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L’illazione, il film inedito di Lelio Luttazzi alle 22.15 su Rai5

Su Rai5 in onda L’illazione, unica prova da regista del grande Lelio Luttazzi, scomparso circa un anno fa

pubblicato 30 Ottobre 2011 aggiornato 5 Settembre 2020 02:21


Lelio Luttazzi, scomparso poco più di un anno fa, è stato un personaggio davvero poliedrico e in qualche modo inimitabile: musicista, presentatore, autore di commedie musicali, attore per registi di primaria importanza. In tv l’abbiamo visto, tra le altre, in trasmissioni come Studio Uno con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10, Ieri e oggi. Una delle sue ultime apparizioni è stata al Festival di Sanremo. Rai5 gli rende omaggio con una serata a lui dedicata.

Si parte alle 21.15 con il documentario di Pupi Avati Il giovanotto matto – Lelio Luttazzi, per poi proseguire alle 22.15 con la proiezione di un film inedito, da lui ideato, diretto e realizzato: >strong>L’illazione, tratto dal suo racconto La villa di campagna. E’ una messa in onda di particolare importanza, vista la storia complicata di questa pellicola, mai trasmessa dalla Rai nonostante risalga al 1972. La prima proiezione mondiale è avvenuta proprio oggi al Festival Internazionale del Cinema di Roma.

L’illazione è un film intimista, che racconta di rapporti interpersonali e del lento consumarsi di emozioni tra un gruppo di persone riunite in una villa di campagna. Partendo da innocenti e amichevoli chiacchiere davanti a un bicchiere di vino, un giudice, ambiguo e spietato, imbastisce un processo kafkiano contro l’unico personaggio che in tutto il film non ha neppure una battuta. Vittima o assassino? Innocente o colpevole? Giustizia o ingiustizia?

Questo film e il libro da cui è tratto nascono dopo una vicenda particolarmente complicata che ha coinvolto Luttazzi. Nel giugno del 1970, proprio mentre era all’apice del successo, la sua vita viene stravolta: in seguito ad un’intercettazione telefonica viene infatti arrestato, insieme a Walter Chiari, con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. L’artista rimane in carcere per 27 giorni, salvo poi essere completamente scagionato dall’accusa il 22 gennaio 1971. Si trattò di un errore giudiziario, ma per Luttazzi fu un’esperienza devastante dalla quale non si riprese mai completamente.

La pellicola, unica prova d’autore per Luttazzi, è stata ritrovata di recente e completamente restaurata per l’occasione.

Rai 5