XFactor, il claim di qualche anno fa recitava: la voce della musica. Infatti il contenitore, da ormai diversi anni, prima su Raidue e poi su Sky, lancia talenti musicali nel panorama italiano e internazionale. Francesca Michielin, Michele Bravi, Chiara Gagliazzo e i Maneskin ne sanno qualcosa, ma lo spettacolo vero lo fanno le puntate che accompagnano questo talent fino a prima di Natale.
Subito dopo solitamente arriva MasterChef, ma quel che conta – come dicono spesso i giudici – è il percorso. Non solo per chi canta. Le ultime due edizioni di XFactor sono state particolarmente apprezzate anche perchè è cambiato qualcosa nei meccanismi: al termine di qualche edizione di rodaggio, necessaria per trovare la quadra una volta che Alessandro Cattelan (storico conduttore del format) ha deciso di lasciare ad altri la conduzione, le suggestioni degli anni d’oro – con alcune motivazioni in più – sono tornate.
XFactor, la nuova giuria vince e convince
Il merito è di un rinnovamento, inizialmente forzato ma necessario, che ha ridato linfa e splendore a un contenitore che rischiava di diventare schiavo dell’abitudine. Nuova conduttrice, Giorgia Todrani (una che di voce e musica se ne intende), e nuovi giurati. Questo poteva essere un salto nel buio: occorreva dare un taglio differente rispetto al passato senza snaturare la trasmissione e la sua natura. Rinnovare senza perdere la fedeltà del pubblico acquisito negli anni. Allora la produzione ha deciso, sparigliando ancora le carte: fuori Fedez e Manuel Agnelli, dentro Jake La Furia, Gabbani, Iezzi e Lauro.

Una rivoluzione di menti e caratteri che ha lasciato tutti di stucco. Cosa c’entrano loro con XFactor? La risposta è arrivata dalle prime Audition del 2025. Contesto dove, sì, vengono selezionati gli artisti verso la strada che porterà ai Live ma senza alcun tipo di pressione o lite. In altre parole: meno polemiche e retroscena, più sorrisi e competenza. Non serve accapigliarsi in diretta per fare Audience. Si è ritrovato il valore dello spettacolo, inteso come scambio di battute e condivisione.
Una bella novità per il pubblico alla ricerca del fattore X che era metaforicamente cresciuto a suon di: “Sei falsa, Simona!”. Oppure: “Questo è tutto un gioco per screditarmi”. Le brutte intenzioni, la maleducazione e la brutta figura di ieri sera. Tutta una serie di citazioni che coincidevano con polemiche nate e alimentate dai giudici passati, fra ripicche e strategie, che rischiavano di annientare lo spirito del format.
Un taglio netto con il passato
Vedere, invece, 4 giudici complici che ridono, si stuzzicano senza attaccarsi e offrono anche parte della loro cordialità al pubblico in platea è rassicurante. Viviamo in tempi in cui il mondo, fuori dalla televisione – tra guerre e calamità naturali – non sta dando il meglio di sè. Il tubo catodico – anche per mezzo dei talent – deve tornare a essere una sorta di zona franca dove tutto è possibile. Persino tornare a volersi bene. Nessuno ha bisogno di una televisione eccessivamente strappalacrime, ma le battute di Paola Iezzi o le stoccate simpatiche di Achille Lauro, passando per le frecciatine ironiche di Jake La Furia e Gabbani, fanno bene a un sistema che per una volta non insegue la perfezione.
Ricerca, semmai, la competenza. Menzione speciale per Giorgia Todrani che, non solo conduce, intrattiene con autorevolezza senza mai prendersi troppo sul serio. Una voce come la sua merita palcoscenici di fama internazionale, che ha calcato, ma Todrani non si scompone neanche di fronte a un esordiente che la guarda come si osserva un’icona del nostro tempo. Ecco perché, anche un abbraccio a un concorrente sconsolato, diventa un valore aggiunto in grado di conservare quell’autenticità che alcuni talent hanno perso ma XFactor sta ritrovando dopo anni di sperimentazione e messa a punto. La musica, su Sky Uno e TV8, c’è sempre stata. Ora è tornata l’armonia e non è cosa da poco.