C’è un bel saggio di Karl Popper, filosofo del novecento noto per il rifiuto e la critica dell’induzion e per la proposta della falsificabilità come criterio di demarcazione tra scienza e metafisica - addentrarsi oltre nelle spiegazioni non ci è dato, da queste parti, ma si possono pur sempre suggerire approfondimenti - un saggio che dovrebbero leggere tutti gli appassionati di tv, ma anche tutti gli addetti ai lavori, ma anche tutti coloro che vogliono occuparsi di comunicazione in senso lato. Si intitola Cattiva maestra televisione.
La citazione è d’obbiligo per citare ulteriormente le recenti dichiarazioni di Pupi Avati, recente vincitore dell’Agave di cristallo per i dialoghi de Il cuore altrove (premio speciale. I vincitori assoluti sono stati Gianni Zanasi con ‘Non pensarci’ e Salvatore Maira con ‘Valzer’); dichiarazioni che hanno molto a che vedere con la tv e con il suo essere cattiva maestra (si vedano in merito anche le vecchie esternazioni del regista commentate in questo post di Lord Lucas).
La tv e’ una pessima maestra. Per lei non ho simpatia né riconoscenza, ha detto Pupi Avati, vincitore del premio Agave di cristallo. Non e’ vero che vanno avanti nello show business solo i raccomandati amici dei politici e i belli. Se si ha una propria identità forte, se c’é professionalità, se c’è il talento, i risultati arrivano. E’ un peccato che ai giovani si faccia intendere che il nostro Paese è solo negatività. Questa e’ la cattiva lezione della tv.
Ora. Scagliarsi in questo modo contro la televisione è forse un po’ facile. Ma a onor del vero la posizione di Avati è altamente condivisibile: da vallettopoli alle raccomandazioni, dalle segnalazioni ai reality show, la tv italiana sembra sempre più il modello del successo facile ottenuto senza alcuna abilità o talento particolari.
Strali facili, dunque, quelli di Avati. Ma anche veritieri.
ph99
01 giu 2008 - 17:12 - #1Praticamente Brachino dovrà smentire Avati(”la tv non deve educare”)che afferma che la tv è una cattiva maestra…
Malaparte qui possiamo postare noi “tapini” non registrati?
Malaparte
01 giu 2008 - 17:20 - #2direi di sì :)
w la rai il ritorno 4
01 giu 2008 - 17:24 - #3Se si vogliono fare le cose seriamente permettete tutti di poter esprimere la propria voce liberamente e di permettere la registrazione anche a quelli bannati senza motivo, senza aver offeso mai nessuno, se no diventa tutto una pastetta ad uso e consumo di quelli che vogliono un post auditel con censura e senza contradditorio serio.
Jimlm
01 giu 2008 - 17:35 - #4@ w la rai il ritorno 4
il contraddittorio ora ci vuole anche nei commenti su tvblog???
Del tipo…se a me nn piace un programma…deve esserci qualcuno che lo difende altrimenti nn c’è contraddittorio?
Nn conosco le esatte motivazioni dell’ “obbligo” di registrazione nel post auditel,ma spesso ho notato che molte persone (il più delle volte nn registrate) scambiano quel post come una sorta di chat oppure come un luogo dove sfogarsi parlando a vanvera ed offendendo gli altri.
Quanto a Pupi Avati…l’ultima frase del post di Malaparte dice tutto.
Parole facili,ma veritiere.
Del resto la verità è molto più semplice da raggiungere di si possa pensare.
Un Brachino può decantare per ore le qualità di Lucignolo (inchieste giornalistiche,specchio della realtà dei giovani,ecc.) ma credo che nn sia difficile capire che quella trasmissione è esclusiva mostra di seni e deretani.
La gnocca tira in tv…lo sanno tutti ormai.
La cosa seccante è quando vogliono far passare le cose diverse da come sono.
_p
01 giu 2008 - 17:38 - #5Non vedo quale sia il problema nel forzare la registrazione (dopotutto chiede solo l’email, mica nome, cognome o n° di carta di credito), ed è altrettanto giusto bannare chi si comporta male… tutto questo non è certo “censura” o “pastetta”, ma semplici regole della buona convivenza che si è costretti a imporre per la maleducazione di pochi… questa è la mia opinione. E anche se fosse, dopotutto questa non è casa nostra, e si sta alle regole del posto dove ci si trova.
PS. Concordo pienamente con Avati.
marco51
01 giu 2008 - 17:43 - #6Saranno veritieri gli strali lanciati da Pupi Avati sulla televisione ma risulta anche che per le sue produzioni lo stesso distribuisce paghe da fame, non solo, ma tempo fa per giustificare il flop del suo ultimo film accusò la troupe di non aver fatto “passa parola” tra gli stessi familiari inviando una mail di protesta alle maestranze.
Picchiatello
01 giu 2008 - 17:53 - #7Sicuramente le parole di Avati hanno un senso, c’e’ da ricordare pero’ che viviamo un momento difficile in cui le produzioni viaggiano con pochi soldi e la qualità tanto decantata in ambiti ance diveri da quello televisivo sta’ scoprendo nuovi lidi. Per quando riguarda il mezzo televisivo con i nuovi canali digitali grande parte della “qualità” verrà riversata su questo fronte, resteranno fuori solamente i grandi talk show, fiction e spettacolini orripilanti che un pubblico “pagante” rifiuta a priori.
massimiliano
01 giu 2008 - 18:08 - #8mi pare che nel mondo del cinema italiano si usino spesso personaggi , di dubbia qualità artistica, usciti proprio da quella cattiva maestra che è la tv.Pupi Avati forse in primis se la doveva prendere con i suoi colleghi che di questa tv se ne servono eccome .
Zen
01 giu 2008 - 19:30 - #9Avati ha più volte utilizzato attori esordienti (ad esempio, Katia Ricciarelli) facendoli ben figurare. Ma non tutti hanno la sua capacità: più spesso gli esordienti, semplicemente, recitano, conducono, cantano o ballano male.
A me preoccupa più chi si improvvisa in un campo, togliendo il posto a giovani più titolati che vorrebbero avere l’occasione di sfondare.
AntonellaP
01 giu 2008 - 20:04 - #10Consiglio a tutti la lettura del testo di Karl Popper, è del 1994, edizioni Marsilio collana Reset; l’avevo studiato a scuola, ma l’ho usato anche per la mia tesi di laurea, vi assicuro che è davvero interessante.
Ma!nO
01 giu 2008 - 21:04 - #11La tv è cattiva maestra se a guardarla è chi non ha cervello.
italo moscati
01 giu 2008 - 22:27 - #12Caro Malaparte, ero a Lerici nella giuria che ha attribuito i premi Agave d’argento. Si tratta di una manifestazione che ha individuato un tema ingiustamente trascurato finora:
l’importanza dei dialoghi nel lavoro di un film (ma anche di una fiction). Ho preso parte volentieri a una serata con Scola, Zanasi, Maira, Gregoretti, tutti in gran forma. In quanto a Pupi Avati, premiato per primo, posso dire che fa dichiarazioni molto assennate e credibili. Cominciò con il cinema è stata la televisione che lo ha sostenuto e poi rilanciato nel cinema, merito più suo che non della tv (che da anni non riesce a “produrre” un autore, un regista). La parola “pessima” non mi piace. La tv è maestra, o meglio credo di esserlo ancora ma è sorpassata ogni giorno di più dall’incrocio dei canali e dei satelliti; e non solo. E’ quella che è, cambia di continuo e cambierà ancora. Preferisco mettere l’accento su chi guarda. Siamo noi, spettatori e pubblico, anche non dediti all’alcol della “maestra”, che dobbiamo migliorare…a guardare. Popper parlava di una patente per chi fa la tv. Molta acqua è passata sotto i ponti. La patente dobbiamo prenderla noi. La tv di oggi ci apparirebbe sotto una luce realistica: come un intreccio di interessi, di calcoli pubblicitar e di auditel, di incompetenze e di sporadici bagliori, di continuità monotona e di acuti (sempre meno). Dunque, vediamo come si prende la patente da spettatori doc. La negatività non si diffonde grazie alla tv, unica responsaile. Si pensi alle denunce dei libri “Gomorra”, “La casta”, “La deriva”, “L’altra casta”, i libri di Gomez e Travaglio…la monnezza che i giornali e la tv fotografanoi …i film di Garrone e Sorrentino….Che c’entra la tv cattiva maestra?
Raf
01 giu 2008 - 23:05 - #13E’ significativo che le accuse, anche quelle “facili”, alla tivù vengano mosse da personaggi importanti, come Avati. E’ sintomo che qualcosa non va.
Guendy50
02 giu 2008 - 07:41 - #14“Non e’ vero che vanno avanti nello show business solo i raccomandati amici dei politici e i belli. Se si ha una propria identità forte, se c’é professionalità, se c’è il talento, i risultati arrivano”. Se lo dice Avati (che a me piace molto), posso arrivare anche a crederci, ma, se per caso lui si riferisse ad un “certo” Carlo delle Piane,che riunisce tutte e tre le caratteristiche da lui descritte per avere successo, beh, mi sembra che oggi come oggi, di attori come lui, non se ne trovino più.
PieroGiuseppe
02 giu 2008 - 14:11 - #15La televisione è lo specchio di una parte della società.
Capita, alle volte, che sia essenzialmente lo specchio del suo ventre molle.
cayenna
01 nov 2008 - 18:54 - #16quoto sia pierogiuseppe che ma!no. E aggiungo che la possibilità di influire sulla programmazione televisiva che viene data sul web, in questo come in altri forum, non è da disprezzare. La televisione fà parte della nostra vita, come l’automobile o gli elettrodomestici. Sta anche a noi fruitori farci sentire per avere miglioramenti.