Marco Giallini a Blogo: "Il personaggio di Rocco Schiavone non mi schiaccia, c'è chi dice faccio troppi film" (VIDEO)

Guarda la video intervista di Blogo all'attore protagonista della serie tv in onda con i nuovi episodi su Rai2 da mercoledì 17 ottobre

Da mercoledì prossimo, 17 ottobre, su Rai2 andrà in onda la seconda stagione di Rocco Schiavone, la serie tv tratta dai romanzi 7-7-2007 e Pulvis et Umbra e dal racconto Buon Natale Rocco di Antonio Manzini editi in Italia da Sellerio (la prima delle quattro puntate in anteprima on line su RaiPlay da oggi, sabato 13 ottobre). Protagonista assoluto della fiction co-prodotta da Rai, Cross Productions e Beta Film Marco Giallini. Blogo ha incontrato l'attore e gli ha rivolto alcune domande. Lo Schiavone della seconda stagione ha tinte più light, come sostiene il regista Giulio Manfredonia (subentrato a Michele Soavi, che ha diretto la prima stagione)?

Spero di no, semplicemente Rocco si ritrova a dover spiegare alcune cose del suo passato, tutto qui. Lo fa quando parla con i suoi amici, ma anche quando viene interrogato, suo malgrado, dai suoi superiori, per varie cose. E così nei racconti si rivedono la moglie ancora in vita e i suoi amici.

Giallini si dice convinto di essere entrato nel personaggio da subito. E cita Marcello Mastroianni. Quindi sul rischio. per un volto cinematografico così riconoscibile, di essere schiacciato da Rocco Schiavone:

Non mi sento schiacciato da Schiavone. Ho fatto 55 film, continuerò a fare cinema, se Dio vuole, con successo. Ho trovato una certa continuità, secondo alcuni pure troppa. No, non mi sento schiacciato, non mi schiaccia nessuno, mi schiaccio da solo.

Infine, sulla possibilità di continuare a fare televisione, a prescindere dalla serie su Schiavone:

Non lo escludo, a Schiavone sono molto legato. Ma magari ci sarà qualcos'altro che mi piace e la farò. Come ho già detto tante volte, mi attrae molto il personaggio di Schiavone e il tema. Sin da ragazzino sono molto appassionato dei polar e di film italiani di questo genere. Ma non tanto per dare l'idea del poliziotto ribelle, ma perché è bello vedere i conflitti tra diavolo e santità.

In apertura di post il video integrale dell'intervista.

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