Home Gossip Livio Macchia: età, cause morte, moglie e figli. Addio al chitarrista de I Camaleonti

Livio Macchia: età, cause morte, moglie e figli. Addio al chitarrista de I Camaleonti

Livio Macchia, storico bassista e fondatore della leggendaria band beat italiana I Camaleonti, è morto all’età di 83 anni.

29 Luglio 2025 16:51

Un’altra perdita per il mondo della musica italiana. Dopo quella, degli scorsi giorni, di Censo Valli, Livio Macchia, storico bassista e fondatore della leggendaria band beat italiana I Camaleonti, è morto all’età di 83 anni. Originario di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, Macchia aveva creato il gruppo musicale all’inizio degli anni Sessanta insieme a Paolo De Ceglie e Riki Maiocchi. Il trio, che si incontrò in un club di Milano, il Santa Tecla, dove Livio si era trasferito dalla sua Puglia natale, avrebbe dato vita a uno dei gruppi più influenti del panorama musicale italiano.

Il nome della band, I Camaleonti, fu scelto per simboleggiare la loro capacità di adattarsi e trasformarsi a seconda del pubblico, cambiando repertorio e sonorità a ogni esibizione dal vivo. Questa caratteristica di adattabilità divenne una delle loro peculiarità, ed è stata cruciale nel successo che avrebbero ottenuto negli anni successivi.

La storia della musica italiana

Con il suo gruppo, Macchia ha contribuito a scrivere la storia della musica italiana, con successi senza tempo come L’ora dell’amore, Io per lei, Applausi ed Eternità. Questi brani, che hanno attraversato decenni, hanno reso I Camaleonti una delle band più amate, con oltre 30 milioni di copie vendute e quattro dischi d’oro all’attivo. La loro carriera, lunga più di sei decenni, li ha visti esibirsi in Italia e all’estero, diventando simbolo di un’epoca musicale che ha lasciato un segno indelebile.

Morto Livio Macchia, i Camaleonti
Addio a Livio Macchia de I Camaleonti foto: Facebook @Livio Macchia – (tvblog.it)

Il vero e proprio salto di popolarità per i Camaleonti arrivò nel 1968, con la loro versione in italiano di Homburg dei Procol Harum, intitolata L’ora dell’amore. Il brano fu un successo straordinario, rimanendo per dieci settimane in cima alle classifiche italiane e vendendo oltre 1,5 milioni di copie. Nel loro repertorio, molte altre canzoni di successo furono cover di hit internazionali, come Sha la la la (1966), una reinterpretazione del brano dei messicani-statunitensi The Blendells, che vendette 40.000 copie.

Il 1968 segnò anche un altro trionfo con Applausi, che vendette 900.000 copie e rimase in classifica per dodici settimane. Questo brano divenne anche la sigla del programma televisivo notturno di Gigi Marzullo, Sottovoce. Nel 1973, Perché ti amo vinse il premio Un disco per l’estate, consolidando ulteriormente il successo della band.

Negli anni Settanta, I Camaleonti parteciparono ai principali festival musicali italiani, tra cui il Festival di Sanremo del 1970 con il brano Eternità, che Macchia cantò in duetto con Ornella Vanoni. La band, ormai un’istituzione della musica italiana, si esibì anche al Cantagiro e al Festivalbar. Durante questo periodo, il gruppo iniziò a evolversi, allontanandosi dal genere beat per abbracciare sonorità più melodiche, pur mantenendo il loro inconfondibile stile.

Negli ultimi anni della sua vita, Livio Macchia si era trasferito definitivamente nel Salento, nella zona di Melendugno, vicino alle sue radici familiari. Nonostante le difficoltà causate da una malattia, Macchia ha voluto salutare il suo pubblico con un concerto speciale il 30 giugno scorso, celebrando i 60 anni di carriera dei Camaleonti. L’evento, che si è svolto nel borgo di Roca Nuova, è stato un atto di affetto e testimonianza da parte dell’artista, che ha condiviso il palco con il figlio e alcuni musicisti locali. Questo concerto rappresenta uno degli ultimi saluti di Macchia al suo pubblico, un simbolico omaggio alla sua lunga carriera.