrida. Detesta l’idea di sbagliare, di non fare 100 al primo colpo. Ai ragazzi dobbiamo trasferire uno sguardo che è anche di accettazione verso se stessi. E trasferire loro il concetto che le strade non sono dritte, ci sono le curve: e si deve rallentare. E fare 80 e non cento magari è un risultato straordinario. E non essere pronti oggi, significa solo trovare un modo per essere pronti domani”.
Nek e Filippo
Insegnerai più qualcosa di Nek, come all’esordio, quando presi il nome della band che ti accompagnava pur esibendoti da solista o di Filippo? “Spero di portare entrambi: Nek con il suo stare sul palco con quella che era l’energia degli esordi che cerco sempre di mantenere, e Filippo con qualche cicatrice, un po’ di esperienza e uno sguardo più adulto che sa che quando si cade, ci si rialza, perché siamo nati per stare in piedi…”
The Voice Senior farà il suo esordio venerdì 14 novembre in prima serata su RAI Uno.