Home Piazzapulita Molestie, a Piazzapulita sotto esame il ‘metodo Iene’. Selvaggia Lucarelli: “Gogna mediatica”

Molestie, a Piazzapulita sotto esame il ‘metodo Iene’. Selvaggia Lucarelli: “Gogna mediatica”

A Piazzapulita confronto tra Dino Giarrusso e Selvaggia Lucarelli: “Tenere sulla graticola una persona per 4-5 settimane è gogna”. La iena: “Non fatto subito il nome per ragioni editoriali”

pubblicato 17 Novembre 2017 aggiornato 1 Settembre 2020 03:42

Non c’è programma ormai che non si occupi del caso delle molestie nel mondo del cinema. In principio fu la vicenda Weinstein, poi trasferitasi in Italia col mirino puntato su Fausto Brizzi. Accuse solo sulla carta per ora, che però non hanno impedito alla televisione di divorare l’argomento e trasformarlo nel tema più abusato nei salotti e nei talk della mattina, del pomeriggio, della prima e della seconda serata.

Alla lista si è aggiunto Corrado Formigli che giovedì a Piazzapulita ha però inaugurato un altro dibattito, stavolta proprio sul ruolo del piccolo schermo. Sul banco degli imputati è finito Dino Giarrusso, l’inviato de Le Iene che da circa un mese ha lanciato il ‘tormentone’ a tinte tricolori, a cui è stato chiesto se l’inchiesta del programma di Italia 1 non si sia inevitabilmente trasformata in una feroce gogna mediatica.

Capisco e rispetto Claudia Zanella (la moglie di Brizzi, ndr), mi spiace – ha detto Giarrusso – le accuse a Weinstein risalgono ad anni molto precedenti, a differenza delle nostre”.

A contestare apertamente il metodo Iene è stata Selvaggia Lucarelli, che ha fatto notare come la spalmatura dell’inchiesta su più puntate abbia alimentato la valanga:

Tenere sulla graticola una persona per 4-5 settimane secondo me è una gogna, questa è la vera gogna. Dino, ci siamo mandati anche dei messaggi, ti ho scritto che non mi piaceva questo modo. Avete dato una serie di indizi che rinviavano con grande precisione a una persona senza fare il nome. Nell’ambiente tutti avevamo capito”.

Giarrusso ha spiegato che l’identità non è stata svelata subito per questioni di sicurezza legale:

Non abbiamo fatto il nome prima per una ragione editoriale, volevamo essere certi e abbiamo deciso di arrivare a dieci testimonianze che fossero ritenute credibili da noi. Le Iene va in onda la domenica, è accaduto che il nome sia uscito sui giornali il venerdì”.

Spiegazioni che non hanno soddisfatto la giornalista, perplessa anche per l’anonimato dietro al quale si sono trincerate le donne intervistate: “Sì, ma così facendo Brizzi chi denuncia? Deve essere messo nelle condizioni di difendersi. Non può rispondere a te. Se mi accusassero di stupro, vorrei parlare con un giudice o con Dino Giarrusso?”.

La telenovela è destinata inevitabilmente a continuare. A Piazzapulita perlomeno il merito di aver osservato il fenomeno da un altro punto di vista.

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