È morto Hulk Hogan, 71 anni: dolore globale per la leggenda del wrestling e pioniere della WWE
La scomparsa di Hulk Hogan scuote il mondo del wrestling professionistico e del grande intrattenimento americano: una carriera epica sul ring, un volto familiare per milioni e un’impronta indelebile nella cultura pop dagli anni ’80 in poi
Stava male da tempo, e le notizie sempre più preoccupanti circa le sue condizioni di salute si erano già diffuse – magari frettolosamente – da qualche giorno.
Il leggendario Hulk Hogan, all’anagrafe Terry Bollea, 71 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Clearwater, Florida, per un arresto cardiaco. La notizia è stata anticipata da TMZ Sports, poi subito ripresa da NBC e Fox e ha purtroppo trovato conferma anche nelle parole dello staff medico intervenuto sul posto e dalla stessa WWE, cui Hulk Hogan aveva legato la sua esistenza. Prima come wrestler poi anche come testimonial e perfomer.
Morto Hulk Hogan, aveva 74 anni
Da tempo Hogan camminava accompagnandosi con un bastone: conseguenze degli innumerevoli bump subiti sul ring e di decenni di voli e di colpi, aggravati da alcune fratture piuttosto gravi. Anni fa era stato operato all’anca che gli era stata completamente ricostruita artificialmente.
Un paio di settimane fa erano già circolate voci sul suo stato di salute legate a un recente intervento al collo; ma la moglie Sky aveva smentito, affermando che “il cuore di Hogan era forte”.
Il volto del “WrestleMania” e pioniere della wrestlingmania
Hulk Hogan è stato uno dei wrestler più influenti di tutti i tempi. Grazie al suo personaggio, a un fisico impressionante – quasi due metri di altezza per 130 chili di peso forma – a una maniacale attenzione per la forma e la costruzione della massa muscolare ma anche a un carisma trascinante, Hullk è stata la fortuna del wrestling professionistico più popolare, quello raccontato a metà anni ’80 dal grande Dam Peterson.
Leggendaria la sua sfida nel 1988 con il mastodontico André the Giant, che Hogan riuscì a sollevare e a schiantare a terra con una delle body-slam più famose di sempre. Un gesto che fece il giro del mondo e diventò un vero e proprio elemento di svolta per costruire il suo mito, e analogamente per la WWE e il suo prodotto più fortunato. Wrestlemania.
Hull Hogan, personaggio globale
Ma il suo successo sul trionfo sul ring non fu la sua unica arma: Hulk Hogan trasformò il wrestling in un intrattenimento di massa per le famiglie, contribuendo a far diventare la WWE una vera potenza globale negli anni Ottanta Sul ring vinse 12 titoli mondiali tra WWE e WCW, con un regno record di 1.474 giorni, e fu protagonista di match epici non solo contro André The Giant, ancora oggi tra i più visti della storia televisiva americana, ma anche contro Ultimate Warrior in un’altra sfida epocale di Wrestlemania che si concluse con la sua clamorosa sconfitta in un match che vide i due miti abbracciarsi al centro del ring in una scena rimasta storica. Era il 1990, Skydome di Toronto e davanti a 70mila persone i due si affontarono per la riunificazione dei due titoli.
The Ultimate Warrior, Jim Hellwig, era incredibilmente scomparso sempre per un attacco cardiaco nel 2008, appena due giorni dopo avere emozionato il mondo salendo sul ring della WWW per un ultima volta, dopo molti anni di liti e di incomprensioni, per essere indotto nella Hall of Fame della compagnia.

L’evoluzione di Hulk Hogan
Nel corso degli anni Hogan cambiò spesso personalità e carattere: il suo passaggio al ruolo di “Hollywood” Hogan nella stable NWOI nel 1996 cambiò le regole del gioco, portando il wrestling verso un pubblico adulto e contribuendo al successo della WCW durante la spietata “Monday Night War” con la vecchia. Ma il suo ruolo da ‘cattivo’ così come la livrea bianca e nera, non convinse mai completamente il pubblico. Che lo portò in trionfo quando – ormai a carriera conclusa – si ripresentava sul ring con i suoi caratteristici atteggiamenti e i suoi colori ufficiali, il giallo e il rosso.
Hull Hogan oltre il ring: attore e protagonista tv
Il successo di Hulk Hogan non si limitò al wrestling: già nel 1979 debuttò al Madison Square Garden, e negli anni Ottanta appare nel film Rocky III accanto a Sylvester Stallone sfidando l’allora campione mondiale dei pesi massimi in una sorta di match precursore di quelle che sarebbero diventate le MMA. La leggenda racconta che Stallone chiese a Hulk di essere quanto più verosimile: ma dopo aver subito una body-slam gli disse…. “ottimo, ma non farmi male…”
Sul fronte televisivo ha partecipato a Hogan Knows Best, il reality-show che lo vide insieme alla famiglia, in particolare la figlia che era interessata a lanciare la sua carriera artistica musicale, tra il 2005 e il 2007. Anche se il programma è stato controverso, troppo simile a quello di Ozzy e degli Osbournes, ha mostrato Hogan sotto una luce inedita, nella sua normalità quotidiana.
Dal wrestling al commercio
Nella vita ha promosso con successo di tutto, diventando un formidabile strumento di marketing. Ha creato lunghe televendite per promuovere lettini e creme solari, programmi dimagranti e di potenziamento fisico, barrette proteiche. Ma anche una famosa griglia per barbecue. Con la relativa salsa americana.
Nel 2024, nonostante l’età, è tornato alla ribalta presentando la sua birra “Real American Beer” e assumendo il ruolo di commissario nella federazione Real American Freestyle, progettata per dare spazio ai lottatori dilettanti e ai giovani talenti realizzando un format televisivo. Con l’ingresso in politica di Donald Trump ha immediatamente investito tutto se stesso nel sostegno dell’attuale presidente americano, grande appassionato di wrestling e del quale era grande amico.
Una dipartita che segna la fine di un’era
La sua morte è stata accolta con dolore e stupore: testate come People, Fox News, Newsweek e E! News hanno ricordato il suo ruolo cruciale nella trasformazione del wrestling e dell’intrattenimento sportivo.
La ex moglie Linda, che con lui aveva condiviso l’esperienza televisiva di Hogan Knows Best ha pubblicato foto e ricordi dei “giorni migliori”, esprimendo il suo cordoglio e rimarcando la perdita personale e collettia.
Hull Hogan, l’eredità di un’icona irriverente
Hogan è stato il primo “face” amato trasversalmente, capace di raccogliere popolarità tra bambini e adulti, trasformando gli show di wrestling in appuntamenti familiari. La sua influenza prosegue nella cultura pop, nei videogiochi, in molti contenuti del wrestling moderno, e nella sua capacità di intrattenere molto al di là del ring.
Indotto nella WWE Hall of Fame nel 2005 e poi ancora nel 2020 come membro del New World Order, Hogan è stato una presenza costante nel cuore dello show business, anche come personaggio controverso, protagonista di pietre miliari televisive.