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L’Italia in tv fra polemica e riscatto: l’effetto boomerang del dissenso

La Nazionale Italiana di Calcio incolla davanti al piccolo schermo quasi 8 milioni di spettatori. Italia-Israele e l’effetto boomerang del dissenso.

15 Ottobre 2025 16:26

Alessandro Antinelli, cronista Rai, alla fine della partita Italia-Israele, ricorda le vittime del genocidio a Gaza. Particolare attenzione alle giornaliste e ai giornalisti uccisi per una questione di rappresentanza della categoria, ma il discorso di Antinelli – seppur breve – è stato molto più profondo di un semplice elenco. Si è trattato di un atto di cordoglio e civile dissenso, tutto quel che resta (in maniera tangibile) della protesta legata alla sfida degli Azzurri contro Israele.

La partita in questione, infatti, ha un importante retroscena che porta ai giorni precedenti al match. La cittadinanza italiana, in parte, ha chiesto di boicottare la visione del match per sostenere le vittime del genocidio a Gaza e far sentire – nell’unica maniera possibile – il dissenso del Paese nei confronti di un comportamento non in linea con i diritti umani vigenti. La situazione è chiara, ma non basta sottolinearlo. Serve un atto definito e definitivo. Non guardare la partita di calcio in diretta tv poteva essere una presa di coscienza ulteriore. Nonostante le reiterate sottolineature – via social e non solo – gli italiani davanti al televisore hanno risposto diversamente.

Italia-Israele, il boicottaggio televisivo non avviene

L’Italia – nel giorno in cui si sarebbe dovuto registrare uno scarso interesse per il match, proprio in nome degli appelli fatti dagli attivisti e non solo – ha registrato lo Share più alto degli ultimi anni. Quasi 8 milioni di persone collegate su Raiuno. Questo cosa vuol dire, in termini mediatici? Che l’italiano medio, televisivamente parlando, vive di psicologia inversa. Se gli si chiede – anche indirettamente – di fare qualcosa, avverrà l’esatto contrario. Una sorta di effetto boomerang perenne che non risparmia neppure una situazione delicata come quella che il mondo sta vivendo.

Gennaro Gattuso, Italia
La Nazionale Italiana di Calcio fa il pieno di ascolti foto: Facebook @Nazionale italiana di calcio – (tvblog.it)

Antinelli ha cercato di farlo capire con risolutezza e garbo, ma stavolta non è questione di giusto o sbagliato. Quel che è successo in Italia-Israele deve servire di lezione agli analisti televisivi e anche agli addetti ai lavori. L’ascoltatore medio fa l’esatto opposto di quello che gli viene comunicato. È successo con la partita in questione, ma gli esempi possono essere altri. Impossibile non ricordare l’effetto boomerang suscitato da Temptation Island: più veniva (e viene) etichettato come programma non all’altezza e maggiormente crescevano (e crescono) gli ascolti.

8 milioni di persone guardano gli Azzurri

Questo perché? Semplicemente per un fattore epidermico che attraversa il DNA di ciascun ascoltatore: il consumatore (e l’abbonato) italiano ha bisogno di essere costantemente stuzzicato e la psicologia inversa funziona sempre. Più viene fatto presente, con qualsiasi mezzo a disposizione, che sarebbe meglio non fare una cosa, non guardare un programma, maggiore sarà l’effetto contrario. Una costante certezza è proprio l’attrazione per l’opposto. Anche stavolta, tornando all’Italia del calcio, la statistica non è stata smentita.

Gli Azzurri normalmente fanno dei numeri elevati, ma stavolta i risultati di Share sono andati oltre ogni aspettativa perché – fra le altre cose – anche alcuni volti ex Viale Mazzini hanno precisato che non avrebbero visto la partita in segno di solidarietà con quanto sta accadendo a Gaza. In prima fila il celebre telecronista sportivo Riccardo Cucchi che, sui suoi canali social, ha scritto: “Per quanto mi riguarda, stasera a Udine non si gioca nessuna partita”.

La psicologia inversa del tubo catodico

Un invito velato a boicottare l’evento per dare risalto alle atrocità del genocidio a Gaza. Di questo, però, l’utente medio se ne infischia. Magari tra gli 8 milioni di telespettatori c’era anche chi ha manifestato contro gli orrori che sono accaduti e stanno accadendo in Medio Oriente, ma una volta posizionatosi davanti alla televisione ha scelto indistintamente di guardare l’Italia. Niente boicottaggio. Anzi, l’invito a farlo ha scatenato anche chi fino a ieri non aveva mai visto (o quasi) una partita della Nazionale. Effetto collaterale o rischio calcolato? Ai posteri l’ardua sentenza. Sicuramente, con il telecomando in mano, la teoria degli opposti (e opposizioni, intese come atto sovversivo) che attraggono funziona ancora.