Ferrara al posto di Santoro? Nel caso sarà colpa del Fatto Quotidiano


La storia va più o meno così. Lorenza Lei, direttore generale della Rai, chiede a Giuliano Ferrara se ha un'idea per il giovedì sera di RaiDue dopo l'uscita di scena di Santoro e il fallimento del miracolato Paragone. L'elefantino si sa non difetta in autostima e nonostante gli ascolti deludenti di Radio Londra propone una sorta di show (titolo provvisorio "L'Esame") in cui lui fa la parte del professore e l'ospite dello studente, una chiacchierata su un tema controverso uno di quelli sui quali Ferrara ha, a suo stesso dire, "idee e argomenti quasi sempre sbagliati e molto spesso di minoranza".

La trasmissione si preannuncia una noia mortale, ad eccezione delle puntate nelle quali l'ospite avrebbe il buon cuore di reagire con violenza alle provocazioni del direttore de Il Foglio. Il discorso non va avanti, la Lei non fa sapere più nulla a Ferrara e Giulianone si accontenta dei suoi 5 minuti che fanno la felicità di Antonio Ricci. Un paio di giorno fa, però, arriva una telefonata al conduttore di Radio Londra, è Carlo Tecce, brillante giornalista de Il Fatto Quotidiano, che gli chiede se è vero che presto "prenderà il posto di Santoro".

Tecce, tocca inquadrarlo, è lo stesso autore dell'articolo che sosteneva fosse ormai soltanto da formalizzare lo spostamento di Radio Londra all'orario del pranzo, previsione non avveratasi. Ferrara, da satanasso qual è, capisce di poter sfruttare l'occasione per ottenere due scopi: ridicolizzare Tecce e far parlare del suo programma in prime time, così decide di assecondarlo. Risultato? Il giorno dopo esce un articolo sul Fatto ricolmo della solita indignazione monocorde e stagnante che dà conto con un bel titolo della "notizia" che lo spazio televisivo dell'impavido Santoro finirà nelle mani dell'orrido Ferrara. Su Il Foglio il direttore racconta tutta la vicenda in un articolo dal titolo "Piccola cronaca di un pettegolezzo televisivo…nella speranza che si ingrossi".

Improvvisamente la non-notizia fa il giro delle sette chiese, anche il nostro Malaparte decide di pontificare da par suo parlando di schiaffi e schiaffoni a tutti. In realtà nemmeno la Lei è così matta da mandare in onda un programma che farebbe ascolti da monoscopio nel prime time di RaiDue, ma se un tentativo sarà fatto si potrà ringraziare almeno un po' gli sdegnati di professione de Il Fatto Quotidiano e il prode Tecce con la loro voglia di scoop.

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