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La Papi-telenovela: farò ancora La pupa e il secchione

Pubblicato: 06 giu 2007 da Debora Marighetti

Enrico PapiE’ il personaggio del momento, senza dubbio. Sono giorni che ormai non si fa che parlare di lui, ma non per qualcosa di particolarmente importante che sta facendo, ma per delle semplici dichiarazioni contrastanti.
Sto parlando di Enrico Papi naturalmente e del “giallo” sulla futura conduzione de La pupa e il secchione. Ricorderete le dichiarazioni che riportato quattro giorni fa (e non mesi fa), fatte dal presentatore durante un’intervista a 12° Round: allontanamento da Italia1, da Mediaset, niente Pupe e così via. Ecco, quelle stesse dichiarazioni sono puntualmente andate in onda, tant’è che qualche quotidiano le sta riportando soltanto oggi.
Ma…c’è un ma. Mentre molti scrivono una cosa, TgCom scrive l’opposto:

Enrico Papi tornerà presto sugli schermi Mediaset per condurre la nuova edizione de La Pupa e il secchione, programma cult di Italia1. ‘Rifarò la trasmissione - spiega Papi, smentendo voci che lo davano in fuga verso la Rai - anche se non mi è ancora stato detto se andrà in onda in autunno o in inverno. Quel che è vero è che non rifarò su Italia 1 Distraction che torna alle origini, ossia a Teo Mammucari”

Se questa dichiarazione “smentisce”, significa che è successiva alle altre che non lo volevano più al timone de La pupa e il secchione. Ma se era stato lui stesso ad “informarci” della mancata conduzione, qualcosa non torna.
Aveva bevuto quando è stato invervistato da Paolo Martini? Ha bevuto quando ha rilasciato queste dichiarazioni a TgCom? O hanno bevuto quelli del TgCom?
Il giallo si infittisce…

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di salvelox

    salvelox

    05 giu 2007 - 22:58 - #1
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    deve essere un momento molto triste

  • […] E’ il personaggio del momento, senza dubbio. Sono giorni che ormai non si fa che parlare di lui, ma non per qualcosa di particolarmente importante che sta facendo, ma per delle semplici dichiarazioni contrastanti. Sto parlando di Enrico Papi naturalmente e del “giallo” sulla futura conduzione de La pupa e il secchione. Ricorderete le dichiarazioni che riportato quattro giorni fa (e non mesi fa), fatte dal presentatore durante un’intervista a 12° Round: allontanamento da Italia1, da Mediaset, niente Pupe e così via. Ecco, quelle stesse dichiarazioni sono puntualmente andate in onda, tant’è che qualche quotidiano le sta riportando soltanto oggi. Ma…c’è un ma. Mentre molti scrivono una cosa, TgCom scrive l’opposto: […]

  • Greenpeas

    05 giu 2007 - 23:03 - #3
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    E’ tutta pubblicità…

  • Profilo di pampasosa

    pampasosa

    05 giu 2007 - 23:03 - #4
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    meglio,papi merita piu’ di altri

  • Profilo di DanieleD

    DanieleD

    05 giu 2007 - 23:42 - #5
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    ma ’sto 12° Round qualcuno l’ha visto?

  • Profilo di mascal

    mascal

    05 giu 2007 - 23:53 - #6
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    Papi e Italia 1 si meritano a vicenda.

  • Profilo di Claire Newman

    Claire Newman

    06 giu 2007 - 00:01 - #7
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    Non ci dormirò stanotte :)

  • Profilo di shax

    shax

    06 giu 2007 - 00:45 - #8
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    a me Papi era piaciuto alla Pupa…per cui spero che nella prossima, eventuale, edizione ci sia ancora lui e anche la Panicucci.

  • Profilo di Picchiatello

    Picchiatello

    06 giu 2007 - 00:58 - #9
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    Sinceramente:
    1) 12° round me lo perdo volentieri
    2) tgcom non lo leggo,
    3) papi non lo guardo.

  • Mirella

    06 giu 2007 - 01:02 - #10
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    Probabilmente gli hanno offerto più soldi.

  • Guido

    06 giu 2007 - 03:37 - #11
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    Anchio quando incontro qualcuno, negli ultimi giorni, discuto sempre della situazione di Papi e dei problemi che potrebbero esserci se lui non conducesse la Pupa e il Secchione.
    Io comunque penso che il posto lo prenderà l’Uomo Gatto

  • stupid girl

    06 giu 2007 - 10:40 - #12
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    sono contenta che ci sia ancora lui alla pupa e il secchione, lui e la panicucci fanno davvero una bella coppia per quel programma

  • Profilo di Zen

    Zen

    06 giu 2007 - 10:54 - #13
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    La Stampa del 6 giugno, angolo della posta.
    Scrive il sig. Marco Cingoli di Sony Pictures Television International:
    Precisiamo che il programma “Reazione a catena” è il risultato dell’adattamento non di uno solo, ma di due format originali: Chain reaction e Combination look, entrambi di titolarità della Sony. All’adattamento sta lavorando una squadra di autori Rai, con la supervisione al format da parte della Sony.
    Risponde Paolo Martini

    Benissimo. Ma che si ricordino di spiegarlo anche a Enrico Papi.

  • karla

    06 giu 2007 - 11:11 - #14
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    A tgcom sono sempre ubriachi e poco attendibili

  • Profilo di stregatto

    stregatto

    06 giu 2007 - 12:03 - #15
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    Le dichiarazioni contradditorie di Enrico Papi vanno contestualizzate per essere comprese. Mediaset ha chiesto a Papi, alla Panicucci e alla Ercolani di rifare insieme la seconda edizione di Pupa&Secchione, in onda a gennaio 2008 su Italia1. Il problema è Endemol Italia, detentrice per l’Italia dei diritti del format originale Fox. La presenza dei funzionari Endemol è infatti considerata un ostacolo alla buona realizzazione del programma, e su questo si sta ragionando a Cologno

  • Profilo di Picchiatello

    Picchiatello

    06 giu 2007 - 12:05 - #16
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    “Benissimo. Ma che si ricordino di spiegarlo anche a Enrico Papi.”

    Che farebbe in rai affossa ancora di piu’ Raidue? visto che uno come papi e’ improponibile sia su raiuno che raitre … ;-)

  • surf

    06 giu 2007 - 13:35 - #17
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    quindi non riusciamo proprio a liberarci di lui? vabbè tanto io la pupa e il secchione manco lo guardo….

  • tatangelino92

    06 giu 2007 - 20:27 - #18
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    ENRICO PAPI MI STA SUI ********

  • Profilo di fabio.21966

    fabio.21966

    06 giu 2007 - 22:09 - #19
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    Questo bel tomo si sta parlando addosso.
    E a 12° round lo hanno trattato coi guanti, non certo come hanno fatto con Odifreddi, peraltro facendo una pessima figura tentando di non farlo rispondere a domande che gli ponevano. Certo però che il matematico li ha in parte ridicolizzati.

  • tvblog

    08 giu 2007 - 18:45 - #20
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    […] La Pupa e Il Secchione […]

  • […] E’ tempo di bilanci di stagione e non c’è sito web o quotidiano che ometta la lista nera dei flop annuali. Persino Fabio Canino ha stemperato la tensione dell’insuccesso, dichiarando che comparire a tutta pagina nella pagina dei necrologi televisivi è diventato un must che contempla solo la gente che conta (da Simona Ventura a Gianfranco Funari passando per Paolo Bonolis). Ma, accanto al gran numero di format ed esperimenti che naufragano miseramente, ce ne sono tanti altri, annoverabili nella categoria dei programmi relitto, che non meritano nemmeno la considerazione della stampa. Della serie, nun te se fila nessuno, sia nel bene che nel male. Dunque è il caso di fare un piccolo sunto per dare onore anche a quei programmi tv di cui non ha parlato nessuno. Prendete lo Stile Libero di Max Giusti ad esempio. Quantomeno Siani aveva fatto gridare al flop, animando accese discussioni sulla deriva napoletana dello show e sollevando contestazioni sulla sua inadeguatezza alla conduzione. Ma chi ha commentato l’assoluta indolenza con cui Giusti ha assunto le redini la baracca? Il comico più inflazionato di Raidue ha preso in consegna un’eredità così onerosa visibilmente controvoglia, senza alcuna propositività creativa. E i risultati ne sono stati la conferma: non soltanto Libero in seconda serata è andato malissimo, ma è giunto al termine nel più assoluto anonimato. Ma per un Max che non buca c’è un Mazzocchi insapore che riesce a far passare inosservato persino un format bomba come Balls of Steel. Un prodotto così ben confezionato e audace che, se sperimentato su Italia1 con una conduzione da Iene, avrebbe fatto sfracelli. Peccato che su Raidue vada in onda a fine stagione, buttato lì dopo una prima serata al miele con La Sposa Perfetta, senza alcuna coerenza editoriale. Il pubblico giustamente se ne impipa e, dunque, non vale neanche la pena di scriverne fenomenologie o stigmatizzarne il presunto rischio diseducativo (visto che lo corrono in pochi). Voliamo ancora più basso facendo un passo cronologico indietro. Pensiamo a una trasmissione andata in onda a gennaio-febbraio, ogni domenica in seconda serata, che ha completamente seminato le proprie tracce. Trattasi di Anche se… di Francesco Paolantoni, l’one man show che avrebbe dovuto risollevarne le sorti e ne ha definitivamente segnato l’oblio. Anche in questo caso bisognerebbe chiedersi… chi l’ha visto e soprattutto chi ne ha parlato? Perchè, diciamola tutta, o bene o male purchè se ne parli resta una ricetta di lunga vita catodica, che renderà immortali anche delle castronerie allucinanti come Colpo di Genio o, tanto per non gradire, un trash-show imperituro come Grimilde. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L’indifferenza, insomma, è la peggior nemica del piccolo schermo, soprattuto se dopo una prima edizione plurichiacchierata e di grande impatto mediatico si assiste al completo tracollo di un’idea. Pensiamo a Distraction, che l’anno prossimo potrebbe ritrovare il conduttore sferzante di sempre dopo un’annata impalpabile targata Enrico Papi. E’ il rischio della sperimentazione, destabilizzare e dunque rinunciare alla potenza di un format in cui ha un gran peso una tenuta efficace e brillante. Il palinsesto di Italia1, non a caso, ha un altro grande fantasma disperso nei meandri della programmazione: Danger. Il suo Marco Berry le ha provate tutte, ottenendo prima di tutto lo spostamento al mercoledì sera per evitare i temibili Amici di Maria. Ma purtroppo non è servito e, vista la totale mancanza di appeal sul prime time, si è trovato relegato in seconda serata, senza troppe protese nè rumori. E chissà che non vada incontro a un destino analogo Colpi di Sole, la sitcom anticonformista dell’access di Raitre che sta riuscendo a far peggio dei Buttafuori dell’estate passata. In questo caso se n’è parlato tanto alla vigilia, ma come sempre la visione desta qualche perplessità e dunque i buoni auspici iniziali lasciano il tempo che trovano. Non basta una marketta della Littizzetto o un parrucchiere gaio fin troppo caratterizzato per auspicare alla qualità e all’innovazione dei contenuti. E il telespettatore, fiutata la fuffa, se ne tiene alla larga. Ora, in chiusura di questo dossier, verrebbe da chiedersi in modo del tutto spassionato… tra i programmi-relitto di cui non vedremo un futuro (forse perché non c’è mai stato un presente), possiamo contemplare anche Boris? In tal caso, si accettano suggerimenti perchè, se da una parte c’è l’effetto hype della rete non trascurabile, dall’altra troviamo un dato di fatto innegabile: il popolo dei telefili di Sky, tra un’anteprima di Grey’s e una prima visione di Lost, non rimane tempo né voglia per Radio Sex & Co. Questione di gusti… e di lungimiranza. postato da Lord Lucas il martedì 19 giugno 2007 in: […]

  • […] E’ tempo di bilanci di stagione e non c’è sito web o quotidiano che ometta la lista nera dei flop annuali. Persino Fabio Canino ha stemperato la tensione dell’insuccesso, dichiarando che comparire a tutta pagina nella pagina dei necrologi televisivi è diventato un must che contempla solo la gente che conta (da Simona Ventura a Gianfranco Funari passando per Paolo Bonolis). Ma, accanto al gran numero di format ed esperimenti che naufragano miseramente, ce ne sono tanti altri, annoverabili nella categoria dei programmi relitto, che non meritano nemmeno la considerazione della stampa. Della serie, nun te se fila nessuno, sia nel bene che nel male. Dunque è il caso di fare un piccolo sunto per dare onore anche a quei programmi tv di cui non ha parlato nessuno. Prendete lo Stile Libero di Max Giusti ad esempio. Quantomeno Siani aveva fatto gridare al flop, animando accese discussioni sulla deriva napoletana dello show e sollevando contestazioni sulla sua inadeguatezza alla conduzione. Ma chi ha commentato l’assoluta indolenza con cui Giusti ha assunto le redini la baracca? Il comico più inflazionato di Raidue ha preso in consegna un’eredità così onerosa visibilmente controvoglia, senza alcuna propositività creativa. E i risultati ne sono stati la conferma: non soltanto Libero in seconda serata è andato malissimo, ma è giunto al termine nel più assoluto anonimato. Ma per un Max che non buca c’è un Mazzocchi insapore che riesce a far passare inosservato persino un format bomba come Balls of Steel. Un prodotto così ben confezionato e audace che, se sperimentato su Italia1 con una conduzione da Iene, avrebbe fatto sfracelli. Peccato che su Raidue vada in onda a fine stagione, buttato lì dopo una prima serata al miele con La Sposa Perfetta, senza alcuna coerenza editoriale. Il pubblico giustamente se ne impipa e, dunque, non vale neanche la pena di scriverne fenomenologie o stigmatizzarne il presunto rischio diseducativo (visto che lo corrono in pochi). Voliamo ancora più basso facendo un passo cronologico indietro. Pensiamo a una trasmissione andata in onda a gennaio-febbraio, ogni domenica in seconda serata, che ha completamente seminato le proprie tracce. Trattasi di Anche se… di Francesco Paolantoni, l’one man show che avrebbe dovuto risollevarne le sorti e ne ha definitivamente segnato l’oblio. Anche in questo caso bisognerebbe chiedersi… chi l’ha visto e soprattutto chi ne ha parlato? Perchè, diciamola tutta, o bene o male purchè se ne parli resta una ricetta di lunga vita catodica, che renderà immortali anche delle castronerie allucinanti come Colpo di Genio o, tanto per non gradire, un trash-show imperituro come Grimilde. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L’indifferenza, insomma, è la peggior nemica del piccolo schermo, soprattuto se dopo una prima edizione plurichiacchierata e di grande impatto mediatico si assiste al completo tracollo di un’idea. Pensiamo a Distraction, che l’anno prossimo potrebbe ritrovare il conduttore sferzante di sempre dopo un’annata impalpabile targata Enrico Papi. E’ il rischio della sperimentazione, destabilizzare e dunque rinunciare alla potenza di un format in cui ha un gran peso una tenuta efficace e brillante. Il palinsesto di Italia1, non a caso, ha un altro grande fantasma disperso nei meandri della programmazione: Danger. Il suo Marco Berry le ha provate tutte, ottenendo prima di tutto lo spostamento al mercoledì sera per evitare i temibili Amici di Maria. Ma purtroppo non è servito e, vista la totale mancanza di appeal sul prime time, si è trovato relegato in seconda serata, senza troppe protese nè rumori. E chissà che non vada incontro a un destino analogo Colpi di Sole, la sitcom anticonformista dell’access di Raitre che sta riuscendo a far peggio dei Buttafuori dell’estate passata. In questo caso se n’è parlato tanto alla vigilia, ma come sempre la visione desta qualche perplessità e dunque i buoni auspici iniziali lasciano il tempo che trovano. Non basta una marketta della Littizzetto o un parrucchiere gaio fin troppo caratterizzato per auspicare alla qualità e all’innovazione dei contenuti. E il telespettatore, fiutata la fuffa, se ne tiene alla larga. Ora, in chiusura di questo dossier, verrebbe da chiedersi in modo del tutto spassionato… tra i programmi-relitto di cui non vedremo un futuro (forse perché non c’è mai stato un presente), possiamo contemplare anche Boris? In tal caso, si accettano suggerimenti perchè, se da una parte c’è l’effetto hype della rete non trascurabile, dall’altra troviamo un dato di fatto innegabile: il popolo dei telefili di Sky, tra un’anteprima di Grey’s e una prima visione di Lost, non rimane tempo né voglia per Radio Sex & Co. Questione di gusti… e di lungimiranza. postato da Lord Lucas il martedì 19 giugno 2007 in: […]

  • […] E’ tempo di bilanci di stagione e non c’è sito web o quotidiano che ometta la lista nera dei flop annuali. Persino Fabio Canino ha stemperato la tensione dell’insuccesso, dichiarando che comparire a tutta pagina nella pagina dei necrologi televisivi è diventato un must che contempla solo la gente che conta (da Simona Ventura a Gianfranco Funari passando per Paolo Bonolis). Ma, accanto al gran numero di format ed esperimenti che naufragano miseramente, ce ne sono tanti altri, annoverabili nella categoria dei programmi relitto, che non meritano nemmeno la considerazione della stampa. Della serie, nun te se fila nessuno, sia nel bene che nel male. Dunque è il caso di fare un piccolo sunto per dare onore anche a quei programmi tv di cui non ha parlato nessuno. Prendete lo Stile Libero di Max Giusti ad esempio. Quantomeno Siani aveva fatto gridare al flop, animando accese discussioni sulla deriva napoletana dello show e sollevando contestazioni sulla sua inadeguatezza alla conduzione. Ma chi ha commentato l’assoluta indolenza con cui Giusti ha assunto le redini la baracca? Il comico più inflazionato di Raidue ha preso in consegna un’eredità così onerosa visibilmente controvoglia, senza alcuna propositività creativa. E i risultati ne sono stati la conferma: non soltanto Libero in seconda serata è andato malissimo, ma è giunto al termine nel più assoluto anonimato. Ma per un Max che non buca c’è un Mazzocchi insapore che riesce a far passare inosservato persino un format bomba come Balls of Steel. Un prodotto così ben confezionato e audace che, se sperimentato su Italia1 con una conduzione da Iene, avrebbe fatto sfracelli. Peccato che su Raidue vada in onda a fine stagione, buttato lì dopo una prima serata al miele con La Sposa Perfetta, senza alcuna coerenza editoriale. Il pubblico giustamente se ne impipa e, dunque, non vale neanche la pena di scriverne fenomenologie o stigmatizzarne il presunto rischio diseducativo (visto che lo corrono in pochi). Voliamo ancora più basso facendo un passo cronologico indietro. Pensiamo a una trasmissione andata in onda a gennaio-febbraio, ogni domenica in seconda serata, che ha completamente seminato le proprie tracce. Trattasi di Anche se… di Francesco Paolantoni, l’one man show che avrebbe dovuto risollevarne le sorti e ne ha definitivamente segnato l’oblio. Anche in questo caso bisognerebbe chiedersi… chi l’ha visto e soprattutto chi ne ha parlato? Perchè, diciamola tutta, o bene o male purchè se ne parli resta una ricetta di lunga vita catodica, che renderà immortali anche delle castronerie allucinanti come Colpo di Genio o, tanto per non gradire, un trash-show imperituro come Grimilde. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L’indifferenza, insomma, è la peggior nemica del piccolo schermo, soprattuto se dopo una prima edizione plurichiacchierata e di grande impatto mediatico si assiste al completo tracollo di un’idea. Pensiamo a Distraction, che l’anno prossimo potrebbe ritrovare il conduttore sferzante di sempre dopo un’annata impalpabile targata Enrico Papi. E’ il rischio della sperimentazione, destabilizzare e dunque rinunciare alla potenza di un format in cui ha un gran peso una tenuta efficace e brillante. Il palinsesto di Italia1, non a caso, ha un altro grande fantasma disperso nei meandri della programmazione: Danger. Il suo Marco Berry le ha provate tutte, ottenendo prima di tutto lo spostamento al mercoledì sera per evitare i temibili Amici di Maria. Ma purtroppo non è servito e, vista la totale mancanza di appeal sul prime time, si è trovato relegato in seconda serata, senza troppe protese nè rumori. E chissà che non vada incontro a un destino analogo Colpi di Sole, la sitcom anticonformista dell’access di Raitre che sta riuscendo a far peggio dei Buttafuori dell’estate passata. In questo caso se n’è parlato tanto alla vigilia, ma come sempre la visione desta qualche perplessità e dunque i buoni auspici iniziali lasciano il tempo che trovano. Non basta una marketta della Littizzetto o un parrucchiere gaio fin troppo caratterizzato per auspicare alla qualità e all’innovazione dei contenuti. E il telespettatore, fiutata la fuffa, se ne tiene alla larga. Ora, in chiusura di questo dossier, verrebbe da chiedersi in modo del tutto spassionato… tra i programmi-relitto di cui non vedremo un futuro (forse perché non c’è mai stato un presente), possiamo contemplare anche Boris? In tal caso, si accettano suggerimenti perchè, se da una parte c’è l’effetto hype della rete non trascurabile, dall’altra troviamo un dato di fatto innegabile: il popolo dei telefili di Sky, tra un’anteprima di Grey’s e una prima visione di Lost, non rimane tempo né voglia per Radio Sex & Co. Questione di gusti… e di lungimiranza. postato da Lord Lucas il martedì 19 giugno 2007 in: […]

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