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APPUNTI PER LA POST TELEVISIONE (4)- L'ALBERO DI NATALE E L'ALBERO DELLE PERE

Pubblicato: 23 dic 2006 da Italo Moscati

Albero di Natale In cerca di un’idea per aggiornare il taccuino sulla post televisione, m’imbatto in un articolo sul Manifesto di Norma Rangeri. Si tratta di una paginetta di critica televisiva intitolata “Vespri”. Il tema che questa volta la Rangeri affronta è quello enunciato dal bel titolo che riporto per intero: “Welby, la dolce morte nella tv natalizia”.
Nella mia mente risuonano subito, fin dal titolo, curiosi echi. Ho appena realizzato un film doc intitolato “Via Veneto Set”, in cui il titolo del celebre film di Fellini “La dolce vita” si associa sia per contrasto che per assonanza a quello della rubrica “Vespri”. In fondo anche la dolce vita di Marcello e di Anita è il suggello di una dolce morte toccata al cuore già malato del cinema italiano, della Hollywood sul Tevere, di una Roma sempre più diversa e sempre disperatamente attaccata a una retorica leggendaria.
A questo proposito, Fulvio Abate sull’Unità, proprio recensenso “Via Veneto Set”, ha scritto che con questo film dolceamaro io ho staccato definitivamente la spina al mito della strada che da piazza Barberini si spinge, in poche centinaia di metri, verso Villa Borghese, la strada dei paparazzi e dei lussuosi divi americani. Uno distacco di spina che piace poco a chi intende crogiolarsi in qualcosa che non c’è più.
Ma ci sono altre parole nel pezzi della Rangeri che mi sono arrivate come una sorta di invito non esplicito, inventato qui al momento, un invito a riflettere sui comportamenti della televisione in cammino verso la post televisione. Detto fuggevolmente, si tratta di un percorso più veloce di quel che può sembrare ma coperto di polvere, noia, ripetitività, abitudini, indici di ascolto, risse, polemiche, politiche di riforma più volte avanzate e sempre sepolte in una navigazione a vista che lascia tutto com’è. Almeno fino ad ora.


Le parole sono le seguenti, dedicate alla morte desiderata di Welby: “Telegiornali a parte, non ci fosse stata la discussione di ‘Ottoemezzo’ (con la presenza di Umberto Galimberti fra gli altri, ndr)ci saremmo dovuti rassegnare, attendere del solito balletto (in questo caso piuttosto indigesto) dei Pecoraro Scanio- La Russa- Bondi- La Torre chiamati a discutere della morte assistita in condominio con il tema della finanziaria e dell’oroscopo. Così dettava il menù della serata natalizia”.
Anche qui, in queste parole, ce ne sono alcune che hanno provocato altri rimandi, altre associazioni. Rimandi e associazioni con il lavoro a cui mi sto dedicando da alcuni mesi: “Viziati 2- La Tv ha un grande futuro alle spalle”. E’ il seguito di “Viziati- Quanto ci hanno rovinato cinquant’anni di tv?” trasmesso nel 2005 da Rai3. “Viziati 2″ è il tentativo di fare la storia degli ultimi vent’anni di televisione, mantenendo e anzi accentuando lo stile del precedente esperimento: un cabaret disinvolto, divertente, eppure serissimo, sullo stato della televisione travagliata dalle spesso invisibili trame che portano , stanno portando, alla post televisione.
Le parole essenziali su cui ragionare brevemente sono : morte assistita, condominio, finanziaria e oroscopo. Ecco il punto. Le dieci puntate di “Viziati 2″ sono , ripeto, il tentativo di esplorare questo condominio, poichè questa metafora rispecchia molto bene gli intrecci tra argomenti, storie, gossip, format, show, talk, varietà e contenitori che hanno formato ormai un linguaggio variegato ma compatto, direi addirittura molle e granitico insieme. Accade questo. Dosando gli ingredienti in modo leggermente diverso i tg assomigliano spesso al varietà, Striscia la notizia non esisterebbe senza la informazione, Vespa non saprebbe come riempire cinque giorni della settimana senza qualche soubrette o cantante o politico che canta o cucina, Celentano o Morandi o Fazio oggi non sarebbero nessuno se non tentassero di mescolare battute a temi d’attualità sociale, i cosiddetti approfondimenti. Gli approfondimenti non esistono più senza l’incursione del comico di turno o del regista o attore o conduttore che “devono” presentare il loro film, il libro, il programma, le iniziative di solidarietà sociale. E’ lo spettacolo, anzi il cabaret (direbbe il grande Bob Fosse) oggi più che mai espressivo della condizione dentro e magari anche fuori del condominio.
In “Viziati 2″ gli intrecci sono la trama di un viaggio verso lo spazio del futuro. Le cose (fiction, programmi vari, appuntamenti del mattino e del pomeriggio) e le persone(giornalisti, conduttori, soubrettine, etc) che vediamo attualmente saranno sottoposte giorno per giorno a una esasperazione negli stili e nei contenuti. Sta nascendo la tv del domani? è la post televisione che si prepara?
Questa è la domanda (sintesi di tanti altri interrogativi)che mi pongo mentre costruisco queste astronavi- dieci puntate- per mandare nelle notti mediatiche del presente e dell’immediato futuro i partecipanti selezionati per un’isola dei famosi che nel domani sarà un pianeta dei famosi?
In vista del nuovo pianeta, la tv, anzi le tv operano. Mescolanze ardite che , omogeneizzandosi, hanno ormai assunto un sapore solo: quello della televisione, non più elettrodomestico multicanale ma visione e interpretazione vincolante, pensiero e forma unici. Secondo schemi ormai collaudati. Ovvero, tema forte e importante (morte assistita), tema politico di grande attualità (la finanziaria e il dopo della finanziaria), tema leggero, stellare e spettacolare (oroscopo) in mezzo alle stelle del quotidiano che ci tocca nel condominio: Pupo, Bonolis, Insinna, Parietti, veline, Crepet, Scotti, e così via, a scendere in cantina, sognando di essere nel firmamento.
Di fronte a questo cabaret inconsapevole, incalzante e comunque a conti fatti (per il lavoro che sto facendo) divertente e istruttivo, cosa fare? E’ sufficiente accettare il gioco degli ascolti, e dei relativi commenti? delle preferenza di volta in volta dichiarate? insomma, del gioco delle ripetitività che nasce dalle ripetitività tv che sono la polpa del gioco?
Anche la morte assistita di Welby viene assunta e liquidata, in un giorno. Le discussioni saranno sommerse dagli anatemi e dalle chiacchiere. Tanto l’oroscopo promette di sicuro panettone a Natale e spumante a fine anno. Anche noi, comuni mortali, possiamo salire sulle astronavi e andare verso il pianeta dei famosi che prima o poi capiremo dove sta. Auguri.
ITALO MOSCATI

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Jessica

    23 dic 2006 - 14:28 - #1
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    Lo so molto probabilemente, non c’entra nulla, ma l’intervista della moglie di Welby, trasmessa dai telegiornali di ieri, è stato uno dei momenti migliori dell’anno televisivo trascorso.Toccante, non si può restare indifferenti.
    Se toccasse a me sceglierei Lei com donna dell’anno.

  • italo moscati

    23 dic 2006 - 14:33 - #2
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    C’entra invece, e molto. Magari Jessica ci fossero persone come te in grado di reagire, dopo avere guardato i tg o gli altri programmi. Io credo che in genere ormai si giudica per scorci e per clip, dimostrando così un’impotenza direttamente collegata alla impossibilità di stare sempre e comunque con la tv. Per fortuna esiste questa impossibilità ma siamo sicuri di amministrare bene il tempo o i tempi che dedichiamo alle tv e ai loro programmi? Credo di no. Ci piacciono i numeri degli ascolti e l’intensità delle risse, oltre agli oroscopi. Tu invece Jessica hai scelto e lo hai detto, a proposito di un fatto importante, importantissimo. Facessero tanti come te! Auguri,Italo

  • Jessica

    23 dic 2006 - 20:55 - #3
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    Grazie!!! Ricambio gli Auguri.

  • italo moscati

    23 dic 2006 - 21:06 - #4
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    Non vorrei che rimanesse un dialogo fra noi,ma temo di sì. Noto uno sfuggente atteggiamento nei commenti di questo blog su fatti e questioni centrali come la morte assistita di Welby. In questo senso io stesso che penso che l’intrattenimento possa avere un valore in sè finisce per affascinarci oltremodo e diventa una sorta di barriera verso tutto il resto. Ma non dispero. I prossimi appunti sulla post tv verteranno sull’intrattenimento e sui suoi valori (quali sono, cosa comportano). E adesso auguri a tutti, davvero, a presto. Parto per un breve viaggio all’estero, in America. Buon Natale e Buon Anno, It

  • Jessica

    23 dic 2006 - 22:40 - #5
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    Purtroppo,penso che la vecchia tv di una volta, non esiste, e non tornerà più. Se avessimo parlato di “Uomini e Donne”, o di altri reality,saremmo stati ascoltati molto di più. Posso pensare, se non sperare, che sia solo un tentativo di sfuggire i problemi della vita reale. Ed è molto difficile fare breccia in questo muro d’indifferenza.

  • italo moscati

    24 dic 2006 - 07:38 - #6
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    Faccio in tempo, prima di salire sull’aereo!, a dirti cara Jessica che le nostalgie per la vecchia tv sono…anacronistiche. Spesso la vecchia tv consiste in una certa cura nelle forme (non sempre, gli sceneggiati in questo senso erano e sono penosi) e in una ripetitività moralistica e pedagogica nei contenuti. Cose che non mi mancano. Mi manca, oggi,soprattutto la sensibilità del pubblico che si lascia suggestionare e carica gli ascolti dei programmi che a voce dice di detestare. E adesso davvero un ciao a tutti, e di nuovo auguri, It

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