Lazio e Inter in campo, ma a Pechino non ci sono i telecronisti. Il direttore di RaiSport: “Problemi di budget”. Mamma Rai già non arriva a fine mese
I mancati introiti provenienti da Sky cominciano già a farsi sentire in casa Rai. E’ una provocazione, si intende, ma quanto successo alla prima iniziativa pubblica importante della stagione potrebbe ripetersi in condizioni assai più disperanti ed esasperanti per il regolare pagatore di canone nel futuro immediato. In breve, come tutti gli appassionati di calcio
I mancati introiti provenienti da Sky cominciano già a farsi sentire in casa Rai. E’ una provocazione, si intende, ma quanto successo alla prima iniziativa pubblica importante della stagione potrebbe ripetersi in condizioni assai più disperanti ed esasperanti per il regolare pagatore di canone nel futuro immediato. In breve, come tutti gli appassionati di calcio già sapranno, è andata in onda quest’oggi la diretta della finale di Supercoppa Italiana tra Lazio e Inter. La tv di Stato ha trasmesso regolarmente in diretta l’evento, culminato con la vittoria dei capitolini per 2-1, ma sul posto, cioè a Pechino, non v’era nessuno. I due telecronisti, infatti, un obsoleto Carlo Nesti e un distrattissimo Salvatore Bagni, hanno commentato la partita “dal tubo” come si dice in gergo, cioè comodamente sistemati in poltrona in uno studiolo di Viale Mazzini, seguendo il match come tutti gli altri, ovvero in video, e “raccontando” la diretta da tubo catodico.
Il neodirettore di RaiSport Eugenio De Paoli non si è nascosto, ammettendo: “Una questione di budget…”.
Da segnalare che la Tv di Stato aveva acquistato l’evento già a un prezzo calmierato rispetto alla prima richiesta della Lega Calcio (600mila euro). Al termine di una faticosa trattativa si era arrivati all’accordo: purtroppo le casse in rosso adesso si sono fatte sentire e s’è deciso per un servizio a metà. Tra l’altro possiamo dire, per avervi assistito in prima persona, che s’è trattato di una telecronaca spesso e volentieri tragicomica, dove non demenziale, con nomi di giocatori sbagliati, azioni di gioco non raccontate per colpa di reiterati replay, dubbi mai risolti e tanta, troppa superficialità.
Cara Rai, se gli abbonati Rai decidessero di pagare “col tubo” il rinnovo del canone, non dovresti mica tanto meravigliarti.