La7 fa Piazza pulita di Exit. Questo il titolo del nuovo programma di approfondimento di La7 che verrà condotto da Corrado Formigi e che raccoglie l’eredità di Exit, orfano di Ilaria D’Amico.
Quello che vedete è lo scarno promo che da qualche tempo va in onda su La7, con il titolo “mascherato” da un cruciverba e con voice over che legge la definizione:
12 lettere, 8 orizzontale: la nuova prima serata di Corrado Formigli su La7.
Nel cruciverba appaiono anche le parole chiave del programma (alcune palesi, altre che si intuiscono): niente paura, cambiamento, reale, trasparenza, partecipazione, impatto. Vedremo come e quanto saranno mantenute, queste parole chiave. E come si presenterà alla sua prima vera prova in solitaria Formigli, reduce di Annozero.
Per saperlo, occorre aspettare settembre.

10 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
rai4
Il programma è sempre prodotto dalla Magnolia che produceva Exit?
#1 - Scritto il
pancio
Il promo (come del resto il condutttore) non promette nulla di buono: il solito programma antipremier per partito preso.
#2 - Scritto il
Liukss
Big La7!! Insieme a Rai3 è la rete migliore!!
#3 - Scritto il
pancio
il tuo paramatro per giudicare una televisione ottima, è semplice quanto banale: essere faziosamente schierati a sinistra. ah dimenticavo, ti sei scordato di menzionare sky, oppure lo scandalo Murdoch, vi ha fatto aprire gli occhi sulla non obiettività della tv satellitare?
#4 - Scritto il
pancio
"Molto male lo speciale Tg5. I telespettatori vogliono l’informazione SERIA!!". C'è un utente qui che vuole fare concorrenza a Luca Giurato, visto le castronerie che continua a ripetere in questi mesi estivi, ultima quel virgolettato in apertura di commento. Quell'ascolto non è affatto basso se si prende in considerazione il fatto che tratta temi economici (storicamente non avvezzi per le masse) e per di più in terza serata! E poi fa servizio pubblico e copre le lacune della rai, su questo argomento. Quindi queste iniziative di trasmissioni andrebbero sempre incoraggiate, e non osteggiate per partito preso; se questa trasmissione e con gli stessi contenuti, fosse andata in onda su rai3 o la7, invece per magia, ai tuoi occhi sarebbe diventata eccezionale e candidabile all'osca tv! Ancora una volta dimostri di essere spudoratamente fazioso e di parte, con l'ossessione dell'odio verso chi non proviene dalla tua stessa cultura a sinistra; non c'è da meravigliarsi comunque, basta vedere gli idoli dell'informazione a cui tu ti ispiri, pendendo dalle loro labbra su qualsiasi cosa dicano, e a tua volta ripetendo il tutto come un pappagallo, e magari senza neanche capire il reale significato di quello che ripeti, venerandoli come dei. E poi ci lamentiamo che il nostro paese non progredisce, ma arretra inesorabilmente. L'ignoranza è l'origine di tutti i mali, affermava Socrate.
#5 - Scritto il
MarcoNAK
PIAZZA PULITA ERA IL TITOLO DI UN CELEBRE PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO GIORNALISTICO CONDOTTO SULL'EMITTENTE ANTENNA 3 DAL GIORNALISTA ROBERTO POLETTI. CON TANTO DI SIGLA SCRITTA DA LORENZO PILAT. COME VEDETE, IN TELEVISIONE NON C'E' MAI NIENTE DI NUOVO…. MARCO
#6 - Scritto il
_emy
Ottimo! La d'amico faceva pietà. Formigli è faziosissimo ma bravo. Ma il nome piazza pulita lo possono usare anche se era un programma di antenna 3!?
#7 - Scritto il
pancio
A riprova del mio commento precedente, eccovi il giudizio di una fonte giornalistica tutt'altro che faziosa e vicina al premier: "Lo speciale Tg5 Numeri in chiaro messo su in quattro e quattr'otto dal direttore Clemente Mimun e dal suo vice Andrea Pucci, nato da un'idea di Mauro Crippa e condotto da Giuseppe De Filippi, rappresenta una boccata d'aria fresca nella calura agostana delle repliche tv. E' risultata vincente l'idea di coprire a botta calda la crisi economica e di spiegarne i motivi tutte le sere, con servizi, approfondimenti, ospiti e collegamenti dall'Italia e dall'estero, rendendo perfino i temi più complessi alla portata del telespettatore non esperto di economia e finanza. Anche gli ascolti complessivamente sono da ritenersi buoni. Per contro sulla crisi la Rai non è andata a tamburo battente, qualche speciale o dossier una tantum tra le reti, come uno zuccherino quando si ha la tosse convulsa".
#8 - Scritto il
papuccio
auguri e figli maschi..!
#9 - Scritto il
Pietro.
Ho compiuto 35 anni di contributi ed ho iniziato a lavorare in regola a 16 anni di età fisica fino ai 18 continuativi. Farei parte dei lavoratori precoci se la legge non ci avesse delegittimato e discriminato. Vorrei esprimere a tutti un mio giudizio; altro psicologicamente pensare, me ne andrò in pensione qualche anno prima, visto che nei miei 16 anni di età, cioè da " ragazzino " andavo a lavorare alla zona industriale di CT, col troppo freddo e col forte caldo, dovevo essere li alle ore 07,00, e dovevo alzarmi dal letto alle 05,30 per prepararmi per tutte le mie esigenze fisiche prima di partire. Mentre Io mi alzavo così presto visto la mia tenera età, quelli più grandi di me, la mattina si alzavano dal letto più tardi, ed io dovrò andare in pensione quando andranno costoro con tanto di rispetto; avendo iniziato a lavorare un bel pò più tardi di me; vi sembra giusto?. Nel contempo approfitto per ringraziare tramite facebook, i Signori legislatori che con le loro comprensioni e considerazioni che hanno avuto verso di noi, i quali abbiamo iniziato a conoscere il sacrificio e la sofferenza del lavoro molto prima degli altri, e avendo anche dato per primi il nostro contributo per lo sviluppo e per la crescita dell' Italia. Su tutta questa filastrocca c'è da tenere presente in piena considerazione, che Io e gli altri ragazzini come me, in quegli anni più belli dell' infanzia ci alzavamo prima delle ore 6 di mattina col buio, mentre gli altri, dico quelli più grandi di Noi dormivano indisturbati nel più bello della mattinata e si stiravano le ossa nel letto fra le coperte, compresi anche quelli che ci amministrano. Da ragazzino mi facevo forza nell' alzarmi per non rifarmi chiamare da mio Padre che dopo il suono della sua sveglia,veniva a svegliarmi; alzati Pietro, ed io con grande forza d' animo, anche se ragazzino quale ero, ed anche se mi veniva a mancare il riposo, con voce quasi da bambino e col sonno negli occhi rispondevo a mio Padre, si Papà mi sto alzando. A questo punto non riesco proprio a capire perchè Noi precoci in un'età all'epoca infantile non possiamo oggi privileggiare e godere nel potercene andare in pensione qualche anno prima di quelli che hanno iniziato a lavorare dopo di noi e goduto l' infanzia più di Noi. Noi abbiamo subito un trauma che ci trasciniamo da tempo, divenendo dei lavoratori precoci: cioè lavoratori da ragazzini; iniziando a dare il nostro primo contributo, come le pecore quanto iniziano a dare la loro prima lana in modo più precoce della loro maturità, e che ormai adesso non ci viene più riconosciuto, come se il nostro sacrificio non fosse servito a nulla, per le dovute e ingiuste inconsiderazioni di questi legislatori. Con questo, Invito coscientemente ed umanamente a riflettere e ha cercare di prendere delle dovute e giuste azioni in un tempo spero abbastanza breve, per tutti noi reduci di precocità, e che con questa precocità di lavoro e non di divertimento che si è tatuato in noi purtroppo in modo indelebile ormai stanco come quello di un anziano, per aver iniziato a lavorare troppo precocemente. PER ME, NON SO SE ANCHE PER VOI, LAVORATORI PRECOCI: CIOE' LAVORATORI DA RAGAZZINI, PER GIUSTO GIUDIZIO E PER GIUSTA CAUSA, NOI DOVEVAMO ESSERE RICONOSCIUTI ANCOR DI PIU' E MEGLIO DEI LAVORI USURANTI CHE GODONO E PRIVILEGGIANO DI ANNI DI PREPENSIONAMENTO, PENSANDO A QUELLE NOSTRE PICCOLE E TENERE OSSICINE FRAGGILI CHE ERAVAMO. PERCHE' NOI DA RAGAZZINI CI SIAMO USURATI ANCOR PRIMA E DI PIU' DEI LAVORI USURANTI.
#10 - Scritto il