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"In prova" di All Music: il mondo del lavoro, un po' marchettaro

Pubblicato: 16 apr 2008 da kaos

In prova All musicIn prova“, il programma di All Music giunto alla sua terza edizione, è un bel format di cui poco si è parlato nel web e che ha avuto ancora pochissima attenzione. La trasmissione in onda dal 19 febbraio ogni martedì alle 21.30 è condotto dalla direttrice del mensile Velvet Michela Gattermayer, una donna di incredibile impatto televisivo, con il suo incedere formale, i capelli da Morticia Addams e un enorme tatuaggio sulla spalla destra.

Il programma ha come obiettivo mettere in prova un giovane studente e aspirante professionista alle prese con un mini stage di alcuni giorni, periodo nel quale il protagonista della puntata dovrà realizzare un progetto che venga incontro ad un esigenza specifica dell’azienda di turno. Nel caso della puntata osservata si è misurato il bell’Andrea, studente di Industrial Design allo IED di 22 anni, che ha dovuto elaborare una scatola di caramelle omaggio per bambini di un famoso parco con delfini, pesci e percorsi d’avventura legati al mondo del mare, l’Oltremare di Rimini.

Si scontrano due mondi: quello promozionale nel quale “con la scusa di conoscere dove lavorerai” viene mostrata a mò di lungo spot il parco e l’altro, l’effettiva importanza nell’avere gli stessi elementi dello stagista per lavorare al progetto. Lo studente interagisce con il personale interno mostrando tutte le varie fasi di realizzazione del prodotto e dell’idea, non senza parecchie difficoltà.

Se l’impostazione fosse più da documentario che da finto reality, tutto ne gioverebbe in spontaneità. La sostanza però rimane: lo spettatore, nell’ora abbondante di programma ha tutto il tempo per immedesimarsi, spremere le meningi, giudicare l’elaborato e sentire la grande passione di un ragazzo più o meno talentuoso che affronta il mondo del lavoro per la prima volta. Un modo per scoprire come funzionano i nuovi mestieri, come si affronta un colloquio di lavoro e per scoprire quali figure professionali ci sono dietro un’azienda.

Stonati ma funzionali le mini rubriche su moda, viaggi e tendenze con i quali il filmato dello stage viene intervallato per tre volte. Dissonanti ma necessarie per spezzare il percorso di sviluppo della puntata, accrescendo l’attesa sul “come andrà a finire”. Nei tempi duri della precarietà, vedere persone che studiano e tentano concretamente la strada del lavoro riuscendoci è emozionante. Vedere che tutto questo accade con il contributo di un meccanismo promozionale evidente, un po’ meno.

E’ possibile vedere tutti gli episodi sul sito ufficiale di All Music.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Picchiatello

    Picchiatello

    16 apr 2008 - 10:07 - #1
    1 punto
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    Permettetemi sempre di precarietà si tratta stage gratuito…e poi vorrei sapere come vengono selezionati i candiati…in base al voto ? alle raccomandazioni? Piu’ che altro il tutto e’ una sponsorizzazione alla società ospitante…

  • s.

    16 apr 2008 - 12:25 - #2
    0 punti
    Up Down

    A me invece il programma piace. Sarà che mi immedesimo con la entusiasmante “vita da stagista” dei protagonisti…Lo trovo davvero ben fatto e piacevole e sinceramente l’aspetto markettaro non è così evidente come sottolineate.

  • Redazione "In prova"

    16 apr 2008 - 17:50 - #3
    0 punti
    Up Down

    Per Picchiatello:
    gli stagisti di “In prova” sono stati selezionati tra oltre 400 studenti dei più importanti istituti italiani di moda e design.
    I parametri che abbiamo usato sono stati nell’ordine:
    1) talento e creatività dopo un’accurata visione dei lavori fatti a scuola (ovviamente a discrezione dei nostri responsabili casting);
    2) spontaneità e proprietà di linguaggio;
    Per quanto riguarda lo stage non retribuito, crediamo che l’investimento dei nostri stagisti consista soprattutto nella possibilità di misurarsi con il mondo del lavoro in una grande azienda del settore. L’apparire in tv è un elemento del tutto secondario e questo, secondo noi, è un elemento forza del programma.
    Ciao.
    La redazione

  • verobritney

    23 apr 2008 - 03:13 - #4
    0 punti
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    in che senso le mini rubriche sono “stonati” e “dissonanti”?

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