Sanremo sì, Sanremo no, Sanremo a Viareggio (o Faenza, o...)

Quartetto Cetra

Forse eravamo stati troppo ottimisti quando davamo per buona la fumata bianca che avrebbe portato a un accordo per il prossimo Festival di Sanremo, lasciando finalmente a riposto le nostre povere menti ottenebrate dal caldo estivo, menti che non ne possono più di discussioni su qualcosa che alla fine - forse, eh - si farà.

Ma mentre eravamo così ottimisti, Claudio Cappon respingeva al mittente le gentili concessioni del sindaco di Sanremo e - dicono i ben informati - sarebbe andato in vacanza senza più farsi trovare dal primi cittadino Claudio Borea.

Il quale commenta sconsolato, secondo Il Secolo XIX:

Visto il comportamento così rigido della Rai, che pretende di firmare un accordo alle sue condizioni, è giusto passare la parola al Consiglio, visto che noi agiamo in base ai suoi indirizzi.

E l'assessor Varnero, che pochi giorni fa era così ottimista e parlava anche di formule alternative per il Dopofestival, rincara la dose:

La posizione della Rai è abbastanza incomprensibile, mi limito a ricordare che non siamo noi ad aver perso tempo, per mesi abbiamo aspettato che viale Mazzini esprimesse una sua posizione e aprisse un serio tavolo di confronto; poi è arrivato il “blitz” con la bozza unilaterale che ci ha inviato a luglio. Credo che il muro contro muro non convenga a nessuno, perché un buon rapporto tra Comune e Rai è importante non solo per definire la convenzione, ma poi per gestirla e soprattutto per lavorare assieme al successo del Festival e degli altri eventi che si svolgono a Sanremo nell’arco dell’anno.


Ma le richieste della RAI sono irremovibili, e intanto altre città si candidano per ospitare il Festival.

In sostanza, la RAI vuole un rinnovo della convenzione (probabilmente) per un solo anno, entro il prossimo 10 settembre. Vuole che il Comune si sobbarchi il 25% della somma da stanziare, vuole acquisire il contributo regionale di 150mila euro ma ha rinunciato a qualsivoglia pretesa sul marchio del Festival, la cui paternità comunale non è mai stata messa in discussione.

E nel frattempo, ecco le provocazioni: Viareggio si candida per ospitare il festival, subito dopo imitato da Faenza. La prima candidatura è stata avanzata da un'assessore, Alessandro Bolognesi (Forza Italia), subito rintuzzata dal sindaco Luca Lunardini (Pdl) che ha parlato di apprezzabile iniziativa personale. Ma che non può andare oltre perché - sebbene il Festival sia nato proprio in Versilia - i marchi Festival della Canzone Italiana e (ovviamente) Festival di Sanremo sono, come detto, di proprietà del comune ligure.

Faenza, invece, viene proposta da Giordano Sangiorgi, e non è certo una proposta disinteressata: Sangiorgi, infatti, organizza il MEI (meeting delle Etichette Indipendenti), che si tiene a novembre nel comune romagnolo. Adnkronos riporta il suo punto di vista:

La nostra cittadina dovrebbe essere la deputata piu' accreditata a ospitare il Festival, poiche' e' l'unica localita' italiana che da undici anni ospita in pianta stabile il Mei, una manifestazione che raccoglie tutto il mondo della discografia e della produzione musicale italiana in una tre giorni in cui tutti hanno modo di trovare spazio e visibilità.

Inoltre, Faenza si trova a un passo dalla riviera romagnola, storicamente la meta piu' ricercata dal turismo italiano e straniero. Sanremo a Faenza? Il modo piu' diretto per fare finalmente emergere le novita' della musica italiana.



Boutade, credete. Chi scrive è ancora convinto che si tratti di schermaglie che giungeranno all'ovvia conclusione.

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