Intervista col direttore: Alessandro Grieco (Comedy Central)
Il direttore di Comedy Central Alessandro Grieco è ospite oggi a TvBlog per raccontarci il suo canale, le sue strategie e gli obbiettivi per il futuro
Proseguono parallelamente alla nostra rubrica “La Tv degli altri canali”, le interviste con i direttori di queste reti. Un tentativo il nostro di dare visibilità a queste realtà ed ai loro responsabili, canali spesso schiacciati dalle 7 sorelle generaliste che attirano verso di se quasi tutto lo spazio dei media specializzati di televisione, compreso il nostro. Oggi è la volta di Alessandro Grieco direttore di Comedy Central, il canale presente nel bouquet Sky al numero 122 e con la programmazione differita di un ora al 123. Vediamo dunque di capire qualcosa di più di questa rete attraverso alcune domande che abbiamo rivolto al direttore Grieco.
Quale è la produzione più rappresentativa del canale? In altre parole mi dice il titolo di un programma da stampigliare sul biglietto da visita di Comedy Central?
Metropolis e SCQR (Sono Comici Questi Romani) con i due volti simbolo Omar Fantini e Antonio Giuliani. Quest’ultimo, con un’incredibile banda di bravissimi artisti romani, è il capocomico di SCQR (Sono Comici Questi Romani) in onda ogni lunedì sera alle 21.00. Omar, che da tempo lavora con noi, conduce da giovedì 6 dicembre Metropolis, un grande show che propone il meglio dei nuovi talenti comici italiani. Sono i due recenti tasselli che accolgono l’anima del canale: una vetrina di giovani talenti radicati nel territorio italiano. Dal punto di vista Internazionale (Comedy Central è presente in 15 paesi) è sicuramente South Park: l’icona di una comicità inventiva e irriverente.
La sua rete ospita anche produzioni nate e pensate per altri canali, non si rischia in questo modo di non avere un’identità di rete propria ?
La Brand Identity (come si usa dire oggi) è ovviamente costruita sulle nostre produzioni, tra i canali pay siamo uno di quelli che offrono più ore all’anno di autoprodotto. Scegliamo comunque di acquisire programmi di altri che riteniamo in linea con i gusti del nostro pubblico. Crozza e I soliti Idioti sono i due estremi di un mondo comico a cui sentiamo di appartenere. Poi, per citare Woody Allen: “Basta che funzioni!”
Sul Comedy Central ci sono molte trasmissioni comiche, quale è a suo giudizio la strada maestra per questo tipo di programmi ?
L’inizio di Back in town di George Carlin o i titoli di testa di Louie rappresentano bene l’idea del formato che seguiamo: il comico è una persona normale che mangia nei fast food, attraversa le strade (non a caso New York in entrambi gli esempi) ed entra in un teatro. La scena è spoglia, basta un microfono e il pubblico. E in quel momento il comico diventa artista e riesce a restituire la vita quotidiana attraverso uno sguardo catartico, laterale, contaminato, nuovo e, soprattutto, divertente. Per noi questa è la strada maestra.
Dicevamo appunto di molta comicità ma forse poca satira autoprodotta. Pensate di produrre questo tipo di trasmissioni in futuro, oppure credete che non siano adatte alla vostra rete?
Lo sono. I programmi di satira che abbiamo sono molto amati dai nostri spettatori. Sul lato dell’autoproduzione, abbiamo spesso studiato format satirici ma finora abbiamo rinunciato perché ci servono produzioni che vivano il più possibile nel tempo e il genere satirico, nutrendosi di attualità ha un tempo di vita molto breve, soprattutto per la nostra situazione politica che talvolta non potrebbe essere immaginata neanche dal più fantasioso dei comici. Detto questo un po’ di satira c’è su Comedy Central , penso a South Park, che da sempre fa una satira d’avanguardia sulle mode e sui consumi popolari, e poi alle acquisizioni dei programmi di Crozza e di Sabina Guzzanti.
Come sono i vostri dati di ascolto, su quali fasce siete più forti e quale è l’identikit del vostro telespettatore tipo ?
Nel 2012 il brand ha raccolto, ad oggi, un ascolto medio sul 7/2 di 10,3 mila telespettatori pari ad uno share medio dello 0,40% sul bacino di individui abbonati Sky, con picchi di ascolto medio nel mese di ottobre di 12 mila spettatori. Il canale sta crescendo anche nella fascia di seconda serata (23.00-2.00) con oltre 17.000 telespettatori medi. I migliori risultati d’ascolto assoluto li otteniamo naturalmente in fascia prime time (21.00-23.00) dove abbiamo registrato oltre 70 mila telespettatori. Il nostro pubblico è giovane e centrale: il 38% ha tra i 25 e i 44 anni. Siamo anche ben bilanciati nei sessi: con il 55% di pubblico maschile e il 45% di donne.
Come si leggono i dati di ascolto per un canale tematico e presente solamente sulla piattaforma satellitare come il vostro ?
Freccero, in un contributo al vostro blog, sostiene che i dati vanno studiati con la freddezza scientifica “dei cardiologi che analizzano un elettrocardiogramma”. Ci dicono tanto, ma non tutto. Purtroppo i dati Auditel ci hanno costretto a rinunciare a programmi da me molto amati come The Sarah Silvermann Program. Oggi, soprattutto per canali moderni e dinamici, contano molto la presenza sui social network, i commenti su Internet. Gli strumenti con cui effettuare ricerche qualitative sul pubblico sono sempre più sofisticati. Sono anche questi dati che ci aiutano nelle riflessioni alla base della costruzione della nostra offerta.
Avete in mente per il futuro di passare anche al digitale terrestre e rendere la vostra rete gratuita ?
Siamo orgogliosi della partnership costruita con Sky e speriamo di lavorare sempre in tandem con la piattaforma pay. Al momento questa è la nostra casa, e ci troviamo bene.
Quali sono attualmente le percentuali di produzioni proprie e di produzioni nate su altre canali che vanno in onda su Comedy Central e a che cifre volete arrivare per il futuro ?
Attualmente produciamo il 70% delle ore italiane del nostro palinsesto che sono più della metà dell’emesso totale. Per il futuro ci piacerebbe incentivare le co-produzioni con altri canali in modo da disegnare insieme nuovi show. Oggi si comincia a capire che se un buon programma gira su più piattaforme (sat, pay, dtt, web) anche di differenti editori, cresce in notorietà ed avvantaggia tutti gli attori in gioco.
Ha dei progetti e dei volti da anticiparci per il futuro di Comedy Central ? Sogni nel cassetto ?
Siamo molto contenti del progetto Metropolis (che ha debuttato giovedì 6 dicembre) e spero che sarà amato allo stesso modo dai nostri spettatori. Partiremo con Happily Divorced, una sitcom inedita che vede il ritorno della tata Fran Drescher nei panni della moglie di un marito gay (doppiato da Gioele Dix). Nel 2013 poi avremo la seconda edizione di Amici @ letto, la nostra webseries con Melissa Satta e Omar Fantini; una nuova edizione di Copernico, ampliata e migliorata come i comici liguri devono meritare. Inoltre avremo la prossima attesissima stagione di Community dopo il terremoto creativo che ha subìto; e per la primavera stiamo lavorando ad un nuovo formato che mescola il linguaggio scripted della fiction col mondo del teatro e del cabaret.
Perché il lettore di TvBlog che ci sta leggendo ora e che non conosce il canale che lei dirige, dovrebbe sintonizzarsi su Comedy Central ?
Perché come diceva Chaplin: “Un giorno senza ridere è un giorno sprecato” e soprattutto oggi, che viviamo tempi difficili, una risata ci può fare davvero bene. Su Comedy Central , in qualsiasi momento, il nostro spettatore può trovare un sorriso.
Grazie al direttore Grieco ed in bocca al lupo per i traguardi futuri.