Home Interviste Amarsi un po’ su La7, intervista a Samanta Togni: “Sono sportiva anche nel lavoro in tv. Via da Ballando? Non volevo che si vedesse il mio ‘decadimento'”. E su Fabrizio Frizzi…

Amarsi un po’ su La7, intervista a Samanta Togni: “Sono sportiva anche nel lavoro in tv. Via da Ballando? Non volevo che si vedesse il mio ‘decadimento'”. E su Fabrizio Frizzi…

TvBlog incontra Samanta Togni, co-conduttrice del programma La7 Amarsi Un Po’ insieme a Massimiliano Rosolino.

13 Ottobre 2025 10:44

Ballerina e conduttrice, Samanta Togni vive di danza da sempre. Prima protagonista di competizioni sportive, poi volto amatissimo del talent show di Rai 1 Ballando con le Stelle. Oggi è conduttrice e personaggio televisivo, che ama parlare di fitness, arte e di benessere. A dimostrarlo è, ancora una volta, il programma Amarsi un Po’ – Istruzioni per l’uso, in onda su La7 ogni domenica mattina, a partire dalle ore 10, e arrivato alla nuova edizione. Insieme a Massimiliano Rosolino, Togni porta lo spettatore alla scoperta di posti straordinari, insegnando la cura per sé stessi e l’importanza di uno stile di vita sano ed equilibrato.

In questa intervista a TvBlog, svela le tappe più importanti della sua vita, un ricordo – prezioso – del compianto Fabrizio Frizzi e il passaggio dal mondo della danza a quello della tv. E sul suo “addio” a Ballando, dice: “Ogni esperienza ha un inizio e una fine“.

Una carriera nella danza iniziata da giovanissima negli Stati Uniti, poi 15 anni di esperienza a Ballando con le Stelle. Qual è la lezione più importante che la danza americana le ha insegnato e che ha poi portato in Italia?

Credo che la mia esperienza all’estero sia stata quella di aver avuto l’opportunità, da giovanissima, di mettermi alla prova. Quello che ho imparato è che le cose non cadono dal cielo ma che, per ottenere buoni risultati, bisogna faticare molto ed essere capaci di rialzarsi nei momenti in cui si cade. Quando sei sola in giro per il mondo, senza un supporto e con più vulnerabilità, quella è una lezione importante che diventa anche una buona dimostrazione. Se si riescono a superare alcuni ostacoli che inevitabilmente vengono fuori, ci si guarda indietro e si dice “Sì, ce la posso fare!“.

Qual è stata la differenza che ha riscontrato nel panorama artistico estero rispetto a quello italiano?

Quando ero all’estero, non appartenevo al mondo della tv ma solo a competizioni sportive. Quello che ho potuto però constatare all’epoca è stato il fatto che lì c’era una realtà di meritocrazia in più rispetto a quella che avevo riscontrato in Italia. Quando sono tornata qui dopo l’esperienza all’estero, improvvisamente le persone mi hanno guardato con occhi diversi. C’è il fattore di valore aggiunto quando vivi all’estero, si accorgono del tuo talento lì, e allora la tua esistenza viene riconosciuta anche in Italia. Si apprezza sempre l'”erba del vicino“.

Ballando con le Stelle le ha regalato la notorietà televisiva qui in Italia. Qual è il ricordo più bello di quel periodo?

Per me quella è stata una parentesi di vita, professionale e privata, molto importante. L’emozione della prima puntata, che ho avuto la fortuna di vivere con Fabrizio Frizzi, è stata qualcosa di immenso e di molto diverso rispetto a quello che avevo vissuto prima di allora. Il mondo delle competizioni è infatti molto differente rispetto a quello televisivo, e ho quindi avuto l’opportunità di vivere un’esperienza completamente nuova, insieme ad un uomo – Fabrizio Frizzi – che ho avuto la grande fortuna di conoscere. Con lui ho condiviso questo momento di grande emozione.

C’è un aneddoto che ci può raccontare su Fabrizio Frizzi e sul vostro lavoro insieme?

Lui era molto divertente; noi avevamo il nostro caffè del mattino, per noi un rituale immancabile. All’epoca c’era meno competizione nel programma, rispetto ad oggi, e si pensava soprattutto all’esperienza. Era tutto più autentico, anche perché era la prima edizione ed era anche un esperimento televisivo. Fabrizio era molto garbato, elegante e rispettoso. Una volta abbiamo dovuto fare la rumba – il “ballo dell’amore” – e nella coreografia io avevo previsto che lui avesse dovuto accarezzarmi un fianco: lui era tutto intimorito perché non sapeva dove mettere le mani. Mi diceva: “E ora come faccio!?“. Era un vero gentiluomo.

Ad un certo punto ha scelto di allontanarsi dal programma di Milly Carlucci per dedicarsi alla conduzione. Qual è stata la motivazione decisiva che l’ha spinta ad abbandonare il ruolo di ballerina professionista e ad accettare una nuova sfida televisiva?

Ogni esperienza – anche la più bella – ha un inizio e una fine. Io credo di aver ricevuto tantissimo da quel programma, di aver dato tanto, ma ho sentito che era arrivato il momento di chiudere nel momento forse più alto della mia carriera. Ho voluto lasciare un buon ricordo. Noi ballerini abbiamo una scadenza a breve termine; è un’attività fatta con il corpo, gli anni passano e volevo quindi che rimanesse un ricordo bello. Non volevo che si vedesse il mio “decadimento“, anche se mi sarebbe piaciuto restare all’interno di quello studio, magari in una veste diversa. Io l’ho proposto, ma loro non hanno reputato opportuno accettare.

Se Milly Carlucci le chiedesse di tornare, in un’altra veste rispetto a quella della ballerina, lei accetterebbe?

Credo che sia difficile ma perché no. Lì c’è un pezzo della mia storia, e anche ora continuo a guardare il programma da casa con molto piacere.

Parliamo di presente e del programma Amarsi un po’ – Istruzioni per l’uso. Cosa l’ha attratta particolarmente di questo progetto? Quali “istruzioni” pensa che siano cruciali per mantenere un rapporto sano e duraturo con sé stessi?

Quello che mi ha attratto di questo programma è stato il fatto che è dedicato al benessere e allo stile di vita. Andando avanti, si acquisisce sempre di più l’importanza di vivere al meglio, in modo tale che si possa invecchiare bene e in salute. Per me è bello imparare cose nuove di volta in volta, dato che abbiamo l’opportunità di conoscere tanti professionisti del settore. Questo programma ci rappresenta: io e Rosolino abbiamo adottato, durante la nostra vita, delle attenzioni e delle abitudini di vita particolari che ci hanno permesso di raggiungere delle buone soddisfazioni nel nostro settore. Raccontare il nostro mondo è una bella sfida, che mi è piaciuta sin da subito.

samanta togni intervista
Intervista a Samanta Togni – tvblog.it

Qual è il segreto? Quello di rispettarsi e di restare fedeli a sé stessi, ed è quindi importante saper dedicarsi del tempo, riuscire a mettersi al centro e a dare così la parte migliore di noi a chi ci è accanto. Questa è la base dell’amarsi: prendersi cura di sé stessi.

Tra e lei e Massimiliano Rosolino ci sono in realtà diversi punti in comune, dato che entrambi avete lavorato con il corpo: lei con la danza, lui con il nuoto. La vostra esperienza sportiva vi ha aiutato a lavorare in squadra?

Credo che lo sport insegni la disciplina, il rispetto per quello che si fa, il lavoro. Siamo quindi due persone molto serie nella nostra professione; arriviamo sempre con una dose di preparazione fisica e siamo sportivi anche nel lavoro in tv. Quello che abbiamo imparato nelle nostre discipline lo riversiamo in tutto quello che facciamo. Credo che questo bagaglio ci sia servito molto.

Anticipazioni da farci sulla nuova edizione?

Anche quest’anno saremo sempre in giro, viaggeremo molto. Le prime puntate le faremo dall’Irlanda e parleremo di longevità, vita sana, attività fisica, del mondo animale, del verde e delle caratteristiche dei paesi che andremo a visitare. Questo è un bel modo di affacciarsi su questo mondo che ci circonda e di dare delle informazioni a chi vuole intraprendere un viaggio oppure a chi un viaggio non lo può fare e, grazie a noi, può vedere dei posti nuovi.

Ha mai pensato di condurre un format tutto suo sul format incentrato sulla danza? 

Ho pensato a un progetto in cui è coinvolta anche la danza, ma è in una fase embrionale. Credo che il ballo sia un mezzo molto importante, anche terapeutico, per affrontare alcuni blocchi emotivi o limiti, e io credo molto in questo lavoro.