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Tvblogger per l'estate 2007 /32

Pubblicato: 14 ago 2007 da Lord Lucas

Prosegue l’appuntamento più fresco dell’estate di Tvblog con un confronto molto interessante. Un nostro fedele lettore, infatti, ha rilevato dei singolari punti di contatto tra un telefilm in onda in prima tv, Boston Legal, e un serial di qualche anno fa entrato nell’Olimpo della serialità cult, Ally McBeal.

Boston Legal & Ally McBeal… separati alla nascita?
di Nonsonodante

Ho aspettato a scrivere questo post per poter valutare meglio il nuovo telefilm che Retequattro trasmette il sabato sera in seconda serata, Boston Legal. Ho voluto seguirla prima di giungere a conclusioni affrettate, ma devo dire che, più la guardo, più ci trovo elementi in comune con Ally McBeal. Ma andiamo con ordine.
La cosa che salta più all’occhio è, ovviamente, l’ambientazione: tutte e due le serie hanno come sede uno studio legale (entrambi a Boston) e, di conseguenza, chi ci lavora (fidanzati, coniugi e vari familiari annessi). Se in Ally Mcbeal, però, la particolarità stava nel bagno unisex, dove avvocati di entrambi i sessi si lasciavano andare a confidenze e svelavano colpi di scena tragicomici, nella nuova serie c’è una terrazza, dalla quale assistiamo a litigi, confessioni e, anche qui, colpi di scena.
Usciti dal lavoro, entrambi i gruppi si ritrovano in locali eleganti e alla moda, mai chiassosi, ma sempre accompagnati da colonne sonore che rendono il clima dello stesso sulla identica linea degli studi legali prestigiosissimi in cui i protagonisti passano le giornate.
Se poi si fa una ricerca su entrambi i prodotti, si viene a scoprire che sono stati creati dallo stesso autore, David E. Kelly, il quale ha anche creato The Practice, altro legal-drama, il che ci fa presumere che abbia preso una specializzazione in “telefilm a carattere giudiziario”. Ma questa è un’altra storia.


Tornando ai telefilm, entrambi, prima degli stessi casi di puntata (sempre singolari e, a volte, surreali), giocano molto sui personaggi, che non sono semplici avvocati determinati a vincere le cause che seguono, ma persone che spesso e volentieri nella valigetta si portano, oltre alle arringhe, anche le proprie storie private: dall’incontro di Ally col suo ex-fidanzato, poi sposatosi con una collega di lavoro, al fondatore dello studio legale che si trova a combattere in aula contro il proprio figlio (al quale, poi, nella terrazza di cui sopra, svelerà di non essere il vero padre).
David E. Kelley, inoltre, mostra una particolare passione per la psichiatria, dal momento che numerosi personaggi ne hanno a che fare, direttamente o no, in entrambe le serie, come se l’autore volesse mostrare l’aspetto borderline di persone che fanno di tutto per apparire forti e potenti: in “Ally Mcbeal” John Cage si fidanza con una donna affetta dalla Sindrome di Tourette, che la porta a dire cose insensate e fuori luogo, mentre lui è ossessionato da Barry White (tant’è che se lo immagina mentre bacia la bellissima fidanzata e ne intona un brano prima dei processi), e la stessa Ally ha delle visioni che non si sa spiegare, ma che sono diventare un cult della serie.
A questi “casi”, rispondono in Boston Legal: un socio fondatore ricoverato in manicomio e fan della prima linea di Perry Mason, una ex-moglie divenuta tale per aver cercato di uccidere il marito durante una crisi isterica provocata dallo stesso, lo stesso fondatore che ripete sempre il suono nome (“Danny Crane!”), e vari clienti che si presentano come gente con non tutte le rotelle a posto…
La linea amorosa, poi, viene percorsa da ambedue le parti, facendo unire avvocati, segretarie, clienti (forse questa è la cosa più “ normale”, che si trova in qualsiasi altro telefilm, anche italiano – vedi Distretto di Polizia).
Per quanto riguarda i casi di puntata, anche qui c’è…l’attenuante. E’ ovvio, infatti, cercare storie e protagonisti sempre alternativi e scioccanti, in modo da incuriosire il telespettatore.
Una curiosità: se Ally Mcbeal ha dato il via a un breve spin-off sulla vita privata della protagonista (come se non venisse abbastanza raccontata nella serie originale), Boston Legal è esso stesso uno spin-off: infatti, il protagonista Alan Shore (James Spader) proviene da The Practice.
Dei tre telefilm citati, quello che ha goduto di più fortuna è sicuramente The Practice, con otto serie, mentre Ally Mcbeal si è fermata a cinque stagioni, con un pesante calo d’ascolti che ne ha interrotto la programmazione. Per ora, Boston Legal si sta dimostrando all’altezza del telefilm originario, con tre stagioni di successo e numerose guest star come Michael J. Fox, Tom Selleck e Rupert Everett.
Non ci resta che aspettare e vedere se David E.Kelley intraprenderà stadre diverse, o se l’incontro con Ally Mcbeal lo ha segnato per sempre…

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31 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di diabolik

    diabolik

    14 ago 2007 - 12:07 - #1
    1 punto
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    è vero hanoo molti punti in comune…comunque Ally McBeal è troppo più divertente!!!!!!!!!!!

  • Profilo di glorfindel

    glorfindel

    14 ago 2007 - 12:21 - #2
    3 punti
    Up Down

    E’ evidentissimo che escono dalla stessa penna. Boston Legal è più serioso, più adulto. Ally McBeal era davvero surreale.

    Cmq anche se Ally si è fermata a 5 stagioni è di gran lunga la più “iconica” di queste serie, è un personaggio che non si dimentica.

  • Profilo di alessio il grande

    alessio il grande

    14 ago 2007 - 12:25 - #3
    0 punti
    Up Down

    ally mcbeal era pietoso

  • Profilo di Nonsonodante

    Nonsonodante

    14 ago 2007 - 12:36 - #4
    3 punti
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    Grazie x la pubblicazione!
    Concordo che “Ally McBeal” avesse più toni della commedia, ma anche “Boston Legal”, a modo suo, fa dello humor…Danny Crane!

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 13:05 - #5
    2 punti
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    Ti segnalo alcuni errori sui telefilm citati:
    Non è Richard Fish ad essere ossessionato da Barry White ma John Cage.
    Fish è famoso per i suoi marchi di fabbrica (i fishism): frasi caustiche che hanno come protagoniste il sesso ed il denaro.
    Non esiste uno spin off di Ally Mc Beal ma solo una serie “Ally” un montaggio delle scene più divertenti del telefilm stile sit-com.
    Il telefilm di maggiore successo come ascolti è stato The Practice ma come fenomeno di costume indotti da DVD, colonne sonore è stato sicuramente Ally Mc Beal.
    Ricordiamo che David E Kelley è un avvocato ma si è occupato di telefilm alquanto diversi tra loro Boston Public sulla scuola pubblica, Boston Hospital sulla sanità, Picket Fences sulla famiglia americana, attualmente sta lavorando alla trasposizione dell’inglese Life on Mars (serie poliziesca sci-fi) per la tv americana, dopo aver terminato una serie comica molto divertente su una organizzatrice di matrimoni (The Wedding Bells non premiata dagli ascolti).
    Concludendo un fil rouge che unisce i tre prodotti c’è ma ognuno ha le proprie caratteristiche e personalità, con attori eccelsi, dialoghi fantastici e storie sempre attuali e mai banali, prova ne è il fiume di premi e nomination che le tre serie hanno ricevuto e sopratutto l’affetto del pubblico.
    Quindi se vuoi andare ad indagare le somiglianze tra serie direi di dare un occhiata ai 4 Law and Order o ai 3 CSI (non hanno avuto nemmeno la decenza di cambiare titolo).
    La bellezza di Boston Legal,The Practice e Ally Mc Beal è di essere VIVI in un universo parallelo (insieme immaginario e reale) diversi ma con un marchio di fabbrica inconfondibile: la genialità di David E.Kelley.
    Buona visione a tutti!!!!!!!!!!!!

  • Jo3y

    14 ago 2007 - 13:07 - #6
    0 punti
    Up Down

    Signore Mio, ma scusate eh, informarsi prima di scrivere questi articoli no, eh?
    David E. Kelley è un avvocato con tanto di laurea che ha deciso, diversi anni fa, di scrivere una sceneggiatura tv che parlava del mondo che lo circondava facendo nascere così il pluripremiato “The Practice” (del quale “Ally McBeal” e “Boston Legal” sono spin-off - Ally è comparsa come guest star in un episodio della seconda stagione mentre Alan Shore e Denny Crane sono stati regular e recurring dell’ultima stagione del medesimo); successivamente Kelley ha voluto esplorare il lato comico della vita da avvocati ed ecco nati Ally e Boston Legal.
    Comunque analisi buona, ma più informazioni la prossima volta alla base, bye bye

  • Profilo di Mytwocents

    Mytwocents

    14 ago 2007 - 13:11 - #7
    0 punti
    Up Down

    Penso sia stato detto tutto nei commenti sopra. Comunque BL resta uno dei migliori telefilm americaniu, assolutamente unico e peculiare, uno dei pochi dramedy, assieme a Desperate Housewives, ad aver davvero funzionato. The Practice, al contrario, era molto più cupo e serioso, anche la ottava serie (bellissima) aveva già i due personaggi fulcro di BL.

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 13:43 - #8
    2 punti
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    @Joey Ally e The Practice non sono spin-off come spesso erroneamente riportato.
    Sono 2 serie indipendenti che in un episodio della seconda serie di entrambi hanno fatto un cross-over cioè hanno fatto una puntata in comune trattante lo stesso caso con personaggi dai 2 telefilm..

  • SallySpectra

    14 ago 2007 - 13:49 - #9
    -2 punti
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    Prima di criticare dei capolavori di arte contemporanea meglio farsi un po’ di cultura e studiare storia della televisione e un po’ di letteratura.

  • ethancord

    14 ago 2007 - 13:53 - #10
    1 punto
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    Va anche detto che David E. Kelley ha scritto alcuni tra i più memorabili episodi di “L.A. Law - Avvocati a Los Angeles”. Inoltre, a Fabrizio197 segnalo che il titolo corretto del medical drama di Kelley è “Chicago Hope”, giunto in Italia con il titolo “Chicago Hospital”

  • martalari

    14 ago 2007 - 14:01 - #11
    -2 punti
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    ho fatto un post sul mio myspace Armatevi di telecomando !! per mandare a casa tante persone

    leggi

    http://www.myspace.com/sergiofabi

  • Jo3y

    14 ago 2007 - 14:01 - #12
    1 punto
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    Non credo proprio; Boston Legal è uno spin-off a tutti gli effetti essendo partito esattamente al termine di The Practice (i cross-over avvengono solo tra serie in onda contemporaneamente), mentre di Ally ho ricontrollato e hai ragione, è una comparsata cross-over.

  • Profilo di Un tipo

    Un tipo

    14 ago 2007 - 14:03 - #13
    1 punto
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    Bravo davvero bravo

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 14:28 - #14
    1 punto
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    @Joey Io parlavo solo di Ally e The Practice.
    (Boston Legal è si uno spin off)
    @Ethancord Boston Hospital (titolo “italiano” è GIDEON’S CROSSING un telefilm che ha avuto un crossover con The practice.
    Chicago Hope è un’altra serie.
    Sono però entrambe prodotte e scritte da David E Kelley.
    GIDEON’S CROSSING è ideata da Paul Attanasio
    Chicago Hope è stata ideata da David E Kelley

  • Profilo di Nonsonodante

    Nonsonodante

    14 ago 2007 - 14:45 - #15
    2 punti
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    Fabrizio197 grazie per la correzione su Fish.
    Il mio intento era quello di trovare delle somiglianze tra due telefilm, e non di parlare della carriera dell’autore. Mi sono solo limitato a sottolineare ironicamente la propensione di David E. Kelley verso il legal drama.
    Ho citato “The practice” per la questione spin-off, che poi sia migliore o no delle altre serie è una questione soggettiva e che non mi interessava analizzare in questo post.
    A proposito di spin-off, se da “Ally McBeal” viene tratta una serie di puntate, non dovrebbe essere considerata uno spin-off?

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 14:52 - #16
    1 punto
    Up Down

    Era solo un montaggio diverso di Ally delle scene più comiche non era un altra serie con dei personaggi in comune e un’altra storia

  • ethancord

    14 ago 2007 - 14:55 - #17
    1 punto
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    @fabrizio197 È meglio precisare che il contributo di David E. Kelley a “Boston Hospital” si limita all’episodio crossover con “The Practice”. Nel post non è chiarissimo… qualcuno potrebbe capire che “Boston Hospital” è scritta e prodotta da Kelley

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 14:55 - #18
    2 punti
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    Comunque mi dispiace non sono d’accordo con la tua analisi sono 3 telefilm molto diversi altro che separati alla nascita.
    Segui tutto Ally, tutto The Practice e Boston Legal fino alla terza stagione e ne riparliamo.

  • Profilo di Nonsonodante

    Nonsonodante

    14 ago 2007 - 14:57 - #19
    2 punti
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    Fabrizio197, allora sarebbe un clip-show, ma qst non durano più di una puntata, comunque incasso e ringrazio per le segnalazioni:-)

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 14:58 - #20
    1 punto
    Up Down

    Infatti Boston Hospital è stata in parte scritta e prodotta da David E Kelley, non era il capo come nelle altre serie ma era writer e producer questo è chiaramente scritto sulla scheda del telefilm GIDEON’s CROSSING

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 15:00 - #21
    2 punti
    Up Down

    Per maggiori informazioni su “Ally”

    http://imdb.com/title/tt0210403/

  • fabrizio197

    14 ago 2007 - 15:02 - #22
    1 punto
    Up Down

    In this half hour version of the FOX top rated show Ally McBeal, David E. Kelley adds un-aired scenes of the original show. Plus, he cut all the court stories, making the show about Ally’s personal stories only.

  • ethancord

    14 ago 2007 - 15:18 - #23
    1 punto
    Up Down

    Assolutamente no, fabrizio197. La parte di “Boston Hospital” scritta e prodotta da Kelley è rappresentata unicamente dall’episodio crossover con “The Practice”. Né prima né dopo quella puntata, Kelley ha mai collaborato alla scrittura e alla produzione della serie. Puoi verificare ovunque. Non conosco la scheda a cui ti riferisci, ma è sicuramente imprecisa.

  • Profilo di Lord Lucas

    Lord Lucas

    14 ago 2007 - 16:05 - #24
    3 punti
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    ho appena corretto john cage nel post. vedevo ally mcbeal qualche anno fa ma mi è sfuggito.

    comunque, complimenti da parte mia a nonsonodante che è da apprezzare per l’impegno dell’analisi.

    qualche imprecisione non inficia la bontà della sua proposta, anzi è solo una testimonianza in più di cosa significhi per voi lettori essere pubblicati e finire nella fossa dei leoni ;)

    ho un’ulteriore conferma di quanto siate un pubblico attento e stimolante. nei prossimi giorni, visto l’interesse, torneremo a parlare di ally!

  • Profilo di Nonsonodante

    Nonsonodante

    14 ago 2007 - 16:53 - #25
    2 punti
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    Grazie Lord Lucas, x me è sempre un onore se pubblicate i miei post!
    Comunque, faccio mea culpa e prometto che i prossimi post che invierò saranno più precisi possibile!

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    […] L’access prime time premia Cultura Moderna, anche se i numeri, per ovvi motivi, non sono gli stessi di giugno. Il collage di RaiUno Supervarietà in ogni caso supera i 3,3 milioni di spettatori, un dato significativo se si pensa che si tratta di spezzoni di siparietti triti e ritriti. Sempre in auge Colombo su Rete4, che si porta a casa il suo buon 8,17% di share ed un milione abbondante di fedelissimi. […]

  • […] Anche in questo caso, la verità andrebbe cercata nel mezzo. Da una parte bisognerebbe capire l’accanimento del Biscione nel mandare in onda questo film che, salvo gli indubbi meriti artistici, suona come un gusto del proibito in piena regola. Dall’altra parte c’è un atteggiamento censorio del Moige altrettanto ossessivo, che scatena le proprie ire paternalistiche verso una televisione tutta da rifare, senza estremismi o diti puntati su un semplice film. Un tempo si risolveva tutto col bollino rosso, oggi andrebbe unicamente ripensata la collocazione di determinati prodotti. Personalmente, se fosse andato in onda su Rete4 o La7, non ci sarebbero state le ragioni per sollevare tutto questo clamore, perché i più piccoli non seguono queste reti. Invece, trovare un film dai contenuti forti subito dopo Cultura Moderna, in una rete per famiglie, dà da pensare. Perché non ripensarci anche questa volta, cara Canale5, e risparmiarsi l’affanno di polemiche giustamente finalizzate a un solo obiettivo: lo spostamento in seconda serata? In fondo Kubrick amerebbe molto di più rivolgersi al pubblico della notte, selezionato ed educato a un certo tipo di cinema… Di certo Eyes Wide Shut non è il classico passatempo da guardare a tavola. […]

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    […] Anche in questo caso, la verità andrebbe cercata nel mezzo. Da una parte bisognerebbe capire l’accanimento del Biscione nel mandare in onda questo film che, salvo gli indubbi meriti artistici, suona come un gusto del proibito in piena regola. Dall’altra parte c’è un atteggiamento censorio del Moige altrettanto ossessivo, che scatena le proprie ire paternalistiche verso una televisione tutta da rifare, senza estremismi o diti puntati su un semplice film. Un tempo si risolveva tutto col bollino rosso, oggi andrebbe unicamente ripensata la collocazione di determinati prodotti. Personalmente, se fosse andato in onda su Rete4 o La7, non ci sarebbero state le ragioni per sollevare tutto questo clamore, perché i più piccoli non seguono queste reti. Invece, trovare un film dai contenuti forti subito dopo Cultura Moderna, in una rete per famiglie, dà da pensare. Perché non ripensarci anche questa volta, cara Canale5, e risparmiarsi l’affanno di polemiche giustamente finalizzate a un solo obiettivo: lo spostamento in seconda serata? In fondo Kubrick amerebbe molto di più rivolgersi al pubblico della notte, selezionato ed educato a un certo tipo di cinema… Perché Eyes Wide Shut non è il classico passatempo da guardare a tavola. […]

  • leviedeicolori

    30 dic 2008 - 22:36 - #29
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    avete censurato il mio parere… complimenti, viva la libertà…

  • leviedeicolori

    30 dic 2008 - 22:37 - #30
    0 punti
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    mai lette tante stupidaggini, paragoni che non hanno motivo d’essere, personaggi diversi in un confronto che ha del ridicolo. BL é la serie che fa del contraddittorio in aula una serie unica nel genere. quale donna in calore? quale mcbeal? qui al limite c’é un magnifico danny crane malato del morbo della “mucca pazza”… non una sgualdrina in calore.
    “questa é un’altra storia” cosa? aspetto, ma anche no, la risposta.
    inoltre prima di scrivere una valanga di scemenze… INFORMATI ‘GNURANT!!!

  • antoetna

    30 dic 2008 - 22:59 - #31
    0 punti
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    sono d’accordo con levie. BL ed Ally non hanno nulla in comune, se non l’appartenenza dei protagonisti allo stesso Albo Professionale.
    BL, drammatico, corrosivo, ironico, profondo, pieno di interrogativi lasciati aperti alla fine di ogni puntata.
    Ally leggero, surreale, con le questioni legali a fare solo dare sfondo alle questioni private e personali dei protagonisti.
    Non ci sono legami parentali in BL, ma un grande profondo rapporto di amicizia, più forte dell’amore, tra due persone totalmente diverse eppure complementari.
    Il bar di Ally è tutt’altro che silenzioso, e non è luogo di riflessioni.
    La terrazza di Danny è il luogo privato delle domande che quasi mai mai portano a risposte univoche.

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