Report, proteste e malumori. La Rai risponde alle polemiche
Il “caso Report” scatena le polemiche in redazione e tra il pubblico. Cosa accadrà davvero al programma d’inchiesta di Sigfrido Ranucci?
La nuova stagione televisiva non è ancora iniziata e già un caso infiamma Viale Mazzini. La Rai è finita al centro di polemiche accese dopo la notizia, trapelata negli ultimi giorni, dei tagli significativi al numero delle puntate di Report, lo storico programma di inchieste condotto da Sigfrido Ranucci.
Secondo le ultime indiscrezioni Report perderà quattro appuntamenti. Una sforbiciata che non risparmia nemmeno Presadiretta, di Riccardo Iacona, che andrà in onda con due puntate in meno rispetto all’anno precedente.
Una decisione che ha immediatamente provocato un’ondata di malumori e che sta già assumendo i contorni di una vera e propria frattura all’interno dell’area Approfondimento della tv pubblica.
Si getta benzina sul fuoco
Per molti il taglio non è solo numerico: si tratta di un vero e proprio segnale. La Rai, d’altronde, ha già chiuso format come Agorà Weekend, Rebus, Tango e Generazione Z, e la riduzione dell’offerta giornalistica più scomoda e investigativa ha alimentato sospetti e preoccupazioni.
L’irritazione in redazione è palpabile e secondo fonti vicine alla struttura il Cdr del settore Approfondimento starebbe seriamente valutando la possibilità di una mozione di sfiducia nei confronti del direttore Paolo Corsini.
A far scatenare ancor di più la polemica sono i precedenti. Solo pochi mesi fa Ranucci aveva denunciato la richiesta dell’azienda di allungare le puntate di mezz’ora senza aumentare il budget; oggi, al contrario, si tagliano episodi a una trasmissione che continua a garantire ottimi ascolti (oltre il 9% di share in una delle serata più “complesse” del palinsesto, quelle della domenica).
Le parole di Giampaolo Rossi e Stefano Coletta
Nel tentativo di placare le polemiche sono oggi intervenuti in conferenza stampa l’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi e il direttore del Coordinamento editoriale Stefano Coletta. Rossi ha definito comprensibili e anche un po’ esagerate le critiche di questi giorni spiegando che le scelte fatte non sono certo frutto di improvvisazioni ma analizzate a lungo attraverso valutazioni economiche e di mercato.

L’obiettivo, ha detto, è quello di “ottimizzare” e garantire “coerenza creativa e televisiva”. Coletta, da parte sua, ha sottolineato come la riorganizzazione si sia resa necessaria per dare un senso più lineare alla programmazione, giudicata spesso frammentata e dispersiva per il pubblico.
Alla base delle scelte, ha aggiunto, c’è una motivazione economica imposta da un decreto governativo, che avrebbe spinto la Rai a dare priorità alla gestione manageriale a scapito delle ambizioni editoriali. Ha inoltre precisato che il 2026 sarà un anno decisivo per il servizio pubblico, con possibile acquisto dei diritti dei Mondiali e la riorganizzazione legata alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina che potrebbero andare a modificare i palinsesti.
Alla domanda di un giornalista su un possibile ridimensionamento di Report, i vertici rispondono: “Stiamo parlando dei palinsesti che arrivano fino a dicembre e vi abbiamo dato un’anticipazione di quello che avverrà fino al 31 maggio. Quindi in questo momento non sono previsti tagli alle puntate di Report fino alla fine della stagione“.
E poi: “La stagione estiva è un po’ particolare per vari motivi. Se dovessimo prendere i mondiali probabilmente alcune di queste partite atterrebbero anche su Rai 3. Fin quando non conosciamo innanzitutto se abbiamo preso i diritti e il calendario delle partite, non è possibile oggi a giugno 2025 ipotizzare quello che succederà a giugno 2026”.