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Energia in Movimento su Rai Play, l’intervista a Barbara Politi e Angela Tuccia: “Ecosostenibilità? Tutti possono fare qualcosa”

TvBlog ha incontrato Barbara Politi e Angela Tuccia, le due conduttrice di Energia in Movimento, il nuovo programma di Rai Play.

4 Luglio 2025 12:38

Da giovedì 26 giugno è partito su RaiPlay il programma Energia in Movimento, che vede come protagoniste Barbara Politi e Angela Tuccia. Si tratta di un viaggio in due episodi tra Bologna e Bolzano alla scoperta di una mobilità sostenibile, già diventata realtà. Il tv show racconta il modo in cui queste due città simbolo abbiano scelto di guardare avanti e di combinare tecnologia, rispetto per l’ambiente e valorizzazione del territorio. “Offriamo al pubblico un racconto proiettato al futuro” – ha spiegato Marcello Ciannamea, direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali – “che mostra il nostro Paese indirizzarsi verso una mobilità sostenibile, prevedendo l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, sociale ed economico“. Ideato da Angelo Maietta, prodotto da Giacomo Silvestri per Loreb con il supporto tecnico della SFBM (Servizi Fondo Bombole Metano Spa) con amministratore unico Marco Mele, e realizzato con la regia di Andrea Cilento per Rai Contenuti Digitali e Transmediali, Energia in Movimento gode del patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

In questa intervista a TvBlog, Barbara Politi e Angela Tuccia – le due conduttrice – raccontano il vero concetto di energia, l’importanza di credere in un Paese più pulito ed ecosostenibile, non tralasciando le loro rispettive esperienze professionali che hanno permesso ad entrambe di arrivare fin qui.

Barbara Politi: “Soffro i grandi limiti del Mezzogiorno d’Italia, è scandaloso“. L’intervista

Giornalista professionista dal 2009, Barbara Politi ha mosso i primi passi nel mondo del giornalismo sulla carta stampata, collaborando dapprima con il Nuovo Quotidiano di Puglia. Ha lavorato per Studio 100 Tv, per Telenorba e ha condotto anche il TgNorba e il TgNorba 24, sbarcando in seguito sulle reti nazionali. Ambasciatrice della sua Terra, lavora oggi come food ambassador negli eventi di settore e come consulente marketing per aziende e manifestazioni, non rinunciando mai al suo amore per la tv.

Nel corso degli anni la sua carriera si è evoluta, passando dal giornalismo regionale alla conduzione di programmi nazionali. Come ha vissuto questo cambiamento? Secondo lei, qual è il ruolo che ha il giornalismo nella televisione italiana?

Ho vissuto il cambiamento con una grandissima emozione e come un traguardo importante raggiunto. Quest’anno celebro il mio ventennale professionale, e in tutto questo tempo ho sempre fatto molta gavetta e imparato a raccontare la mia Terra. Il primo salto l’ho fatto un paio di anni fa, quando ho condotto un programma tv che svelava proprio dettagli sulla Puglia e sull’enogastronomia pugliese.

barbara politi angela tuccia
Intervista a Barbara Politi e Angela Tuccia (foto Sara Galimberti) – tvblog.it

Quello è stato il primissimo passo, per poi approdare alla conduzione di trasmissioni tv sulle reti Rai che hanno rappresentato una gratificazione professionale molto importante. Il giornalismo è un plus, perché il lavoro di conduttrice è diverso da quello del giornalista. Sento di avere una formazione generalista, perché nasco dai Tg, che consentono di avere un’elasticità tra i vari settori. Sono infatti passata dal cibo all’energia, fino ad arrivare allo sport. Il giornalismo mi permette di “saltare” da un campo all’altro senza mai perdere di vista la capacità di raccontare.

Lei è pugliese. La Puglia ha in sé la caratteristica del buon cibo, ma anche quella dell’allegria e del calore. Quanto ha portato della Puglia in tutta Italia? 

Ho portato tutto, perché sono una “Puglia camminante“. Queste caratteristiche dell’accoglienza, dell’apertura e dell’essere sempre estroversi e solari sono anche caratteristiche mie. Continuo a comunicare la mia Terra mediante i vari progetti, relativi alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari. Ho una forte connotazione enogastronomica, che deve essere sempre un plus e mai etichettante. Questo è sicuramente un segmento che coltivo tanto ma che non è esclusivo nel mio lavoro.

Si è specializzata soprattutto nel mondo del food, ottenendo anche importanti riconoscimenti. Un ambito, questo, molto diffuso in tv negli ultimi anni. Qual è la difficoltà maggiore del parlare di cibo nel piccolo schermo? 

Di cibo si parla tantissimo, ne parlano tutte le reti ma si parla molto di cucina, del fornello, della padella. Ci sono molti show cooking in diretta, ma si racconta meno la cultura del cibo e questa potrebbe essere in realtà la vera sfida. Mi piacerebbe portare meno preparazioni e più diffusioni della cultura del cibo, anche perché questo è l’anno cruciale per la sfida della cucina italiana come patrimonio dell’UNESCO. Si potrebbe parlare del lavoro dei produttori, di olio, di vino e andare alla scoperta di tutto questo grande mondo che va oltre la preparazione di un piatto.

Lei è la protagonista del nuovo programma di Rai Play Energia Movimento. Un’idea nata di istinto o pensata? Quali sono le sue aspettative a riguardo?

L’idea è nata dal professor Angelo Maietta. Quella della transizione energetica è un’altra grande sfida italiana, perché noi raccontiamo due città che sono dei modelli virtuosi e che hanno riconvertito il sistema del trasporto pubblico con energia a idrogeno. Io in prima persona soffro i grandi limiti del Mezzogiorno d’Italia, ed è scandaloso. Questo tema mi ha toccato molto perché anche io subisco le fatiche; da una parte si dice che non bisogna andar via. Io sono con un piede su Roma e con l’altro in Puglia, ma il piede pugliese fatica a resistere perché ogni settimana devo fare un giorno di viaggio per tornare a casa.

Si parla di sostenibilità e ambiente. A suo parere, quale ruolo può avere la tv in questo contesto? A che punto siamo? Bisognerebbe parlarne ancora per molto?

Bisogna ancora parlare tanto, perché questo è un tema che va raccontato alla gente che vive a casa e che può, con delle azioni quotidiane, dare il proprio contributo. Tutti possono fare qualcosa. Veicolare queste tematiche attraverso il mezzo della tv è molto importante.

Perché l’Italia è secondo lei sempre a un passo indietro rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea?

Noi siamo un po’ più lenti su tutto, e sicuramente tra le nazioni europee siamo quelle che recepiscono le nuove norme e tecnologie. Questa è una questione di deformazione culturale; molto spesso si parla di “vita lenta“, che è sicuramente un aspetto che ci contraddistingue, ma che porta anche un risvolto della medaglia: le tante novità arrivano in Italia dopo due-tre anni.

Non siamo pronti, il trasporto può essere un passo importante“. L’intervista ad Angela Tuccia

Attrice, modella e giornalista, Tuccia lavora nel mondo dello spettacolo da sempre. Dapprima ha iniziato la sua attività di modella per poi proseguire quella di personaggio televisivo, partecipando a diversi programmi come Veline, I Migliori Anni e Paperissima Sprint. Il suo percorso si evolve anche sul grande schermo e nel mondo delle serie tv, lavorando in importanti progetti come Un Posto al Sole e la serie Disney I Cavalieri di Castelcorvo. Appassionata di cinema e teatro, continua a lavorare nel mondo dello spettacolo alternando ruoli televisivi e cinematografici.

Oggi conduttrice, ma la sua carriera ha sempre spaziato in vari ambiti. Ha ad esempio lavorato in Don Matteo e Un Posto al Sole. Cosa significa per lei spaziare da un genere all’altro restando sempre fedele a sé stessa?

Sono due mondi completamente diversi, perché la recitazione mi dà una sorta di filtro: posso essere quella che voglio senza essere me stessa, mettendoci comunque le mie emozioni e il mio trascorso, portando in scena tutta la mai emotività nascosta. Nel ruolo di conduttrice sono invece assolutamente me stessa, con tutto il mio carattere. Io nasco in tv con Carlo Conti, ma ad un certo punto ho voluto lasciare quell’ambito perché io caratterialmente sono molto chiusa e timida. Vengo fuori dopo un po’. Il mondo del cinema mi ha sempre aiutato e affascinato, e ho preferito iniziato il percorso attoriale soprattutto in teatro, che rappresenta per me una vita parallela. In quelle due ore si entra in un’altra esistenza, che inizia e finisce sul palcoscenico.

Tra i suoi ruoli più importanti c’è quello della strega Malefica nella serie Disney I Cavalieri di Castelcorvo. Per lei è stata una sfida lavorare con i più piccoli? 

Quello è stato un progetto bellissimo, che prevedeva anche una seconda stagione. Purtroppo è uscito nel periodo del Covid, e per polizze aziendali hanno alla fine deciso di non proseguire. Girare con i bambini è costruttivo, perché loro sono senza nessun filtro, sono veramente dei vulcani e ti insegnano tante cose sul set.

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Intervista a Barbara Politi e Angela Tuccia (foto Sara Galimberti) – tvblog.it

Sono ragazzi piccoli e non abituati a certe dinamiche di set, e quindi a volte bisogna ripetere la scena tante volte. Loro imparavano il copione ma relativamente, perché c’era molta improvvisazione. Il mio era un personaggio fuori dagli schemi, perché dovevo fare la strega cattiva che alla fine diventa buona.

A proposito del programma, in onda su Rai Play, Energia Movimento, com’è stato parlare di energia e sostenibilità in una società in cui questi temi non si sono ancora radicati del tutto?

Oggi è difficile far arrivare il concetto di sostenibilità, perché siamo abituati alla comodità e diventa quasi impossibile togliercele di dosso per cercare di fare qualche sacrificio in più e fare qualcosa di più sostenibile. Far arrivare questo concetto alle nostre generazioni non è semplice, ma ognuno di noi potrebbe in realtà fare qualcosa nel proprio piccolo. Non siamo pronti, anche dal punto di vista alimentare. Il trasporto potrebbe in realtà essere un passo importante.

Pensa che il mondo stia andando in quella direzione? Qual è il modo migliore per “convincere” le persone ad avere una vita più pulita e sostenibile?

C’è bisogno sicuramente una divulgazione televisiva con dei programmi che possano essere sul territorio, mostrando ciò che di bello c’è in Italia e quello che si potrebbe deteriorare. Essendo temi faticosi, è bene farlo in maniera divertente, utilizzando ad esempio i social con delle pillole.