Scrivo subito dopo la partita che l’Italia ha vinto sulla Germania. Riemerge in me il sentimento di giovane giocatore che conosce bene il valore di una vittoria in una circostanza importante. Ma- chi ha fatto o fa sport- lo sa: l’entusiasmo prende dentro anche se si gioca una” partita del cuore “(che peccato che la tv ha rubato questa definizione e l’ha banalizzata!) in un campetto di periferia per due lire ieri e due euro oggi, e la posta ce l’hai nel profondo. Il calcio adesso torna in prima linea, nonostante lo scandalo delle squadre e dei dirigenti. La tv ci inzuppa il pane. Ne ha bisogno. Lo ha sempre fatto, lo fa e lo farà ancora. Sono curioso e faccio una domanda: che cosa pensate, calciofoli da scarpetta o da poltrona, di questa vittoria e dei modi con cui la tv, anzi le tv hanno seguito i mondiali in Germania? Io ho fatto zapping, anche a caccia di patriottismo a buon mercato, di citazioni trionfalistiche, di voglia di dare un colpo di spugna di quel che non va nell’arte della pedata. Mi fermo qui, anche se avrei un potente desiderio di andare avanti e di prendere a calcio i sederi di pietra della tv e quei sederi che in comode poltrone tra società e parapolitica, fra trame e fanatismo settario ci costringono a vergognarci di non averlo saputo prima… A dopo…
ITALO MOSCATI
halo9000
05 lug 2006 - 00:35 - #1“calciofoli da scarpetta o da poltrona”?!?!?
Io la partita me la sono guardata con i miei amici al bar!
italo moscati
05 lug 2006 - 00:42 - #2Bravo, Halo9000 fai bene a incazzarti o ,se preferisci, arrabbiarti…ma vedo, considerato l’orario,che sei rimasto a casa e non sei uscito a fare festa…festa contro la quale non ho nulla, anzi, sono uscito un momento a guardare ricordando Desmond Morris (ne riparleremo)…ma attenzione a non cancellare le angustie di un pallone processato, i ragazzi della nazionale e i calciofili come te non lo merito questo pallone dei moggi, moggiani, moggeschi..
Italo
halo9000
05 lug 2006 - 00:51 - #3Veramente ho festeggiato ma sono tornato a casa… sai com’e', domani e’ mercoledi… la gente lavora.
FasH
05 lug 2006 - 08:56 - #4Vuoi sapere cosa ne penso?
Purtroppo non posso darti una risposta, dato che io i Mondiali non li ho mai seguiti, ne’ le partite ne’ il contorno di trasmissioni dedicate ad esse.
Forse ho sempre avuto di meglio da fare?
Forse a me il calcio proprio non piace (se facessero vedere i campionati mondiali di equitazione, tra dressage e ostacoli.. Quelli si’ che li seguirei anche all’una di notte)..
Ale
05 lug 2006 - 10:37 - #5Mi pare evidente che la tv ha seguito malissimo i mondiali (intendo la rai). è l’unico momento in cui mi interesso di questo sport, quardo anche e soprattutto le partite più sfigate, alla faccia degli imminenti esami, e la rai che fa? si fa fregare da sky.
Sono stracontenta per la finale, ma i sinceramente agli automobilisti festeggianti i clacson glieli farei ingoiare.
Ermi
05 lug 2006 - 12:47 - #6Mi sembrate delle comari. Quando è caldo si verrebbe freddo quando è freddo si vorrebbe caldo. Insomma un pò di tolleranza verso le altre persone oggi ai calciofili e domani a qualcuno per altro. E’ bello chiudere la televisione sapendo quello che ti perdi e quindi magari aprire un buon libro pronto a sorridere alle urla dei vicini felici… finalmente felici e non nervosi per lo stress da caldo o altro visto i tempi. Viva la soddisfazione sportiva che ci ha reso tutti più felici.
Pippo
05 lug 2006 - 12:55 - #7Ho sentito nelle interviste del dopopartita commenti e interviste molto misurata da parte dei giocatori italiani. Adesso mi godo questi mondiali e questa finale raggiunta (anche questo risultato sarà merito di Moggi?) e archiviato il tutto mi aspetto pene esemplari e giuste per i colpevoli del nostro calcio.
Io mi immagino questi schifati del pallone immobili ai gol di Grosso e Del Piero al 119 minuto….
Ma dai!
italo moscati
05 lug 2006 - 17:22 - #8Qualcuno scrisse tempo fa un saggio sul gioco del calcio in cui si parlava di questo sport come della religione, secondo un giudizio che è poi diventato uno slogan: il calcio come oppio dei popoli. Io non credo che lo sia. Esistono altri parametri per affrontare temi, come quello del calcio e dello sport in generale, che non si accontentano di essere dominati dalle invettive, dai pregiudizi, dagli snobismi. Nel caso specifico, Italia che batte la Germania, la vittoria è uno spettacolo che aiuta molti, moltissimi in specie i giovani, a contenere o a liberarsi momentaneamente delle frustrazioni. Non solo, mai come in questo caso, l’idea del gruppo che si ritrova, funziona,vince - al di là delle bandiere e degli inni- mi pare superiore a tutte le altre considerazioni chi si possono fare. A presto per Desmond Morris e, non sembri una stonatura, per un confronto fra il film di Ridley Scott, “Black Hawk Down” e gli episodi di gloria come quello dello stadio di Dortmund.
A dopo, Italo
italo moscati
06 lug 2006 - 08:56 - #9Dopo la vittoria, il mutismo. La gente giovane, ma non solo, festeggia per le strada. E basta.I giornali superciliosi criticano queste feste perchè troppo nazionaliste, ma vogliono sciupare la festa. Il mutismo è di quanti non si spingono a commentare oltre, tanto non ne vale la pena, altri temi e personaggi percorrono i blog e la tv. La parola è rimasta agli specialisti che cercano di usare la vittoria, le vittorie per pulire i vetri e l’anima sporca del nostro calcio.Gliela vogliamo lasciare?
Infine, due puntualizzazioni, come promesso. Il ben noto antropologo Desmond Morris descriveva il successo del calcio come metafora del rapporto sessuale, con il gol come culmine del piaceree. Tutti d’accordo?
L’altro punto riguarda il film citato da me nel mio precedente interventino: “Black Hawk Down”. Questo film di Ridley Scott racconta in modo spettacolare l’episodio accaduto a Mogadiscio quando un elicottero di marines cadde nel centro della città, ci fu battaglia e morte per i marines e il pilota. Nel film mi colpì la battuta finale di un soldato americano che, interrogato sul fatto, rispose che il suo lavoro, si badi lavoro, era esaltato da un unico elemento: la solidarietà, l’amicizia con i compagni, con il gruppo. Ecco,quella battuta nella sua semplicità mi sembrava (vidi il film a New York in mezzo a una platea agghiacciata) e mi sembra qualcosa ben più impoortante di un semplice suggello su guerre impossibil e comunque mal impostate una spiegazione valida sui comportamenti di tanti giovani di oggi. Caduti i simboli- bandiere,inni, motti e slogan- i giovani vivono realtà in cui si trovano a operare e a vivere o a sopravvivere in nome più della solidarietà e amicizia con il coetaneo coinvolto come lui, che di ideali che gli sfuggono perchè non li ritiene validi o perchè non li capisce, non essendoci nessuno capace di credibilità di farli capire.
Facendo un salto senza rete dal film al calcio, ecco: io penso che l’entusiasmo del gruppo dei calciatori azzurri nasca da un certo cinismo inevitabile in una situazione deteriorata (il caso Moggi & C), cinismo reso umano e persino gradevole dal gruppo, dall’impegno comune, nella volontà di mostrarsi e essere meno gretti e “corrotti” (dal successo e dai soldi) di quanto pensavano e pensano molti giornalisti che oggi esultano. I giovani calciatori azzurri stimolano, comunicano alle masse di ragazzi e non solo -che li guardano perchè vincenti- più sentimenti contraddistinti dalla possibilità di sfogo piacevole (ipotesi Morris) e di una compattezza del collettivo di ventitre atleti-persone (la battuta del film)che derivanti da un fanatismo patriottico e nazionalista.
Buona giornata, Italo
FasH
06 lug 2006 - 09:17 - #10Sinceramente non capisco perche’ fare queste feste per il calcio, e non quando la Nazionale vince nei mondiali di basket, o pallavolo, o nuoto.
Lo trovo fuorviante e incoerente.
italo moscati
06 lug 2006 - 20:33 - #11Caro FasH, contano i numeri, spesso solo i numeri. Non è una novità. Guardiamo agli ascolti, alla quantità degli spettatori e dei biglietti venuti, agli incassi, alla pubblicità. Inutile scandalizzarsi. Ma ,a mio avviso, non vale la pena neanche di fare i superiori. I Mondiali rinnovano la contraddizione e ci costringono in apparenza a rassegnarti. Non contate su di me. Preferisco tentare di capire piuttosto che abbozzare. A domenica,
Italo
Ps
A proposito: io, pigmeo, ho giocato al basket oltre che al calcio, sono entrato in campo (a sedici anni) in una stadio colmo per l’attesa del match fra squadre di A, ma ho visto poco pubblico quando cercavo di tirare in sospensione a canestro più op meno alla stessa età… E poi, le feste si fanno anche per il basket, la pallavolo o nuoto ma sono per pochi intimi, o quasi. Vige la legge dei grandi numeri,ripeto, e una vittoria al calcio, per le molte squadre di sedentari (noi)vale la festa calcistica e , secondo me, non è male. Io tifo Italia e voi?
Luco
08 lug 2006 - 17:46 - #12Anch’io tifo Italia. Purtroppo però sono uno di quei poveracci che può permettersi di pagare “solo” il canone e non l’abbonamento a sky. Ho dovuto, quindi, rinunciare a molte partite (tra cui anche due quarti di finale) e ascoltare telecronache fatte da giornalisti incompetenti e male informati. Per fortuna l’Italia è andata avanti, altrimenti mi sarebbe sorto il dubbio che tra le innumerevoli doti di questi giornalisti, ci fosse anche quella di portare sfiga.