Ricordate l’ormai celeberrima puntata di Report su Trenitalia - che ha anche avuto un recall nell’edizione di quest’anno dell’unico vero programma di approfondimento giornalistico che circola sulle reti nazionali italiane - del 7 ottobre 2003, Puntuale come un treno?
Personalmente è una di quelle che mi ha indignato di più, che mi ha fatto sobbalzare più volte sulla sedia, anche per le conseguenze che si portò appresso: quattro ferrovieri erano stati licenziati da Trenitalia dopo essere stati individuati e riconosciuti come responsabili del servizio di Report. Ovviamente le motivazioni ufficiali dei licenziamenti riguardavano questioni di sicurezza.
Vito Belfiore, capotreno che rilasciò l’intervista, era stato licenziato in tronco da Trenitalia per aver permesso l’ingresso in cabina guida, la fermata plurima del treno e l’allontanamento a piedi lungo i binari della giornalista responsabile dei servizi. Ora la Corte d’Appello di Genova ha deciso il reintegro: il capotreno riceverà tutti gli stipendi arretrati, con tanto di interessi, e il rimborso delle spese legali.
Gli altri tre ferrovieri attendono ancora il giudizio in primo grado.
[Sito Ufficiale di Report]
carro128a
25 mag 2006 - 13:10 - #1Ho visto anche io quella puntata e conoscendo l’ambiente ferroviario (ma non sono di RFI) sono rimasto scandalizzato dalla supericialità dell’informazione. Sono sempre stato un fan di Report e mi cadde un mito: dichiarazioni scorporate dal contesto, affermazioni molto opinabili di macchinisti (in ferrovia ogni categoria è contro l’altra e tutti contro il padrone) e addirittura quella di un anonimo consulente che diceva di aver subito minacce di morte (i consulenti sono pagati per dei report che sono approvati o meno dal cliente che se non gradisce non paga più il consulente, mica lo ammazza!). Nella vicenda del macchinista licenziato le irregolarità contestate sono molto gravi e sono punite spesso a quel modo. Infatti quel macchinista è stato reintegrato perchè i giornalisti erano già in cabina e lui pensava fossero autorizzati. C’è invece da riflettere su quanto siano stati spregiudicati i giornalisti che, magari sapendo che stavano facendo delle cose piuttosto irregolari, hanno mandato al macero i macchinisti per un servizio. Non si può comunque contestare la mancata sicurezza della ferrovie (credetemi è davvero ad un livello maggiore che all’estero) e poi commettere delle irregolarità contrarie alla sicurezza per denunciarle