I giapponesi solitamente producono anime tratti da fumetti o personaggi legati al loro Paese e difficilmente si avventurano in territori inesplorati. Un’eccezione é Zorro, un personaggio noto a tutti non solo per le moltelici serie tv e i molti film che gli hanno dedicato ma anche per un anime dal titolo “Kaiketsu Zorro” prodotto da Ashi Productions che diedero in tv su Italia1 nel 1996, con il titolo de “La leggenda di Zorro”, che purtroppo non hanno più replicato.
Come nel personaggio originale creato dallo scrittore americano Johnston McCulley nel 1919 per il romanzo The Curse of Capistrano, i nemici principali dell’eroico spadaccino che si firma con una “z” sono i funzionari militari spagnoli che controllano la California, affamati di potere, che opprimono e usano l’arma dell’intimidazione nei confronti della comunità locale. L’antagonista principale di Zorro è il comandante Raymond, aiutato ed incoraggiato dal suo lacchè Gabriel.
C’è anche il noto e grasso soldato il sergente Pedro Gonzales, molto simile alla caratterizzazione che abbiamo visto nelle produzioni tv e cinematografiche dedicate allo spadaccino dall’identità segreta, che serve a dare quel tocco di comicità alle avventure. Le differenze con la storia classica sono che Don Diego de la Vega è biondo e si muove a cavallo di un destriero bianco, e Bernardo non é un servitore muto ma é un ragazzino che il protagonista a preso con sè.
[via ToonZone]
Come nelle pagine originali di McCulley nel Zorro made in Japan c’è la fanciulla Lolita, che dovrebbe sposare Diego appena quest’ultimo avesse concluso gli studi in Spagna. Ma una volta tornato, Diego, avrà dei ripensamenti perchè seguendo le gesta audaci e coraggiose di Zorro, farà dei confronti con il fidanzato, e si invaghirà dell’eroe mascherato. Interessante la sigla di apertura originale (qui) nella quale il protagonista indossa il suo costume da Zorro in un montaggio che sembra quasi una classica sequenza di trasformazione.
L’anime di Zorro ha avuto più o meno successo secondo le nazioni dove é stato trasmesso. Poco successo in Giappone dove vennero trasmessi solo 46 episodi dei 52 della serie, mentre ha avuto un buon riscontro di pubblico in Messico, Brasile e Colombia, ma dove é stato seguito con più entusiasmo é l’Europa: il cartone animato é, infatti, stato tradotto in spagnolo, portoghese, tedesco, italiano, francese, polacco e inglese.
Vi segnalo la sigla di Cristina D’Avena, che ricorderete con piacere, di seguito.
bladex
20 lug 2010 - 17:54 - #1Waa è passata una vita!!! :| …
Non voglio commettere l’errore dei miei genitori e dei genitori dei miei genitori PERO’…
Se confrontiamo questo cartone con quelli di ora……….non c’è storia!!…
Marcolp86
20 lug 2010 - 18:03 - #2Stupendo questo cartoneeeee!! =) che bei tempi che erano gli anni 90′!!!!
zoro
20 lug 2010 - 18:13 - #3ricordo di averlo visto molti anni fa qquando lo avevano trasmesso su italia 1!!!
elaia
20 lug 2010 - 19:28 - #4Ricordo la frustrazione perché lui si ostinava a fare il perfetto imbecille di giorno e il perfetto figo mascherato di notte, così che la ragazza non si accorgeva mai che erano la stessa persona e minacciava sempre di lasciare il fidanzato “ufficiale”. Ricordo anche una specie di bacio notturno a lei addormentata prima di una missione difficile…insomma era carino!
miky2107
20 lug 2010 - 19:38 - #5Cmq qualke volta lo hanno replicato xkè ricordo di averlo seguito un paio di anni fa la domenica mattina su italia 1!!!!
keenan84
20 lug 2010 - 21:18 - #6”I giapponesi solitamente producono anime tratti da fumetti o personaggi legati al loro Paese e difficilmente si avventurano in territori inesplorati.”
In realtà (sopratutto in passato) si realizzavano moltissimi anime tratti da romanzi occidentali (i ”World Masterpiece Theater” che da noi hanno riscosso davvero enorme successo)
ma anche anime tratti da manga ambientati in occidente come Candy Candy, Georgie, Charlotte e tantissimi altri.
bradley
21 lug 2010 - 01:58 - #7Bello!Non l’ho mai visto però!
Un PS x l’autore: all’ultimo rigo della prima parte “è un ragazzino che il protagonista a preso con sè”…”A” è un verbo ausiliare avere e si scrive “HA”!!!
skadi
21 lug 2010 - 10:45 - #8Quoto keenan84, ce ne sono stati e ce ne sono davvero moltissimi di anime ispirati ad opere delle nostre parti: Cantiamo insieme, Il conte di montecristo, Romeo x Juliet, Il mistero della pietra azzurra, Remì, Huckleberry Finn, Belle e Sebastien, Heidi, Anna dai capelli rossi, Pollyanna, Piccole donne, Piccolo Lord, Cuore, D’artagnan, Peter Pan, Le voci della Savana….
E tantissimi altri.
Si avventurano spesso e volentieri nei nostri territori, ma forse siamo noi che non ce ne rendiamo conto o, meglio, non vogliamo dargliene merito.
malzra
21 lug 2010 - 10:53 - #9“Si avventurano spesso e volentieri nei nostri territori” Siamo noi occidentali invece che non facciamo mai il contrario o lo facciamo piuttosto male, peggio di come riescano loro.
Shinjo
21 lug 2010 - 11:30 - #10Sbagliato, l’anime passò su mediaset la prima volta nel 1994.
fabio21966
21 lug 2010 - 16:01 - #11C’è un solo Zorro: il Guy Williams della prima serie Disney… e lo dice uno che come il 97% dei bambini anni 70 si vestiva da zorro… anche se il mio mantello era ricavato da una gonna in raso di mia nonna.
Oggi ,4 decadi dopo, potrei solo vestirmi da sergente Garcia.
Kratos076
23 lug 2010 - 17:57 - #12Confermo, l’anime fu trasmesso in prima tv su mediaset nel 1994 altro che 1996!
RoyDdd
21 mar 2011 - 00:30 - #13A) non andò in onda nel 1996 ma nel 1994/1995 (la sigla venne anche inserita nella compilation della D’Avena del 1995)
B) sono stufo di sentire cose come “dal 1996 non l’hanno più replicato”…ha avuto repliche anche negli anni 2000 sia su Italia1 che su Boing.
Anzi su Boing, un mesetto prima di scrivere questo articolo, E’ ANDATO IN ONDA il film riassuntivo di tutta la serie (sia su Boing che su Cartoon Network.
Sarebbe ora di sparare un po’ meno cazzate!!