Quelli che il calcio con Victoria Cabello torna il 16 settembre: il gradimento vale più dell'Auditel

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Quelli che il calcio - L'ultima puntata (della prima stagione) di Victoria Cabello



    UPDATE 17.05 La Cabello, in chiusura, ha annunciato di tornare il 16 settembre. Il suo Quelli che il calcio, unico merito della RaiDue di Pasquale d'Alessandro, è salvo. Una vittoria per la qualità televisiva, una sconfitta per l'Auditel che non ha sempre ragione.

Chiude Quelli che il calcio, forse per sempre. Paradossalmente, il dispiacere non sta tanto nel rinunciare a un marchio che ha sempre meno da dare, ai tifosi sportivi. Quel che mancherà davvero, se il programma non dovesse essere confermato, è l'appuntamento fisso con una squadra che ci ha divertito per un'intera stagione, con un linguaggio schietto e mai ipocrita.

Se il contenitore domenicale, dopo l'era Ventura, è sceso per la prima volta sotto le due cifre di share, ha offerto un tipo di intrattenimento che dovrebbe essere un vanto per la tv di stato. Tra Domeniche Cinque inesistenti, Arene di Giletti dal tono arrogante e pedante e una Cuccarini in balia della retorica, con la Cabello abbiamo trascorso ore spensierate, a metà tra la tv e le pillole di Youtube.

Tanti gli ingredienti vincenti, attribuibili per una volta a un team autorale creativo, coeso e appassionato del proprio lavoro. Dai mitici collegamenti di Marisa Passera, che oggi ha portato scompiglio in un condominio torinese ma si è anche messa in gioco sui palcoscenici più prestigiosi, ai finti tweet di Massimo Caputi, raro esempio di autoironia e classe nonché importante punto di riferimento per una conduttrice ignorante di calcio.

Ma è Selvaggia Lucarelli o Melissa Satta?
Quelli che il calcio - L'ultima puntata di Victoria Cabello
Quelli che il calcio - L'ultima puntata di Victoria Cabello
Quelli che il calcio - L'ultima puntata di Victoria Cabello
Quelli che il calcio - L'ultima puntata di Victoria Cabello

Dal ritorno cult di Sensualità a corte, che ha visto Madre rubare la scena a Jean Claude con esiti esilaranti (oggi hanno rispolverato come suo amante persino Alberto Scrivano di Grande Fratello), al D'Agostino tagliente di Ubaldo Pantani.

Dal Celomanca, ripreso da Victor Victoria per vivacizzare le interviste in studio, alla presenza fissa come inviati di personaggi brillanti, anziché cazzari, come John Peter Sloan, oggi vestitosi da Miss Filippine dopo aver perso una scommessa calcistica.

Ovviamente, lasciamo per ultima - con effetto climax - la responsabile di gran parte dell'apprezzamento di Quelli che il calcio di quest'anno. Mi riferisco a Virginia Raffaele, diventata una vera e propria regina della comicità con le sue azzeccatissime imitazioni di Ornella Vanoni, Belen e la potessa trans, Paula Gilberto Do Mar.

Dalla Cabello abbiamo imparato soprattutto una cosa: che in un gruppo di lavoro si può lavorare tra amici, ma senza nessun imbucato fuori posto. Forse i soli promossi con riserva sono quelli del Trio Medusa, non riusciti a fare il salto di qualità dopo Le Iene (lo stanno dimostrando anche nell'inesistente conduzione di Italia Coast2Coast).

Va dato, atto, però, a Vicky di essere stata generosa con tutti e di aver sempre condiviso la scena con altri, senza considerare Quelli che un suo avamposto. Personalmente ho apprezzato soprattutto la sua doverosa ma non forzata apertura al pop televisivo, quando ha iniziato a invitare Luca Giurato e Alba Parietti per non risultare "una bambina spocchiosa". E ho altrettanto apprezzato che Vicky abbia aperto all'Isola per puro aziendalismo, senza che contaminasse o snaturasse la sua identità.

Insomma, Auditel e rischio cancellazione a parte, bisognerebbe riconoscere a Quelli che il calcio il titolo di miglior programma di intrattenimento del daytime generalista, in tandem con G' Day della Cucciari. Il fatto che siano entrambi a rischio, mentre i decadenti Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque risultano confermati, fa capire il livello della nostra televisione.

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