Da stasera torna Claudio Brachino su Rete4 e in seconda serata ogni lunedì, con sette puntate, fresche fresche di produzione, di Top Secret. Il direttore di VideoNews, la testata degli approfondimenti giornalistici di Mediaset, prendendo spunto dall’attualità analizzerà il fenomeno del terrorismo. Stasera la puntata è dedicata a Al Qaida, il 29 giugno al Ku Klux Klan, il 6 luglio a Al Fatah e Hamas, il 27 luglio all’Eta-movimento separatista basco, il 3 agosto a Che Guevara e due speciali il 20 luglio su John John Kennedy ( in cui si prospetta la possibilità che l’incidente aereo in cui è morto il figlio di Kennedy possa essere stato frutto di un attentato) e il 13 agosto sul G8 con un approfondimento sulle Brigate Rosse.
Dice Brachino a Il Giornale:
Si parte da documentari che hanno la garanzia della Bbc, molto belli e ben fatti. In più manderemo degli approfondimenti filmati di alcuni nostri giornalisti. In studio, con me, Andrea Margelletti, esperto di studi strategici. I budget sono bassi. E, in questo momento di crisi, ancora di più. Per cui cerchiamo di ottenere buoni risultati, come vedrete in onda, con quello che abbiamo.
Per le prossime stagioni, preannuncia Brachino, Top Secret andrà in onda probabilmente con una nuova formula. Dice:
Ogni prodotto ha un suo ciclo di vita, con Top Secret abbiamo cominciato sette anni fa, realizzato cento puntate, di cui dieci in prima serata, con risultati d’ascolto più che buoni. Dopo quest’ultima serie, è venuto il momento di metterlo a riposo per studiare una nuova formula.
[Foto | Rimini]
ziassunta
22 giu 2009 - 09:15 - #1Solita informazione fumo negli occhi-non parliamo di cose reali, lo stile Studio Aperto non lo perde mai…………….
freya80
22 giu 2009 - 09:23 - #2e chissenefrega, tanto rete4 non mi si vede più!
Cenzo
22 giu 2009 - 09:24 - #3Buffone
treyan
22 giu 2009 - 09:58 - #4ma se il terrorismo non essiste???xk farne un documentario????bah…povera libera informazione…..
Cenzo
22 giu 2009 - 11:27 - #5Tra l’altro, con il ddl sulle intercettazioni, non si potrà più punire il terrorismo come lo si faceva una volta.
!Markos 7!
22 giu 2009 - 13:45 - #6Proverò a guardarlo….
Picchiatello
22 giu 2009 - 14:22 - #7Vabbe’ fotocopia della bbc , comunque se qualcuno vuol vedere dell’approfondimento con piu’ “spessore” c’e’ il sito di La Sotria siamo Noi sul portale rai, gratuito e fatto molto bene….lascerei perdere rete4 che non si possono dire imparziali….nemmeno quando si parla di terrorismo…
Maur1
22 giu 2009 - 15:07 - #8da quest’uomo… cioè, da quest’essere non acquisto nemmeno una ferrari nuova a 50 euro…
white
22 giu 2009 - 18:37 - #9brachino.. una delle persone della TV che si sente valere 5mila ma invece ne vale zero.
batte quasi la perego
Knives
22 giu 2009 - 19:21 - #10Ma per favore..meglio non guardarlo..
Ted
07 lug 2009 - 00:42 - #11A ReteQuattro siete proprio incorreggibili… Nemmeno l’esperienza vi ha insegnato qualcosa… BRACHINO: il governo di Tel AVIV (sic!…) lo sarà LEI
mary guevara
04 ago 2009 - 01:01 - #12Soledad Lesta Ernesto Guevara, detto il “Che” (per la sua abitudine di pronunciare questa breve parola in mezzo ad ogni suo discorso, una specie di cioè)
NIENTE DI PIU SVAGLIATO, CONSIGLIO DI CONTROLLARE PRIMA DI AFERMARE UNA COSA , in reatà noi utiliziamo la parola ” o sea ” o “entonces” nel modo che qui si utiliza “cioè” e “che ” per chiamare cualcuno.
Il soprannome di “Che” venne attribuito a Guevara dai compagni di lotta cubani in Guatemala, e deriva dal fatto che Guevara, come tutti gli argentini, pronunciava spesso l’allocuzione “che”. La parola deriva dalla lingua mapuche e significa “uomo” o “persona”, e venne ripresa nello spagnolo parlato in Argentina ed Uruguay, per chiamare l’attenzione di un interlocutore, o più in generale, come un’esclamazione simile a “hey” .
CHE ALTRO SI HA DETTO NEL PROGAMA E NON ERA VERO???
mary guevara
04 ago 2009 - 01:05 - #13la bbc non è imparciale. Perchè non si parla de le cose fatte dai servizi secreti nordamericani per voicotar i gverni che non li piacevano????
Massimo Zucchetti
04 ago 2009 - 01:59 - #14Questa sera visto puntata su Che Guevara.
Documentari inglesi imparziali? Una caterva di falsita’ e menzogne!!
Secondo questi propagandisti, il Che era un terrorista e uccideva i campesinos boliviani durante la disperata lotta nel 66/67. Sono menzogne belle e buone.
Ma non hanno letto il diario del Che in Bolivia, e quelli degli altri suoi compagni?
Sono loro gli assassini, assassini della verita’. Cercano di infangare la piu’ importante figura del XX secolo, ma le loro parole sono aria nel vento.
Brachino, non sei degno di chiamarti giornlista!
Massimo E. Zucchetti
04 ago 2009 - 02:14 - #15Altre falsita’ sul Che Guevara: avrebbe immerso Cuba in una cappa di terrore e di morte uguale a quello del dittatore che ha combattuto. VERGOGNA!!! Raccontalo ai cubani, tutti schiavi analfabeti negli anni 50, tutti alfabetizzati da una campagna popolare nel 1961.
Perche’ Brachino non ci parla dei misteri e del terrorismo degli Stati Uniti, delle decine di dittature che essi sostengono, dei loro sporchi affari?
Brachino, non sei un giornalista, sei un leccapiedi e un servo, buffone!
Fabrizio Cabodi
04 ago 2009 - 11:01 - #16Ieri sera ho visto, per caso, la puntata su Che Guevara.
E’ stata una immensa accozzaglia di falsità e menzogne tesa a screditare e infangare la figura del Che, definito per tutta la durata della trasmissione “terrorista”.
E’ stato detto che quando Castro salì al potere a Cuba, il Che contribuì in modo determinante a far precipitare la Isla in un periodo di terrore, di violenza e di esecuzioni sommarie per intimorire la popolazione. Ovviamente neppure un cenno ai processi di alfabetizzazione e estensione dell’assistenza sanitaria gratuita a tutta la popolazione: tutte cose che per i Cubani, ai tempi di Batista, non esistevano.
Inoltre è stato affermato che durante la guerriglia in Bolivia lui ed i suoi compagni passavano il tempo ad uccidere i contadini boliviani.
Chi ha letto i diari del Che sa che la realtà è clamorosamente diversa da quella che la trasmissione ha dipinto.
Pessimo esempio di “giornalismo” che travisa grottescamente la realtà.
Mi chiedo se Brachino possa essere definito giornalista.