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Live8: contraddizioni e buone intenzioni

Pubblicato: 04 lug 2005 da Nick

[posted by Nick]

Ieri ho letto gli ultimi numeri di Diario e Internazionale, cui sono abbonato: gli articoli sono ovviamente stati scritti prima che il Live8 si svolgesse.

Sostanzialmente su Diario l’iniziativa di Geldof viene stroncata con una certa enfasi, definendo - tra le righe - la solidarietà dei “vips” una sorta di hobby impegnato, un passatempo da ricchi ipocriti (in particolare vengono menzionati continuamente Bono e i suoi seguaci, George Clooney (?) e Claudia Schiffer (???)). Su Internazionale, invece, viene riportato un articolo inglese terribilmente simile a quello della giornalista italiana (unità di intenti o malcelata scopiazzatura?), nel quale vengono manifestate - in modo decisamente più costruttivo - le controindicazioni economiche agli aiuti umanitari e le possibili soluzioni al problema planetario.


Senza entrare nel merito delle valutazioni tecnico-scientifiche sulle opportunità degli aiuti e le contraddizioni di questo tipo di iniziative, rimango convinto che eventi come il Live8 pur con le loro pecche (riferite da Indignato), le loro conflittualità e - forse - il loro anacronistico buonismo d’altri tempi rappresentino l’anima sana e universale della musica e della televisione unificatrici di valori e ideali… nei quali, in barba agli accademici e incloncludenti politici, un manipolo di rockstar grida ad un mondo di giovani disillusi tutta la forza della buona volontà.

Coloro che amano criticare - con un certo snobismo - le attività di Geldof “a prescindere”, dovrebbero anche notare che è solo grazie a lui e alla riunione dei Pink Floyd, o a Laura Pausini, se per un giorno la TV ha dedicato dodici ore ad un problema generalmente ignorato perché giudicato poco “attraente” dall’audience. Come ai tempi di Woodstock, o del primo LiveAid, una chitarra può ancora risvegliare le coscienze intorpidite.

Consiglio a tutti di leggere, al proposito, il bellissimo “La globalizzazione della solidarietà” scritto da Michele Serra e pubblicato su La Repubblica di ieri (lo riporto oggi nel mio blog).

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • FE

    04 lug 2005 - 17:09 - #1
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    A corredo di ciò che scrivi riporto il link dell’articolo pubblicato su L’unità online,http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=summ&TOPIC_TIPO=&topic_id=43430
    nel quale l’esimio giornalista Pasquale Colizzi, commentando l’intervento degli U2 scrive:
    “Trascurabile l’esibizione degli irlandesi quando Paul lascia il palco. Forse indugiano troppo sul repertorio recentissimo per non far puzzare la loro presenza come un grande autospottone.”
    Più qualunquista e superficiale di così !!!
    Possibile che chi entra nell’albo dei giornalisti sia esentato dall’informarsi prima di scrivere certe cose ?
    Da semplice interessato all’argomento io ho navigato un po’ in internet scoprendo che Bono, a parte l’impegno che ha profuso negli ultimi 20 anni, è tra i fondatori dell’organizzazione www.one.org, per spingere i paesi ricchi a devolvere l’1 per cento del proprio PIL al terzo mondo.
    Sembra proprio che la sinistra istituzionale, dai giornali ai politici, ci sia rimasta molto male per il fatto che i figli di Albione siano riusciti a porre l’attenzione su un problema così caro …
    Avanti così.

  • FE

    04 lug 2005 - 20:06 - #2
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    Aggiornamento. Ho inoltrato una mail di protesta alla redazione de L’Unità online che allego:
    Carissimi di Unità online, la domanda mi sorge spontanea nel notare con molto rammarico che la diffidenza e lo snobismo regnano ancora sovrani nei confronti della manifestazione Live8 dalle pagine di commento del vostro collega Pasquale Coalizzi.

    Premetto che sono un elettore di centrosinistra, che sono sceso in piazza per manifestazioni importanti, San Giovanni in primis, e che non sono un fan sfegatato degli U2.

    Ho scritto, nei giorni precedenti all’evento, alle redazioni di Repubblica e Corriere della Sera, per protestare contro la colpevole censura che si è protratta nei confronti dell’iniziativa, escludendovi, sapendo che le vostre risorse economiche non sono minimamente paragonabili a quelle delle testate giornalistiche online sopra citate e dando a ciò la colpa del vostra silenzio. A commenti superficiali come quello che ho appena letto inerente il concerto del Circo Massimo, però, non riesco ad esimermi dal replicare.

    In riferimento alla partecipazione degli U2 leggo “Trascurabile l’esibizione degli irlandesi quando Paul lascia il palco. Forse indugiano troppo sul repertorio recentissimo per non far puzzare la loro presenza come un grande autospottone.”

    Io capisco che ognuno possa avere le proprie opinioni, ma il Sig. Coalizzi è al corrente dell’impegno civile che spinge alcuni personaggi del consumistico mondo della canzonetta a girare il mondo per smantellare l’indifferenza in cui si trastulla l’opinione pubblica mondiale ? Perché questo vostro giornalista si abbandona alla troppo facile e qualunquistica equazione POPSTAR=EGOISMO o addirittura IMPEGNO POPSTAR=TORNACONTO COMMERCIALE?

    Riesce a scindere tra chi fa la popstar e se ne frega degli altri e chi nei vent’anni trascorsi tra LIVE AID e LIVE8 ha impiegato gran parte del proprio tempo per cercare di cambiare qualcosa, sfruttando la propria popolarità ? E non parlo solo degli U2, ma anche di Sir Geldof, dei Coldplay e di tanti artisti nostrani come Carmen Consoli, Jovanotti etc. etc.

    Credo che il commento che ci ha regalato il vostro esimio collega sia la punta dell’iceberg che, in relazione a questo specifico evento, ha invaso la vostra redazione (non unica, anche repubblica, corriere etc. etc.).

    Tutta l’informazione italiana di sinistra voi inclusi, di centrosinistra e indipendente ha perso un’ottima occasione per aiutare gli organizzatori di questa manifestazione a trasmettere un messaggio che è nel DNA della sinistra, del mondo laico e cattolico.

    I motivi me li dovreste dire voi. Io abbozzo qualche ipotesi.

    1. Forse perché se non dobbiamo inveire contro Berlusconi non serve mobilitarci ?

    2. Forse perché dobbiamo detenere il monopolio delle manifestazioni umanitarie e questa, essendo di gestazione inglese, era da boicottare ?

    3. Forse perché il problema della povertà mondiale è un argomento che non divide e che quindi non fa vendere copie ?

    Non dico che fosse obbligatorio una sottoscrizione obbligatoria alle finalità dell’evento, ma alimentare il dibattito sì, era doveroso. Qual era momento migliore ? Avete visto che razza di reazioni dell’opinione pubblica inglese ha generatp l’evento ?

    www.bbc.co.uk/music/thelive8event

    Dopo la dimostrazione che l’informazione italiana tutta ha dato in questa occasione (e non venitemi a parlare ancora di RAI, MEDIASET etc.) credo che d’ora in poi sfrutterò molto di più internet per leggermi quotidiani online stranieri più meritevoli.

    Saluti

    e questa è stata la risposta:
    Gentile signor xxxxx
    la ringrazio per l’attenzione che ha dedicato al mio articolo. Sono Pasquale Colizzi, l’autore del pezzo che l’ha irritata. La frase sull’esibizione degli U2 è un giudizio assolutamente personale, che si può non condividere. Non mi pare però che questo giornale e la testa on-line siano indifferente a tutta la rete di movimenti e alla mobilitazione che ormai da anni percorre organizzazioni e partiti politici sul tema, a lei come a noi caro, dei diritti fondamentali, dell’immigrazione, della fame, delle guerre.

    Quanto al Live 8 tuttavia abbiamo ricevute della mail da parte di lettori che non hanno condiviso la scelta di dare così ampio spazio ad una manifestazione che loro ritenevano un’operazione prevalentemente pubblicitaria. Come vede quindi su un evento così importante può generare giudizi diametralmente opposti. Questa testata ha fatto una scelta per tentare di raccontarla senza “beatificarla”. Speriamo di esserci riusciti, con la consapevolezza di aver lavorato in assoluta onestà intellettuale.

    Secondo me il problema della stampa italiana è che cerca di anticipare quello che il lettore tipo della testata vuole leggere. Non si schiera più nessuno, anche l’unità confeziona un prodotto, non sviluppa dibattiti.
    Saluti

  • Nick

    05 lug 2005 - 09:55 - #3
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    Beh, nulla da dire, con un certo giro di parole sostanzialmente Coalizzi ha confermato involontariamente le tue contestazioni: un sofismo degno del miglior Andreotti…
    Mi spiego meglio: sono certo che Geldof, di fronte alla frase “secondo me il problema della stampa italiana è che cerca di anticipare quello che il lettore tipo della testata vuole leggere. Non si schiera più nessuno, anche l’unità confeziona un prodotto, non sviluppa dibattiti” avrebbe risposto - come ha sempre fatto di fronte ai giri di parole - “sì, ma intanto la gente muore di fame”. Più o meno la stessa cosa che avrà pensato leggendo la nota di Pino Daniele a proposito della sua defezione: “Non posso accettare lo strapotere degli inglesi nel sottoporre a noi artisti contratti inadeguati e con enormi lacune dal punto di vista della tutela degli obiettivi di solidarietà del progetto”. Parole, parole, parole: mai abbastanza sazi, noi occidentali ci abbuffiamo anche di parole.

    Anch’io, come te, sono elettore di centrosinistra, attivo ed impegnato, ma quando mi scontro con quell’atteggiamento di maniera, conformista e qualunquista meglio definito come “radical-chic” (il primato della politica e dell’opportunismo sull’azione e sulla pratica) mi vergogno del mio essere occidentale, fisicamente pingue e idealmente ormai rammollito.

    Ben venga all’improvviso, in un afoso sabato di luglio, un cantante a ricordamelo.

  • Juanna

    28 apr 2007 - 07:34 - #4
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    Up Down
  • Alice

    31 lug 2007 - 19:06 - #5
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    Up Down

    haha nice one! :p

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