A Marigliano, nella Parrocchia Sacro Cuore di Pontecitra stanno alacremente lavorando alla preparazione di una settimana senza tv. L’evento raggiungerà il culmine, cioè quello degli apparecchi televisivi spenti per sette giorni consecutivi 24h su 24h, dal 7 al 13 giugno 2010.
Scrive Don Pasquale Giannino su Rinascita il mensile della parrocchia:
Oggi, la televisione sembra svolgere una funzione di lobotomizzazione (la lobotomia è un intervento di psicochirurgia. Consiste nel recidere le connessioni della corteccia prefrontale dell’encefalo. Può essere eseguita con la variante dell’asportazione o distruzione diretta di esse. Il risultato più riscontrato è il cambiamento radicale della personalità. Definizione da Wikipedia) di una popolazione magari più colta ma non necessariamente più serena e felice. Spegniamo la televisione e riprendiamoci la vita, la voglia di confrontarsi, il piacere della lettura, dello stare insieme. Il tubo catodico sta uccidendo la fantasia e la capacità di osservazione. Usiamo il telecomando per oscurare quella scatola che ci sembra il mondo ma è solo uno spicchio di cortile che qualcuno vuole farci vedere e non vedere. Parliamo con i nostri figli e con i nostri vicini utilizziamo la parola e lo sguardo per riappropriarci del nostro territorio, la nostra identità, la nostra autenticità, guardiamo il mondo con i nostri occhi e il nostro cervello e non con l’occhio segreto e insincero del grande fratello.
E ancora Don Pasquale Giannino snocciola qualche numero per far capire quanto sia di impatto la tv sulle nostre quotidiane vite. Spiega che Ogni settimana, mediamente, un bambino sta con i suoi genitori per 38 minuti alla settimana; guarda 28 ore di programmi tv; si sorbisce 20mila spot pubblicitari da 30 secondi, cioè 167 ore, pari al 2% della vita di un bambino.
L’idea della settimana senza tv, Tv turnoff week, arriva da David Byurk promossa per la prima volta 13 anni fa e come si tiene a sottolineare sul sito, questa non è rivolta solo ai ragazzi. Racconta Byurk:
Dal giorno in cui ho smesso di guardare la tv ho cominciato a vedere la società contemporanea occidentale con altri occhi. Di colpo mi sono reso conto dell’assurdità di entrare in una stanza in cui nessuno parla perché tutti sono ipnotizzati da uno schermo luminoso.
Una riflessione però la vorrei fare, perché scegliere la prima settimana di giugno quando i palinsesti estivi proporranno solo film e repliche? Perché non agganciare l’iniziativa alla quaresima e alla Pasqua quando i palinsesti tv sono nel pieno della programmazione e dell’ondata di spot pubblicitari?
Infine, ecco il calendario di appuntamenti che condurranno poi alla settimana di digiuno televisivo:
Stasera alle 20,00
Il 2° appuntamento si avrà venerdì 22 gennaio 2010 ore 20,00 con la proiezione di “Quinto Potere” regia Sydney Lumet;
3° Appuntamento venerdì 12 marzo 2010 ore 20,00 con il dibattito: costruiamo insieme la settimana senza la TV da svolgersi nel mese di Giugno; il 4° Appuntamento è per venerdì 16 aprile 2010 ore 20,30 con la proiezione di “Videocracy” di Eric Gandini; il 5° Appuntamento sarà per venerdì 7 maggio 2010 ore 20,30 con il dibattito Costruiamo insieme la settimana senza la TV da svolgersi nel mese di Giugno; Appuntamento Finale “Una settimana senza la TV” dal 07 al 13 giugno 2010.
white
27 nov 2009 - 12:47 - #1non è la tv che deve essere spenta ,ma il cervello di quelli che la usano male e che la guardano male
kaisersose67
27 nov 2009 - 13:00 - #2La solita demagogia populistica.
Si guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro senza VOLER vedere la TRAVE nel proprio occhio.
La Chiesa HA UN MILIONE DI MOTIVI per essere spenta, prima ancora della televisione.
Una Chiesa che OCCUPA SISTEMATICAMENTE i palinsesti, dalle fiction agiografiche, ai vari esponenti religiosi che utilizzano il mezzo televisivo per vendere il proprio prodotto, financo ai POLITICI integralisti (di comodo) che si sperticano sul crocefisso (salvo poi andare a zoc c ole e sniffare allegramente se non correi di reati mafiosi).
Ecco la Chiesa faccia prima pulizia al proprio interno, prima di additare alla tv come cattiva maestra.
keenan
27 nov 2009 - 13:13 - #3quoto parola per parola kaisersose67
kevin-walker
27 nov 2009 - 13:26 - #4Ecco l’ennesimo prete che invece di fare il suo mestiere si impiccia di quello degli altri.
Spegnete la pedofilia nella chiesa! VERGOGNA
ricky81
27 nov 2009 - 13:30 - #5“Di colpo mi sono reso conto dell’assurdità di entrare in una stanza in cui nessuno parla perché tutti sono ipnotizzati da uno schermo luminoso”.
Volendo giocare a questo gioco, potrebbe fare un effetto simile anche vedere centinaia di persone che pregano in una chiesa…
A parte questo, è logico che in medio stat virtus: le proposte del sacerdote sono giuste e spunto di riflessione, ma non vorrei si arrivasse neanche ad una demonizzazione del mezzo televisivo.
In casa mia, paradossalmente, la tv è fonte di dibattiti: il talk show, ad esempio, si estende fuori dallo schermo e diventa motivo di confronto anche in famiglia.
Io comunque non aderirei: non mi piacciono queste iniziative comandate, quando sento la necessità di staccare dalla tv lo faccio da solo e cerco il mio “equilibrio televisivo” autonomamente.
roberta_roberta
27 nov 2009 - 13:32 - #6qual’è l’unica ragione per la quale i bambini passano 38 minuti con i genitori e 28 ore davanti alla tv? Per i genitori è più facile parcheggiare i bambini davanti alla tv e andare avanti con la loro giornata! quando ero piccola io mio padre mi portava a fare passeggiate, si sedeva con me quando facevo i compiti, e quando mio padre lavorava, lo facevano le mie sorelle maggiori e mia madre. quando si guardava la televisione io non potevo nemmeno avvicinarmi al telecomando, i miei genitori sceglievano sempre cosa guardare. la colpa non è della televisione, è dei genitori che non hanno più tempo di stare con i propri figli e trovano facile scaricarsi la coscienza iscrivendosi al sito del moige.
sulla chiesa nemmeno mi esprimo, perchè tra un papa che parla di fame nel mondo con un crocifisso al collo che vale quando è necessario per sfamare tutto il terzo mondo e un vescovo che si preoccupa di rilasciare un comunicato stampa su twilight…
Up
27 nov 2009 - 14:19 - #7Concordo con kaiser!!!!
In parte è vero ormai la Tv non è più creativa sopratutto quella generalista
lykianos2
27 nov 2009 - 14:58 - #8Credevo che questo blog fosse uno strumento per capire meglio la tv, tipo Tvtalk o il Grandetalk ma mi rendo conto, leggento i numerosi post, che è solo un luogo dove riversare le proprie frustrazioni ideologiche e infantilismi vari. Si parla di libertà di internet ma senza preparazione o intelligenza la libertà muore… Per non parlare dei superficiali che hanno scritto prima di me che si beano attacando la Chiesa… al n.6: sai cosa sia l’ottone? o giudichi le persone per quello hanno indosso? mah, che gente…
giauz
27 nov 2009 - 15:13 - #9basta con questi benpensanti bastaaaa…. ha ragione il grande Frankie Hi-Nrg:
“…quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv” chi vuole capire, capisca…
roberta_roberta
27 nov 2009 - 16:33 - #10caro #6 so cos’è l’ottone e so anche che i gioielli del papa sono d’oro.
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona"
12 dic 2009 - 20:56 - #11Sono d’accordo sulla questione di non demonizzare la tv, essa è uno strumento assai importante nella diffusione di “giuste situazioni (………..)”, così come non condivido programmi che inneggiano alla “perfezione” soprattutto fisica, ma comunque da dibattere , non si può, a mio parere, chiudere gli occhi davanti a un fatto esistente e perseverante, o meglio strisciante e dilagante quanto mai, sarebbe deleterio per la mente di qualsiasi ragazzino, in quanto indurrebbe non già al confronto, ma all’imitazione in virtù dell’essere proibito e di conseguenza diventerebbe inevitabilmente “fascinoso”.
Per quanto riguarda poi la chiesa e chi ne indossa l’abito, beh starei un pò più attenta, infatti la mia fede spirituale, può dirsi tale in quanto fiducia posseduta in vari gradi dal credente “nato di nuovo”, la quale si basa sulla conoscenza di Dio e della Sua volontà, ed è ottenuta per mezzo della rivelazione e di un’ esperienza personale con il Signore. Questa è la fede nel suo significato iniziale ed è sinonimo di credulità, in contrasto con altri aspetti che si devono identificare con la mera fiducia (preti ecc.)