
Quando avremo in Italia un celebrity chef degno di competere col carisma british di Jamie Oliver? il ribattezzato David Beckham della cucina anglosassone è stato portato al successo dall’esportatissimo Naked Chef, ovvero un remoto antesignano de La notte degli chef di Alfonso Signorini - in quanto a sinergia tra cuochi e star system - che è venuto alla luce sulla Bbc nel lontano 1998. Il provocante titolo è stata una scelta subita dal conduttore, che non si è mai presentato ai fornelli senza veli, bensì ha fondato la propria identità di chef sul minimalismo delle sue ricette.
Jamie’s Kitchen è stato l’altro cavallo di razza di Oliver, mostratosi pronto ad aiutare dei ragazzi svantaggiati a lavorare nel campo della ristorazione. Peccato che di lui le cronache mainstream italiane abbiano parlato poco, nonostante i suoi innumerevoli show sdoganati su Sky e anche su Cielo.
Da questa sera, una docu-series del 2008 targata Jamie debutta su Rai5. Si tratta di Jamie’s Ministry of Food, la celebre campagna di sensibilizzazione per una corretta alimentazione portata avanti dallo chef, che vedremo ogni lunedì alle 22.30 sulla rete Rai del digitale terrestre.
Il cuoco dai riccioli biondi ha capito che i suoi connazionali hanno dimenticato come si cucina. Di qui la sua rivoluzione: tornare ad una cucina sana e genuina.
La sua missione diventa, quindi, quella di insegnare alle casalinghe come cucinare con ingredienti freschi ogni giorno. Per attuare l’esperimento ha pensato bene di coinvolgere l’intera comunità della città di Rotherham. Oliver entra nelle case, negli uffici, nei luoghi di ritrovo per verificare in loco quale siano le reali condizioni alimentari e portare il suo messaggio.
Sceglie dei novizi dell’arte culinaria a cui insegna una decina di ricette e, grazie al passaparola, il suo messaggio per cambiare le abitudini alimentari degli inglesi si diffonde. Le storie dei personaggi che incontra dimostrano che si è sempre in tempo per raddrizzare il tiro, e diventare parte attiva nella battaglia per una vita più sana.
TidusFFX
13 giu 2011 - 16:19 - #1alla domanda di inizio post ….
beh ho visto simone ruggiati in cuochi e fiamme su la7 e non se le cava male. C’è da dire che qui in italia il problema è che i format di cucina sono tutti gli stessi. Io proverei lui in un format del genere. Poi può anche essere che non funzioni.
ChiaraZaa
13 giu 2011 - 16:34 - #2ma Yvonne Sciò non era stata fidanzata con Rocco di SPirito? e anche Oliver? le piacciono i cuochi stranieri o è un errore? io di lei mi ricordo benissimo nelle riprese quando Di Spirito faceva il reality show sul suo ristorante a Manhattan!
luigi_fi
13 giu 2011 - 16:42 - #3beh che un inglese voglia insegnarmi a mangiar sano … mi disturba un po’…
lord-lucas
13 giu 2011 - 16:52 - #4ho confuso, pardon. yvonne è stato con rocco, non con jamie
tatac
13 giu 2011 - 17:14 - #5Jamie è fantastico, è molto giovane ma ha già girato tutta l’europa e l’america alla scoperta di sapori, ricette e tradizioni. La sua cucina è rustica, semplice ed istintiva…
Su sky, cielo vanno in onda moltissime sue trasmissioni e devo dire che se la cava molto bene anche con lo stile italiano di cui lui è un cultore. Ha girato il bel paese cercando tutte le nostre ricette più tipiche che spesso rielabora in chiave “straniera”.
giulya
13 giu 2011 - 17:15 - #6uff….peccato che a verona io non riesca ancora a prendere rai 5…
marco.
13 giu 2011 - 17:51 - #7idolo
kill01
13 giu 2011 - 18:03 - #8Per chi si diletta minimamente in cucina è lampante come sia veramente un pressapochista. Gli ho visto fare certe cose terribili. Ci sono altre persone da cui prendere esempio, non questi dilettanti alla Mattia detto Fatto.
i-casi-della-vita
13 giu 2011 - 18:21 - #9Da qualche settimana le sue ricette sono su Restaurant City… C’è la Jamie’s mania… aahahhahahah
nikol76
13 giu 2011 - 20:51 - #10http://www.dailymail.co.uk/news/article-1385208/Jamie-Olivers-Italian-restaurant-chain-gets-food-poisoning-warning.html
Alexpf
13 giu 2011 - 20:52 - #11preferivo il lunedì con Ramsay.