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Tv Blog intervista Matteo Gatti: Non rosico per niente, la mia non vittoria è una vittoria

Intervista a Matteo Gatti: secondo classificato della prima edizione di The Apprentice Italia con Flavio Briatore

di grazias
pubblicato 24 Ottobre 2012 aggiornato 4 Settembre 2020 00:45

Matteo Gatti, il venditore bresciano superfavorito alla vittoria di The Apprentice, si è classificato secondo durante la finale del talent show professionale di Cielo andata in onda ieri sera. Flavio Briatore non l’ha scelto, ma per l’occhialuto venditore dalle giacche corte pare si siano aperte molte porte (del business ovviamente, ma non solo). Ecco quello che ci ha raccontato:

Domanda d’obbligo (che ho già fatto a Francesco Menegazzo): Matteo Gatti preferisce che gli si dia del tu o del lei?

Del voi, naturalmente.

Bene, Vostra Altezza Matteo Gatti, partiamo da una Vostra dichiarazione tratta dalla finale di ieri sera: “Se vince Menegazzo io non ho capito un cazzo”. Come la mettiamo?

Lo dico anche ora. Se tu bevi due tipi di caffè, puoi dire quale preferisci ed è una sfida ad armi pari. Io e Francesco però, siamo come un tè e un caffè: due cose completamente diverse quindi non paragonabili.

Molti Vi davano per vincitore. Pensate che se ci fosse stata una modalità di televoto ad influenzare il boss, avreste vinto?

Ovviamente sì, è naturale. Io su Facebook ho 25mila fan, Menegazzo 800. Non c’è neanche bisogno di essere bravi a fare i conti per capire la differenza di gradimento. Proprio per questo a me sono arrivate un sacco di proposte lavorative, anche da parte della televisione…

Davvero? Voglio saperne di più…Ma il boss si è più fatto sentire? C’era una bella sintonia tra voi…

Allora per quanto riguarda la televisione, giovedì sarò in diretta su Qvc, ma non c’è solo questo: pensa che domenica la Ventura mi ha invitato come ospite a Cielo che Gol! e non vedo l’ora di andarci. Oltre a questo, naturalmente, grandi brand internazionali hanno visto chi è Matteo Gatti e adesso propongono collaborazioni di vario tipo. Il boss l’ho sentito giusto stamattina…

E che ti ha detto (perdona l’insolenza ma il giochetto del “voi” mi ha stufato)?

Mi ha detto che il numero uno sono io e che ha scelto Menegazzo perchè gli serviva un amministrativo e non un commerciale. In ogni caso Matteo Gatti non è fuori, sappiatelo. La mia non vittoria è una vittoria.


Intanto però il contratto vero e proprio ce l’ha solo Menegazzo. Si è meritato la vittoria, secondo te?

Certo che sì: era giusto che vincesse lui perchè usciva da un brutto periodo della sua vita e aveva bisogno di cambiamento. Penso che potrà lavorare bene, ma dovrà tirare fuori le palle. Alla vittoria lo sappiamo come ci è arrivato, ora dovrà dimostrare di più altrimenti sarà fuori.

Ah sì? Lo sappiamo? Ti riferisci al tuo stato Facebook di ieri sera? Cito testualmente: “Piangere porta sempre i suoi frutti”. Ma già che siamo in tema, mi spieghi l’accenno alla meritocrazia? Insomma, per dirla brutalmente: Menegazzo è plurilaureato, a te manca persino il diploma:

Io sono un self made man, mi sono costruito da solo senza stare sui libri. Ho molta stima verso il boss, naturalmente, ma il dato di fatto è che ha fatto vincere uno che ha perso 8 prove su 10 (e tutte contro di me). Per questo, di pancia, ieri sera ho scritto quello stato. Detto questo, come dicevo, la storia del padre deceduto ha sicuramente aiutato Menegazzo a guadagnarsi la vittoria. Anche io ho avuto un lutto poco prima di partecipare, ma penso che togliere i morti da sottoterra non porti da nessuna parte.

Ah, l’hai scritto “di pancia” a settimane dalla registrazione, capisco. Detto questo, ho un’ultima domanda per te: Qual è la capitale del Giappone?

Hong Kong, naturalmente. Scherzi a parte: ero così teso quel giorno che anche se mi avessero chiesto il nome di mia madre avrei risposto Hong Kong, giuro.

Bene, questa la chiacchierata. Ora la palla passa a voi: Matteo Gatti è un rosicone o davvero non ha nulla da invidiare a Menegazzo?

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