Orietta Berti, intervista a TvBlog: “Non dovevo fare questo lavoro, l’onestà non è facile trovarla. Fedez? Ha sempre dato molto peso alle emozioni”
TvBlog incontra Orietta Berti: ha 82 anni ed è molto amata dai giovani per il suo stile musicale fresco e sempre energico.
Orietta Berti si rinnova di giorno in giorno, pur restando sempre la stessa. È stata questa la forza di una cantante che, da quasi 60 anni, è attiva nel mondo musicale e discografico e che non ha mai rinunciato all’amore per il suo pubblico. Diventata negli ultimi anni uno dei punti di riferimento dei giovanissimi, è tornata a far parlare di sé con il nuovo singolo Cabaret (Time Records), realizzato in collaborazione con Fabio Rovazzi e Fuckyourclique. In questa intervista a TvBlog, racconta le tappe più importanti della sua carriera, il suo rapporto con Fedez e l’evoluzione che ha sempre avuto la sua musica, cambiata ogni anno ma rimasta fedele a sé stessa. E a proposito del mondo discografico odierno, dice: “L’onesta non è facile trovarla“.
Più volte ha detto: “Il vero successo è arrivare al cuore della gente”. Come ha affrontato la popolarità nel corso degli anni e come la affronta oggi?
Io non dovevo fare questo lavoro; ho partecipato da giovanissima a un concorso di Voci Nuove e in giuria c’era l’autore televisivo Giorgio Calabrese, che mi ha proposto di andare a Milano per dei provini. Ci sono andata con il mio papà, che ha però avuto un incidente quattro mesi dopo ed è venuto a mancare. Calabrese mi ha telefonato e mi ha avvisato che ero stata presa. “La mia mamma non vuole che io faccia questo lavoro. Mio papà non c’è più, è successa una disgrazia e io non canto più“, ho risposto io. Lui è partito da Milano e ha convinto la mia mamma. Mi ha portato così in un pensionato di suore: facevo i provini e la sera tornavo lì. Mi hanno quindi fatto cantare le canzoni di Suor Sorriso, che all’epoca faceva concerti in tutto il mondo eccetto in Italia, e hanno venduto questi 14 brani in Vaticano.
Mi hanno mandato a Disco per l’Estate, ho vinto e da quel momento la mia carriera non si è più fermata. Ho sempre collezionato grandi successi, ho partecipato a Sanremo diverse volte, e negli anni ’70 – quando sono usciti i primi cantautori – i miei dirigenti mi hanno fatto cantare anche i brani folk, che hanno avuto un successo enorme. Le persone mi hanno vista crescere e invecchiare insieme a loro.
Negli ultimi anni si è misurata con artisti giovanissimi, ma lei ha in realtà sempre sperimentato generi musicali differenti. Come mai ha avvertito l’esigenza di farlo?
Ho sempre cercato di cambiare, ma non eccessivamente, perché il mio pubblico mi ha sempre voluta così. Ho però sempre voluto dare qualcosa di nuovo a loro e, ascoltando le mie canzoni, non sono mai tutte uguali. Rinnovarsi è anche l’occasione di collaborare con degli autori; mi propongono un pezzo, mi piace e viene anche fatto su misura per me. Da quando ho partecipato nel 2021 a Sanremo, ho avuto un ritorno di carriera incredibile, soprattutto grazie ai giovani. Il mio pubblico è molto giovanile, e anche sui social ricevo sempre dei bellissimi messaggi; molti mi fanno ascoltare brani che vorrebbero che io cantassi. Il social è ora diventato un mio collaboratore artistico.
Non succede a molti artisti degli anni 60/70 restare nell’immaginario collettivo giovanile. I giovani spesso si allontanano dallo stile musicale appartenente ai tempi addietro…
L’idea è stata di Fedez e Achille Lauro, e grazie a loro ho continuato perché tante persone dell’ambiente giovanile mi hanno sempre portato nuove proposte. Ne sono felice. Anche nell’album che uscirà il prossimo Natale per festeggiare i miei 60 anni di carriera, ci sono canzoni molto fresche, giovanili e attuali, perché sono state scritte da ragazzi rapper.
In un’intervista ha detto: “A 81 anni mi sento una rockstar ma purtroppo non ho eredi”. Cosa intendeva dire? Secondo lei, chi tra le cantanti odierne merita una carriera così lunga come la sua?
Ognuna di loro fa emozionare il pubblico, ma dipende anche da loro stesse, dalla voglia e dalla personalità che hanno. Dipende inoltre dai propri collaboratori, perché questo lavoro non lo si fa mai da solo, ci vuole collaborazione. Io non ho mai litigato con nessuno nel mio ambiente, e anche con gli autori con cui ho lavorato in passato è rimasta il legame.
Parliamo ad esempio di Fedez, con cui ha avuto un sodalizio artistico e con cui è anche nata una bella amicizia. Di recente, durante un’intervista, ha detto che lui si è “incattivito” in questo ultimo periodo per via del clamore mediatico in cui è stato coinvolto.
In quei giorni che abbiamo trascorso insieme, io gli ho fatto notare che ora dice sempre parolacce. “Prima non le dicevi“, gli ho detto. Allora lui mi ha risposto che in passato non aveva alle spalle un divorzio e una malattia. A dir la verità, non solo lui: nell’ambiente la situazione è peggiorata. Questi ragazzi hanno un “frasario” che per loro è normalissimo, e anche per me diventa normale perché alla fine ci si abitua. Per via del mio carattere e della mia personalità, mi dà però fastidio quando qualcuno dice le parolacce. Bisogna in realtà capire che questa è la gioventù e la nuova società parla così.
Cosa pensa della nuova “versione” di Fedez?
Secondo me è migliorato molto. La canzone che ha portato a Sanremo è molto bella, è una sua biografia. Io lo trovo anche molto migliorato come cantante, è più sicuro di sé. Lui è molto sensibile e si emoziona tanto; ha sempre dato molto peso alle emozioni. I giovani devono pensare che la salute viene prima di tutto, devono mettersi in testa che il benessere fisico e psicologico è la cosa primaria della vita.
Perché secondo lei ci sono molti giovani artisti che non riescono a gestire la pressione mediatica e si “buttano” in situazioni spiacevoli, o semplicemente decidono di allontanarsi dalle scene?
Non hanno delle persone vicino che gli vogliono bene. Io ho sempre avuto la mia famiglia accanto, che mi ha voluto bene e mi ha consigliato il meglio. Mi sono sempre attorniata di collaboratori onesti, che non si sono mai approfittati di me e questa è una vera fortuna. In questo ambiente, l’onestà non è facile trovarla.
Di recente ha invece pubblicato il singolo Cabaret con Fabio Rovazzi e Fuckyourclique. Anche qui si misura con un pubblico molto giovane.
Stavamo scegliendo le canzoni per il disco invernale, e ho pensato che sarebbe stato un peccato inserire questo pezzo in un progetto per l’inverno, dato che è un brano allegro e che mette subito di buonumore.

L’ho fatta ascoltare a Fabio Rovazzi e lui ha proposto di chiamare anche i Fuckyourclique, dei ragazzi emergenti che piacciono molto ai bambini e ai ragazzini.
Come descriverebbe questa evoluzione del suo pubblico nel corso degli anni?
Io ho un pubblico che era fatto di bambini, ragazzi, mamme. Adesso ho un pubblico molto giovane, e questo mi fa tenerezza, anche perché mi chiedono ancora le canzoni di una volta. Loro amano Tipitipitì, Via dei Ciclamini, Altalena, Finché la barca va, perché le nonne o le mamme le canticchiavano quando loro erano bambini e a me fa molto piacere.
Importante è stata anche la sua esperienza in The Voice Senior e in altri programmi televisivi. Le piacerebbe partecipare a qualche altro prodotto televisivo che non sia prettamente musicale?
Io ho partecipato anche a Quelle Brave Ragazze, un programma televisivo molto premiato. Avrei dovuto farlo anche l’anno successivo ma ero al Grande Fratello, e al mio posto c’è stata Maurisa Laurito. Mi sarebbe piaciuto farlo quest’anno ma purtroppo non c’è più Sandra Milo. Vorrei che gli autori e i produttori avessero un ripensamento, perché era un programma molto bello.
Quali sono i suoi futuri progetti? Altre collaborazioni in serbo?
Il progetto primario è finire il disco entro Natale. Io sono inoltre legata a Mediaset e, se ci sarà da fare ospitate oppure l’opinionista fissa, lo dovrò fare.