Su Canale 5 il "crudo" Parenthood in prime time: funzionerà come Invasion o flopperà come I Tudor e Dirty Sexy Money?

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Nella fiction italiana non vedremmo mai una madre separata che dice "vaffanculo" e inveisce anche fisicamente sulla propria figlia adolescente in crisi, o che si fa scoprire in cucina dal figlio sbarbatello mentre copula occasionalmente con un uomo, peraltro usando i preservativi che ha trovato inaspettatamente sul comodino della nonna. Così come non vedremmo mai - in una prima puntata peraltro - un personaggio femminile che conserva nel frigo lo sperma di un altro uomo, perché il suo compagno non la vuole ingravidare. O un nonno che, per far diventare il suo nipotino un uomo, gli rompe il naso con una gomitata.

Questi sono solo alcuni dei contenuti "crudi" di Parenthood, la serie familiare "con le palle" (tratta dal film 'Amici, parenti e tanti guai') che Canale 5 propone nel prime time estivo del martedì, orfano del vincente ciclo Alta tensione. Un prodotto, questo, che dimostra il coraggio di declinare la più tipica serialità familiare in un racconto brutalmente realistico, con l'effetto di un family drama "forte" (più del modello clonato, Brothers and sisters). Droga, autismo, famiglie disadattate: sono solo alcune delle tematiche che vedremo affrontate già dal primo episodio di questa sera.

Va detto che il vero traino di questa serie, in un cast per lo più anonimo e "incupito" (salvo il noto e amato Peter Krause), sta nel carisma della protagonista Lauren Graham, l'indimenticata Lorelai di Una mamma per amica ugualmente doppiata da Giuppy Izzo. Paradossalmente, la sua è stata una sostituzione vincente, con tutto il rispetto per la prima designata al ruolo, Maura Tierney, che dopo la puntata pilota ha scoperto di avere il cancro.

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Inizialmente ritrovarla mamma di una figlia sbandata, anziché della ragazza modello Rory, crea qualche scompenso, presto risolvibile dalla sua versatilità interpretativa. Anche se, a ripensarci, la sua storia non è molto diversa: sempre di ragazza madre costretta a chiedere aiuto ai propri genitori si tratta.

La sua Sarah Braverman è la madre single di due adolescenti, ha problemi economici e un ex marito tormentato, che fa il musicista ma anche lo spacciatore. Perciò torna a vivere con i genitori Camille (Bonnie Bedelia) e Zeek (Craig T. Nelson). Mentre lei va in cerca di un lavoro, suo fratello Adam (Peter Krause) e la moglie scoprono che il loro bambino potrebbe avere la sindrome di Asperger.

Sono solo alcune delle vicende che coinvolgono Sarah e i suoi fratelli, tra cui c'è anche la sorella Julia, avvocato di successo che cerca di conciliare lavoro e famiglia, insieme al marito casalingo Joel e il fratello Crosby, allergico a qualsiasi relazione sentimentale impegnativa. Una famiglia numerosa, le cui dinamiche non scadono mai nel retorico. Questa sera, ad esempio, sentirete pronunciare a Sarah queste parole a suo figlio:

"Meriti un bravo padre. non avrei mai dovuto sposarlo. per quel che vale tu hai me. mi dispiace tanto ma ti dovrà bastare questo".

Suo fratello Adam, invece, riceverà una precisa richiesta di supporto morale da sua moglie:

"Mio figlio ha qualcosa che non va e ho bisogno che mi aiuti".

Insomma, problemi grossi. Gli stessi che potrebbe incontrare Canale 5 in una delle abbinate seriali più coraggiose della storia. Al termine di due episodi di Parenthood - già trasmesso in prima visione sulla pay Joy - arriva, infatti, la seconda stagione di The Tudors in prima tv. In Italia ha debuttato il 24 aprile 2008 sul canale del digitale terrestre Mya con il titolo I Tudors, per poi essere trasmessa in chiaro da Canale 5, dal 10 luglio 2008 in prima serata, con il titolo I Tudors - Scandali a corte.

La collocazione in piena fascia protetta, dalle 21.00, fece parecchio discutere, viste le svariate scene di sesso ad alto tasso erotico presenti. Peccato che l'ascolto non fu - per quei tempi - soddisfacente: due milioni ottocentomila telespettatori con quasi il 17% di share, a fronte dei tre e mezzo con il 21% di Super Quark.

Sempre nel 2008 Canale 5 testò Dirty Sexy Money in prima serata, andato pure peggio (il Pilot, 2.326.000 telespettatori totali e il 14.87% di share sul target commerciale e il secondo, “I Leoni”, 1.786.000 telespettatori totali e il 13.25% di share sul target commerciale) al punto da finire relegato in terza serata.

Ricordiamo che uno dei pochi telefilm rivelatosi su Canale 5 - a sorpresa vista la debolezza sulla carta - una miniera d'oro in prime time è stato Invasion, arrivato nel 2006 a cifre da garanzia di 4.841.000 spettatori per uno share del 23.56%.

The Tudors, la seconda stagione
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