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“Vespa infame” nell’ascensore Rai: indagine e solidarietà bipartisan

Una scritta contro Bruno Vespa compare in un ascensore della sede Rai di via Teulada, scattano denuncia, indagini e un’ondata di reazioni dal mondo politico e aziendale.

8 Ottobre 2025 18:45

È la mattina del 7 ottobre e all’interno di un ascensore della sede Rai di via Teulada a Roma qualcuno nota la scritta “Vespa infame”. Una mano anonima l’ha lasciata in bella vista. La cosa viene segnalata alla sicurezza del palazzo che effettua alcune foto. Il caso passa ai piani superiori e ai funzionari direttivi.

Vespa, scritta minacciosa in Rai

L’azienda ha immediatamente segnalato l’episodio alle forze dell’ordine e avviato verifiche interne per risalire ai responsabili. Un clima teso che arriva a ridosso di una serata televisiva delicata, con Bruno Vespa impegnato sia nella tradizionale striscia quotidiana Cinque Minuti dopo il Tg1 delle 20 sia a Porta a Porta in un momento politicamente teso dopo gli scontri di piazza di questi ultimi giorni e i recenti esiti elettorali di Marche e Calabria.

Dal punto di vista investigativo, la pista privilegiata resta quella dell’azione isolata e anonima, con gli inquirenti chiamati a valutare immagini e accessi per circoscrivere tempi e responsabilità.

Le reazioni di Rai e politica

La direzione di viale Mazzini ha parlato di “episodio grave”, bollandolo come una forma di intimidazione incompatibile con la cultura aziendale del confronto civile. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha condannato “la scritta offensiva e infame”, rivendicando l’impegno del servizio pubblico in difesa di pluralismo e libertà di espressione. Parole di sostegno sono arrivate anche dal presidente facente funzioni Antonio Marano e da esponenti del Consiglio di amministrazione.

Dal mondo politico si è registrata una solidarietà trasversale, con dichiarazioni di esponenti sia di maggioranza che di opposizione che hanno definito l’atto inaccettabile, chiedendo di fare piena luce e riportando il confronto sul terreno delle idee.

Il contesto: le polemiche sulla Flotilla e la risposta di Vespa

Nei giorni scorsi, Bruno Vespa era finito al centro di una polemica per un acceso scambio di vedute con un attivista della Global Sumud Flotilla in collegamento dalla barca Alma. L’episodio risale alla settimana scorsa, martedì: parlando con l’attivista Tony La Piccirella che sosteneva che lo scopo della missione era quello di aprire un canale diretto e senza mediatori, con Gaza Vespa era sbottato: “E allora vi posso dire che non ve ne fotte niente di dare gli aiuti alle persone? Voi volete aprire un canale diretto che non riuscirete ad avere. Lo sapevate prima di partire che Israele non vi consentirà mai di aprire un canale diretto. Quindi rispetto alla polemica per il canale diretto, ve ne infischiate completamente di dare gli aiuti che avete generosamente portato. È una scelta, la rispetto ma basta che sia chiara”.

Bruno Vespa, scritta
La scritta fotografata in uno degli ascensori di via Teulada – Credits Soundsblog.it

“Contavamo sul rispetto del diritto internazionale e sull’intervento degli Stati che si dicono civili”, aveva tentato di spiegare il membro della Flotilla. Ma Vespa lo aveva liquidato… “Va bene, la salutiamo, sappiamo che lei ha altri impegni. Buona navigazione”.

La spedizione si è conclusa con le barche intercettate e i volontari identificati e respinti con il foglio di via.

I portavoce della Flotilla, pur sostendo di fidarsi del cardinale Pizzaballa, il mediatore ecclesiastico a Cipro incaricato di far pervenire gli aiuti a Gaza, avevano insistitito per fare tutto con le proprie forze.

Parla anche Bruno Vespa

Dopo la tempestiva reazione dei vertici della Rai alla scritta, Bruno Vespa ha ringraziato per “la trasversalità dei messaggi solidali” e ha aggiunto: “In 56 anni di televisione non è la prima volta che ricevo minacce. Mi dispiace soprattutto che questa volta vengano da quella che considero la mia casa. Ma ci vuole altro per intimidirmi”. Nei prossimi giorni, l’attenzione resterà puntata sugli esiti delle indagini e sulle eventuali misure interne che la Rai deciderà di adottare per prevenire ulteriori episodi, ribadendo il perimetro del dissenso legittimo dentro e fuori gli studi televisivi.