L’Eredità, come cambierà il quiz nella nuova stagione, parla Liorni: “C’è un nuovo gioco”
Marco Liorni torna alla conduzione de L’Eredità, il game show di Rai 1 che è tra i più storici del panorama televisivo italiano.
Marco Liorni torna al timone de L’Eredità e, in un’intervista rilasciata per l’Adnkronos, racconta le emozioni che sta vivendo prima del debutto di stagione. Il conduttore torna nello studio del game show Rai per il terzo anno consecutivo, dopo l’esperienza con Reazione a Catena, ora condotto da Pino Insegno nel preserale, una fascia oraria che fa da traino per il Tg1 delle 20. “La riuscita di un programma quotidiano si vede nel tempo, non solo sull’immediato” – ha dichiarato Liorni – “Nelle prime puntate c’è curiosità, poi dopo però, se non lavori bene, viene fuori. Ma l’ansia non ce l’ho perché alla fine se ci metti attenzione, ansia, paura o al contrario non guardi a nulla, non cambia: la cosa da fare è sempre la stessa, mettercela tutta“.
Le novità della nuova edizione de L’Eredità
Il conduttore Rai è di nuovo al timone dello storico gioco televisivo, che ha visto passare alcuni dei più grandi conduttori del panorama televisivo italiano. Si pensi ad esempio a Carlo Canto, Fabrizio Frizzi e Amadeus. Dopo la conduzione di Flavo Insinna, a prendere il suo posto è invece stato Marco Liorni, che sta dimostrando il suo potenziale già da qualche anno. A proposito della nuova edizione, ha fatto sapere: “Io sono sempre alla ricerca di stimoli nuovi, di cambiamento, cerco di far ‘respirare’ ai programmi ciò che accade fuori. Quindi mi sento un po’ un ‘collaudatore’ oltre che conduttore“.

Quest’anno è quindi stato introdotto un nuovo gioco che si chiama Un, due, tre, quella! ed è legato al fatto che molte volte si ha una parola “sulla punta della lingua” che però non viene fuori. “Noi diamo tre indizi” – ha spiegato – “il concorrente deve indovinare la parola a cui io sto pensando. Non ci sono opzioni scritte, come per gli altri giochi, deve essere farina del sacco di chi risponde“. L’impresa di inserire delle novità in un format come L’Eredità, costruito nei minimi dettagli come un crescendo, non è affatto semplice. “Ci sono mille cose da valutare” – ha raccontato Liorni – “perché il game show è un percorso, anche emotivo, un crescendo studiato molto attentamente. E’ capitato in altri quiz che venissero inserite piccole novità che sembravano innocue, e invece sono state un fallimento“.
Il programma ha tra l’altro sempre ottenuto degli ottimi risultati e, secondo il conduttore, questo è dipeso dal fatto che “ci divertiamo ancora come fosse la prima puntata”. E infine: “Un’altra cosa che mi piace tantissimo è che all’Eredità entrano un po’ tutti i mondi: nelle storie di chi gioca c’è un’Italia che non fa notizia, ma alla fine interessa chi guarda“.