Home Interviste Italia’s Got Talent, intervista a Frank Matano. Parabola di una carriera tra web e TV: “Cattelan? Noi più simili di quanto sembri”

Italia’s Got Talent, intervista a Frank Matano. Parabola di una carriera tra web e TV: “Cattelan? Noi più simili di quanto sembri”

TvBlog ha incontrato Frank Matano alla vigilia del debutto di Italia’s Got Talent, in onda dal 5 settembre su Disney+.

4 Settembre 2025 09:52

Dal salotto di casa allo studio televisivo: la parabola di Frank Matano è l’esempio di come il web possa trasformarsi in trampolino di lancio per una carriera solida e trasversale. Dai primi scherzi telefonici che lo hanno reso popolare online, l’artista campano ha saputo conquistare il pubblico televisivo con programmi, sketch e film, fino a imporsi come uno dei volti più seguiti e riconoscibili della tv italiana. In questa intervista a TvBlog, racconta i suoi inizi e la “pressione” iniziale, ma soprattutto il viaggio che ha compiuto per arrivare fino ad oggi.

Dal 5 settembre torna in prima serata come giudice di Italia’s Got Talent, programma che lui stesso definisce “lo specchio di quello che accade nella nazione”. Sul debutto del nuovo conduttore Alessandro Cattelan, Matano sottolinea con sorpresa la sintonia nata tra i due: “Ho scoperto che siamo più simili di quanto pensassi”.

 

Un percorso non “tradizionale”, il suo, e una popolarità avuta grazie a YouTube. Come ha vissuto questo passaggio, da idolo del web a personaggio televisivo? Ha mai sentito la pressione di dover dimostrare il suo valore anche agli “addetti ai lavori” che magari all’inizio la guardavano con scetticismo?

Sono stato tra i primi a lavorare sul web e ho iniziato in un periodo in cui non era usuale caricare dei video in rete. Quando mi sono invece affacciato al mondo della tv, ho avvertito un senso di inadeguatezza. Una sensazione che ho avvertito perché gli altri me la facevano notare. C’era della pressione, ma allo stesso tempo la voglia di impegnarmi di più e di non pensarci troppo. Non è stato affatto semplice.

Come ha gestito questa pressione?

Ho avuto la fortuna di incontrare persone che non mi facevano riflettere troppo su questo, come ad esempio Davide Parenti de Le Iene, che è stato per me un grande maestro e che mi ha insegnato molte cose della tv. Mi concentravo sul lavoro, cercavo di fare cose che mi divertivano molto ma cercavo soprattutto di “stare nel momento”. Quando mi guardavo in tv, dicevo sempre: “Chissà se questo è il mio lavoro“. I dubbi mi venivano quando mi vedevo dall’esterno, anziché mentre stavo lavorando.

Cosa ha mantenuto della comicità di YouTube nel suo lavoro attuale, e cosa invece ha dovuto adattare per il pubblico televisivo e cinematografico?

Sul web c’è una comicità estemporanea, più diretta, spontanea e rustica. Queste cose mi hanno aiutato moltissimo quando sono approdato in tv, anche perché in quel periodo portavo della inesperienza ma anche della freschezza. Sembravo diverso, e questo è stato una nota positiva. La comicità ha sempre il fine di far ridere, di essere leggeri e spontanei: tutte armi che giocavano molto a mio favore, una volta uscito dal web.

frank matano intervista
Intervista a Frank Matano – tvblog.it

Mi ha aiutato tanto anche essere figlio di un’americana, aver studiato in America e avere l’ossessione per gli Stati Uniti. Questo ha dato un mix di ingredienti che sono stati, secondo me, vincenti sia sul web che in tv. Ho sfruttato sempre l’arma del mio essere italo-americano, piuttosto che venire dal web e usare solo i meccanismi della rete.

Proprio grazie alle sue influenze americane, pensa di aver portato in Italia uno stile di comicità innovativo? 

Più che innovativo, direi che mi è servito moltissimo avere un’impronta americana. Quella statunitense e italiana sono due tipi di comicità che, se vengono unite, possono continuare a funzionare a loro modo. A me la surrealtà e “demenzialità” americana mi piacciono molto, se unite allo stile italiano.

Tra le sue tante esperienze figura anche quella di LOL, a cui ha partecipato prima come concorrente e poi come co-conduttore. Un programma visto da due punti di vista differenti. Lei quale ha preferito?

Mi è piaciuto stare dentro al tv show e giocare. Guardare LOL è come vedere una partita di nascondino da una panchina: può essere divertente, ma è più bello vedere dove si nascondono, scegliere il posto dove nascondersi, arrivare alla tana prima di chi conta. Per me è più bello stare nel campo di battaglia.

Un’esperienza che ha condiviso con Fedez. Come definireste la vostra collaborazione? Ci sono stati dei diverbi dietro le quinte? 

Nessun diverbio, l’obiettivo è sedersi e commentare quello che si vede. Noi ci divertivamo nel vedere questi comici nella Casa che cercavano di non ridere e di far ridere gli altri. Non c’era molto altro.

Arriviamo al presente. Il 5 settembre parte la nuova edizione di Italia’s Got Talent. Anticipazioni da farci sulla nuova edizione?

Questo format è uno specchio di quello che accade in quel tempo e in quella nazione. Ci saranno delle bellissime storie di talenti italiani a cui non daresti due lire e che poi sono straordinari durante l’esibizione.

frank matano intervista
Intervista a Frank Matano – tvblog.it

Abbiamo dei golden buzzer inaspettati, molto divertenti e belli. C’è l’innesto di Cattelan ed è molto interessante vederlo seduto tra i giudici e non sul palco a presentare. Un altro spoiler che posso fare è la performance di un cane che abbaia solo se sente i Maneskin.

La new entry è appunto Alessandro Cattelan. Lei è un comico molto amato per la sua spontaneità. Cattelan ha invece un’impostazione televisiva comica ma più strutturata. Come si sono mischiati i vostri stili? C’è stata una sorta di “scontro” comico o un’intesa immediata?

Ho scoperto che siamo più simili di quanto pensassi, soprattutto quando lui commentava prima di me e capivo che aveva il mio stesso pensiero. Eravamo quasi sempre sulla stessa frequenza d’onda e, a guardarci, non si direbbe affatto che la pensiamo allo stesso modo, dato che abbiamo due formazioni diverse. Anche lui ama molto l’intrattenimento americano e ci siamo trovati su un sacco di cose; ci siamo divertiti moltissimo insieme.

In qualità di giudice, ha mai avuto dei rimpianti su qualche talent che non avete alla fine portato in finale ma che meritava di più? Quanto è difficile scegliere i talenti? 

Non ci sono stati errori gravissimi, perché un talent forte lo si riconosce subito. In tutte queste edizioni ho forse detto troppi si e dovevo dirne di meno. Il mio problema è quello di essere troppo buono: è difficile dire no, quando tutti coloro che salgono su quel palco si giocano il proprio sogno.