Luca e Paolo leggono Gramsci - Sanremo 2011




Una canzone per la prima serata, protagonisti Berlusconi e Fini, messi in qualche modo sullo stesso piani; numeri con gag “contro” Saviano, Santoro - entrando nel merito di certe questioni che riguardano il conduttore - Fini e Montezemolo per la seconda serata (un modo per essere “bipartisan”? O l’ennesima riproposizione del “così fan tutti”, tutti hanno difetti, tutti sono un po’ buoni e un po’ cattivi?). Scenette divertenti, altre che lasciano punti interrogativi. Insomma, chiari e scuri, dal punto di vista dei contenuti, per Luca e Paolo al Festival. Ma questa sera, dopo un Benigni monumentale - e dopo aver individuato perfettamente le tre fasi della conduzione di Morandi, che prima si deve scaldare, poi si scalda, poi si addormenta -, fanno una scelta coraggiosa. Leggono, recitano Antonio Gramsci, La città futura (1917). Un pezzo straordinario, che vale la pena riportare integralmente, Odio gli indifferenti.
Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
ciccio1977
18 feb 2011 - 01:06 - #1La cultura regina di questa serata celebrativa anche con Luca e Paolo, scelta coraggiosa e ottima
nfren
18 feb 2011 - 01:19 - #2BELLISSIME QUESTE PAROLE
SCELTE NON CASUALI
GRAZIE A LUCA E PAOLO
frap
18 feb 2011 - 01:22 - #3trentottomilavolte più sincera ed emozionante questa roba qui che benigni
ueppale
18 feb 2011 - 01:24 - #4Riguardo all’inizio dell’articolo: in pratica se ironizzano su Berlusconi allora è ottima comicità, grande performance, invece se ironizzano su esponenti della sinistra (politici o non) non va bene. Obiettività portami via.
Bactrocera
18 feb 2011 - 01:45 - #5Speriamo che leggano anche qualcosa di Cavour e Einaudi, non si può parlare di Italia senza nominare i 2 più grandi politici liberali della storia d’Italia.
nfren
18 feb 2011 - 01:45 - #6Mamma mia ma sempre a cercare il pelo nell’uovo!
Ma se proprio vogliamo essere obiettivi, ma chi, meglio del ns. premier si presta ad essere oggetto di ironia, barzellette, satira e quant’altro? E’ lui che offre molta materia prima!
E se lo fanno in tutto il mondo, se siete obiettivi, una volta tanto chiedetevi anche il perchè invece di pretendere una par condicio che non può esserci forse, perchè un altro personaggio come lui non esiste!
vivalativu
18 feb 2011 - 01:47 - #7Allora, Luca e Paolo che citano Gramsci sono coraggiosi, se invece ironizzano su Santoro e Saviano sono burattini del regime, mi chiedo se sarà mai possibile esprimere dei giudizi senza indossare la maglietta di una parte o dell’altra.
Alexpf
18 feb 2011 - 02:05 - #8Tutto bene televisivamente, è solo che dopo Benigni fanno la figura di un ragazzino che per la ricerca fà copia-incolla da Wikipedia. Vabbè che l’avevano detto pure loro; è come fare un porno dopo Siffredi.
ella
18 feb 2011 - 03:02 - #9Gramsci dopo l’inno di italia alla fine non è stato esattamente come un porno dopo siffredi. Secondo me è stato il PIÙ che degno seguito al numero di benigni. Anzi…
Rampax
18 feb 2011 - 05:15 - #10Non mi sono piaciuti per nulla
Perplessa
18 feb 2011 - 10:44 - #11Ma quanto è attuale gramsci? Imperiale.
Finalmente un po’ di sana divulgazione culturale
TidusFFX
18 feb 2011 - 10:54 - #12I migliori di questo festival. Sono curioso di come i loro colleghi iene e la stessa Ilary li prenderanno in giro nella prossima puntanta delle Iene.
Bobina
18 feb 2011 - 12:15 - #13grandi Luca e Paolo gli unici di questo festival che non hanno deluso.
danyele-world
18 feb 2011 - 12:25 - #14Avrei pagato per vedere le facce di La Russa e Masi… mi pare di vederli: prima belli tranquilli durante il monologo, poi imbarazzati ed inca77ati neri quando “hanno capito”, e si sono ritrovati ad applaudire un discorso di Gramsci :-D
nikol76
18 feb 2011 - 16:38 - #15io l’ho vista in altra chiave, e non c’entra la russa, masi, destra o sinistra. credo che il testo riguardi OGNI SINGOLA PERSONA, non chi sta al potere e chi sta in opposizione.
ma riuscirete mai a vedere oltre le vostre convinzioni politiche?!
e come dice qualcuno sopra, se si fa satira su berlusconi sono tutti eccezionali, se si fa sulla sinistra, sono pietosi…
Galatr82
18 feb 2011 - 17:17 - #16Non mi sono piaciuti, è un festival della canzone o una tribuna politica ,poi Gramsci diceva cose cosi ovvie.