“Chi ha chiuso dopo 4 Ristoranti. Spocchioso e antipatico…”. I retroscena di Alessandro Borghese
È fuorviante credere che per il vincitore delle varie puntate di 4 Ristoranti il successo sia automatico. Lo svela Alessandro Borghese.
Non è tutto rose e fiori. Da anni, 4 Ristoranti, il programma culinario condotto dallo chef Alessandro Borghese, continua a tenere incollati alla televisione milioni di spettatori. Il format, trasmesso su TV8, è diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti della buona cucina, dell’imprenditorialità gastronomica e della sana competizione. Oggi, arriva la confessione di Alessandro Borghese. Anche chi ha vinto, a volte, ha avuto un destino tutt’altro che positivo.
4 Ristoranti è un gioco culinario che mette alla prova i ristoratori italiani. Ogni settimana, quattro ristoratori di una stessa zona geografica si sfidano per conquistare il titolo di miglior ristorante, sotto la direzione e la valutazione di Alessandro Borghese. Ogni ristorante viene giudicato in base a tre aspetti fondamentali: la qualità del cibo, il servizio e l’atmosfera. Ma ciò che distingue questa trasmissione dalle altre è l’aspetto competitivo e, allo stesso tempo, collaborativo. I partecipanti non solo devono mostrare il meglio delle proprie creazioni culinarie, ma anche valutare e criticare gli altri ristoranti, creando un equilibrio tra competizione e rispetto.
C’è chi ha chiuso
Ma 4 Ristoranti non è solo un programma culinario: è un viaggio attraverso la cultura gastronomica italiana. Ogni puntata esplora le peculiarità regionali, i piatti tipici, le tradizioni culinarie e la personalità dei ristoratori. Il format non si limita a giudicare la qualità del cibo, ma cerca anche di raccontare le storie di chi ha scelto la ristorazione come mestiere, spesso con sacrifici e lotte quotidiane. Questo rende il programma un tributo alle realtà gastronomiche locali, che purtroppo non sempre trovano visibilità al di fuori dei confini regionali.

Questo lo ha detto chiaramente Borghese in una recente intervista a “The BSMT”, il nome di un podcast ideato da Gianluca Gazzoli. Il podcast “The BSMT” è anche colloquialmente chiamato anche “il Basement di Gianluca Gazzoli”. Lì lo chef ha parlato a 360 gradi e ha rivelato come alcuni vincitori della trasmissione abbiano poi avuto un destino non felice, per la loro voglia di strafare, di incassare di più e, quindi, si sono snaturati. Hanno iniziato ad abbassare la qualità, a voler fare più coperti. E questo non li ha premiati: “Ti becchi il boom iniziale, dopodiché perdi tutto. Invece, se sei fedele e costante, la gente ti premia. Lo spettatore oggi è colto e intelligente”.
Viceversa, arrivare terzi o addirittura ultimi non è necessariamente sinonimo di caduta. Anzi. Anche perché gli spettatori spesso scelgono il proprio “vincitore morale”, anche a discapito della classifica reale: “La gente va a empatia. Non c’è solo il cibo. Il cibo dev’essere buono. Però c’è la persona e l’esperienza che vai a fare. E poi, già che tu partecipi: hai vinto”.